Si girò del tutto verso di me e ne approfittai per mettermi su di lei, mentre continuavo a palparle il seno come se ne andasse nella mia vita. Non era infastidita della cosa. Se lo fosse stata mi avrebbe già schiaffeggiato e invece era lì a godersi quella...coccola.
<<Lo sai che hai proprio delle belle tette?>> le dissi mentre alzavo il top per prendere in bocca uno dei suoi capezzoli duri come le pietre.
<<E tu lo sai che sei un poeta? Ahh...>> mi disse mentre la mia lingua e i miei denti danzavano sul suo capezzolo.
<<Mh, per te posso essere tutto ciò che vuoi...>> sussurrai, mentre le mettevo una mano sulla bocca per attutire i suoi gemiti.
Scesi più giù con la bocca e le baciai il solco tra i seni, la pancia e i fianchi. La mia voglia si fece più forte quando la guardai come per chiederle il permesso di scendere più giù e lei fece cenno di sì con la testa. Le strattonai i pantaloncini e li tirai da qualche parte, mentre le sue gambe nude e sode bramavano il mio tocco. Scesi con le mani mentre mi avventuravo in quelle cosce così belle, baciandole lentamente.
<<David...>> mi disse lei già eccitata. Sentivo l'odore della sua eccitazione e le sue mutandine presentavano un pezzo di stoffa già bagnato. Cazzo. <<Sh... è tutto apposto>> le dissi per rassicurarla. Cominciai a scostare le mutandine e lei tremò sotto il mio tocco. Non la toccai proprio lì ma cercavo di stuzzicarla attorno, per far salire la sua eccitazione al massimo. Mi piaceva vederla in quel modo: bagnata, eccitata e...Mia.
<<Per favore...>> piagnucolò lei.
<<Per favore cosa?>> le chiesi cominciando a baciarla all'interno coscia.
<<Io...voglio...>> provò a dire diventando bordeaux per l'imbarazzo.
<<Tu vuoi...?>> le chiesi mentre mi prendevo gioco di lei, solo per farla innervosire.
<<David, o ti metti in mezzo alle mie cosce e fai un buon lavoro o vado a cercare soddisfazione da un altro.>> mi disse lei. Ringhiai. Mi infilai in mezzo le sue cosce e cominciai a leccare come se ne andasse della mia stessa vita, mentre lei si contorceva per il piacere causato dalla mia lingua e dalle mie dita. Non doveva neanche pensarci ad un altro.
Non ero stato il primo ma mi sarei assicurato di essere l'ultimo. In tutto e per tutto.
<<Perché non...?>> chiese lei all'improvviso facendomi gelare sul posto. Quello, mi avrebbe mandato letteralmente il cervello a puttane.
La guardai, nuda per com'era e la voglia di farla mia era così viscerale che se me lo avesse chiesto di nuovo me ne sarei fregato di essere gentile.
<<Sei sicura?>> le chiesi con la voce calma, in opposizione al battito del mio cuore. Non la toccavo in quel modo da quella dannatissima sera. Il mio cervello non era pronto, anche se bramavo per farlo.
<<Si>> mi rispose più sicura che mai. Respira, calmo, cazzo.
<<Te lo chiederò per essere sicuro di non aver frainteso>> le dissi, mentre mi mettevo issato sui gomiti e mi ritrovai davanti i suoi occhi, così pieni di desiderio che sarei potuto venire nei pantaloni solo guardandola.
<<Vuoi farlo con me?>> le chiesi con il tono di voce che tremava.
<<Si, voglio farlo con te.>> mi rispose senza neanche riflettere.
<<Cherry se tu non sei sicura in questo momento, va bene ugualmente, non dobbiamo farlo per forza. Capisco che non ti fidi da quella sera, non c'è bisogno di forz...->>
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Contro ogni fottuto pronostico.
RomanceMaria: ''Non mi piaceva, non mi sarebbe mai piaciuto, era solo una palla al piede con cui avrei dovuto condividere la casa '' David: ''Non mi piaceva, non volevo neanche provarci, non era il mio tipo e non lo sarebbe mai stata. Era piuttosto una gra...
