Capitolo 10

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Riconobbi subito la macchina. Era David. Strano a dirlo, ma ero contenta fosse arrivato in quel momento.

<<DOVEVI VEDERTI CON BELLA EH? SALI IN MACCHINA>> disse lui sbraitando e dando ordini. <<Che ci fai qui?>> chiesi io, ancora tra le braccia di Rafael. David ignorò la mia domanda e si concentrò su Rafael che aveva le mani sui miei formosi fianchi.

 <<Toglile le mani di dosso. Ti do due secondi.>> ordinò lui con tono duro a Rafael, che si allontanò dal mio corpo come se si fosse scottato. 

<<Sali in macchina ti ho detto>> disse David avvicinandosi a me e prendendomi per un braccio. <<Ma cosa vuoi amico? Lasciala in pace>> parlò Rafael avvicinandosi troppo a David. 

<<Non siamo amici e non ti azzardare più ad avvicinarti a lei in questo modo, non è una delle ragazze che ti fai di solito >> gli disse lui fronteggiandolo. 

<<Cosa c'è? Devo chiederti il permesso per provarci con lei?>> rispose Rafael con un ghigno di sfida. 

<< Sei buffo a pensare che ti farei avvicinare a lei>> disse lui. Rafael non rispose e David mi trascinò per il braccio fino alla macchina che era ancora qualche metro distante da noi.

 <<Mi stai facendo male>> frignai io.

 <<Meriteresti molto più male>> mi disse lui. 

<<Mi spieghi che ti prende? Perché sei venuto qui?>> dissi io, strattonando la sua presa. Lui si fermò e mise le sue mani sui fianchi. 

<< SONO VENUTO QUI PERCHE MI HAI MENTITO. MI HAI DETTO CHE TI VEDEVI CON BELLA E INVECE SCOPRO CHE SEI CON RAFAEL>> mi sbraitò addosso. 

<<E qual è il problema? Non accetti le bug...->>.

<<Il problema è Rafael, che voleva infilarsi nelle tue mutandine, deficiente. E se io non fossi arrivato in tempo, stai sicura che non sarebbe finita bene per te.>> mi disse, interrompendo quello che stavo per dirgli e mi lasciò sbalordita per quello che aveva detto.

 <<Ma che dici...>> dissi io, inorridita dal suono duro delle sue parole e l'ansia stava ricominciando a farsi strada nel mio petto, nelle mie gambe e in tutto il mio corpo.

 <<Sali in macchina>> mi ordinò lui, di nuovo. 

<<Non ci salgo in macchina con te>> risposi io, infastidita dal suo tono pretenzioso.

 <<Ti ho detto di salire in macchina>> mi ripeté lui. 

<<E io ti ho detto che non ci salgo>> risposi, mettendomi a braccia conserte davanti a lui. <<Come vuoi>> disse lui sorridendomi. Si abbassò e mi prese su le spalle a mo' di sacco per patate, come se fossi una piuma. 

<<LASCIAMI MA SEI IMPAZZITOO>> urlai dalle sue spalle, senza ottenere risposta.

Aprì lo sportello dell'auto e mi ci gettò addosso, allacciandomi pure la cintura. 

<<TU SEI IMPAZZITO, LASCIAMI>> gli urlai addosso, ma stavolta lui mise la sicura allo sportello, segno che non poteva più scendere da quel lato. Come mi faceva incazzare.

Salì sull'auto e sfrecciò via dal luna park. 

<<TU SEI COMPLETAMENTE IDIOTA.>> continuai ad insultarlo.

 <<E TU SEI COMPLETAMENTE CRETINA. COSA PENSAVI DI FARE CON RAFAEL? EH?>> mi urlò anche lui stavolta. 

<<NON STAVAMO FACENDO NIENTE>> gli dissi, io, mentendo spudoratamente, visto che aveva provato a toccarmi più volte durante l'arco della serata.

Contro ogni fottuto pronostico.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora