Due cuori e le loro ragioni

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"Naruto, smettila di essere imbambolato come se fossi appena atterrato sulla luna."

Non furono le parole a farlo tornare alla realtà, ma la risata. Non era sguaiata, Sasuke l'aveva emessa elegantemente a bocca chiusa, il biondo non aveva mai visto i suoi occhi piegati in una sincera espressione di divertimento.

"Ehm... scusa." Naruto trovò il tempo di massaggiarsi la nuca prima di riprendere a seguire l'amico. Si chiese se l'essere imbranato a causa della solitudine avrebbe mai potuto avere una risoluzione.

Non lo aveva fatto apposta, semplicemente non aveva mai visto niente del genere.

Nessuno aveva un giardino e una casa come quelli, Naruto non pensava neanche che potesse esistere. Soprattutto non si aspettava uno scenario simile dopo aver attraversato il grosso portone di legno, non si era nemmeno accorto che la casa fosse dotata di un cortile interno, figuriamoci se si sarebbe aspettato una meraviglia come quella.

L'abitazione, costruita interamente in legno, aveva una forma a L. Loro erano entrati dal lato più spazioso, di fronte all'angolo.

Un viottolo lastricato di levigati ciottoli attraversava il prato decorato da arbusti e, sulla sinistra, da una gigantesca quercia centenaria. In primavera doveva esserci un'esplosione di fiori.

La stradina finiva in prossimità di una veranda a cui si accedeva salendo pochi scalini, una grossa lanterna era appesa nell'angolo più esterno, Naruto si sforzò di immaginare quante serene notti estive avesse illuminato.

La sua attenzione fu di nuovo attratta in maniera così prepotente che i piedi gli si arrestarono contro la volontà. Di fronte alla veranda c'era un piccolo laghetto delimitato da una fila di pietre, grossi pesci bianchi e rossi nuotavano placidamente increspando la superficie.

Quel suono era ipnotizzante, catturò Naruto senza via d'uscita come se fosse stato un binario. La fontana di bambù, mossa solo dallo scorrere dell'acqua, mandava il suo ticchettio lento e rilassante.

Naruto dovette comprimersi la bocca con mani per non lasciarsi sfuggire un WOW!

"Avanti, Naruto, ho l'impressione di trascinarmi appresso una statua di sale." Sasuke lo tirò da un braccio, ma senza perdere il sorriso.

La porta scorrevole si chiuse alle loro spalle catapultandoli in un altro mondo, la casa non aveva bisogno di efficienti impianti di riscaldamento, Naruto poteva sentire il calore spigionato dal legno sulla pelle delle guance.

Sasuke lasciò le scarpe nell'ingresso, sfoderò i calzini bianchi immacolati iniziando a scivolare sul parquet, sembrava volare, i passi aggraziati producevano solo dei lievi tonfi. Naruto lo imitò, ma lui procedeva facendo molto più rumore.

Sasuke lo condusse in salotto. Una stanza molto luminosa, attraverso l'ampia vetrata che occupava metà parete, si poteva ancora ammirare il laghetto con la fontana.

"Dai, siediti che facciamo merenda. Ti faccio assaggiare qualcosa di delizioso" Sasuke indicò una delle due poltrone azzurre davanti a un tavolo basso.

Naruto si accomodò gustando la fragranza sprigionata dalla stoffa, non disse niente, riusciva solo a far scorrere lo sguardo sulla libreria che aveva di fronte. Sasuke leggeva molto, ecco perché era così intelligente.

"Come vanno i tuoi allenamenti? Hai trovato una palestra che possa fare al caso tuo?" Finalmente Naruto riuscì a sciogliere il ghiaccio che lo paralizzava voltandosi verso l'amico.

"No" Sopirò Sasuke leggermente stizzito "Per ora mi alleno da solo, con quella."

Seguendo il gesto che Sasuke aveva fatto con il mento, lo sguardo di Naruto intercettò una katana in bella mostra sul suo piedistallo al fianco del televisore. Il biondo aveva pensato che fosse solo decorativa.

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