In questo anno

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Una sigaretta era di nuovo un piacere, come un bocconcino di gelato a fine cena. Anzi, Naruto era certo che da ora in poi non avrebbe più finito un pacchetto dietro l'altro a causa della tensione.

Un piccolo momento di gioia che aveva sfruttato anche per godersi le stelle che brillavano nel cielo e il rilassante suono della fontana di bambù.

La città era deserta, passava solo una macchina ogni tanto, erano tutti al cenone di Capodanno, chi al ristorante e chi a casa con la famiglia. Naruto si era sistemato meglio sulle scale di legno chiedendosi lui a quale caso appartenesse, un sorriso solitario lo aveva illuminato dopo pochi istanti mentre continuava a guardare il cielo. Lui era con la famiglia.

Li sentiva divertirsi attraverso le finestre del salotto, lo avevano ricoperto di regali. Insieme a Sakura non avevano fatto altro che ridere tutta la sera degli amorevoli bisticci tra Itachi e Sasuke in cucina. Alla fine Itachi aveva sbattuto fuori il fratello minore dicendogli che, dato che era così imbranato a cucinare, era meglio che andasse a fare compagnia agli amici.

Le risate si erano trasformate in facce comprensive appena Sasuke si era riseduto a tavola con tanto di broncio, Madara gli si era posizionato accanto circondandogli le spalle in un abbraccio.

Il cugino maggiore era ancora pallido e aveva perso molto peso, ma lo stavano tutti sostenendo per accompagnarlo nella nuova vita che aveva promesso a Obito. Non c'era niente di meglio del calore di una famiglia unita e piena d'amore.

Ogni portata che Itachi aveva preparato era stata accolta da applausi ed esclamazioni di gioia, era un adorabile perfezionista in tutto, compresa la cucina. Aveva pensato al piatto preferito di ognuno di loro.

"Itachi, ti adoro, in pochi giorni sei riuscito a viziarmi" Naruto lo aveva baciato con le labbra di pesca profumate di ramen.

Sasuke annuiva in direzione del fratello con le guance rigonfie di pomodori ripieni, Sakura gli aveva tirato via, ridendo, un chicco di riso sfuggitogli dalle labbra.

Nonostante l'inappetenza causata dal dolore, Madara si era finito più della metà del vassoio di Inarizushi.

La porta della veranda si era aperta piano, passi silenziosi si dirigevano verso Naruto. Non era Itachi, ma qualcuno che con lui aveva molto in comune. La stessa eleganza nei movimenti pur essendo molto diversi. Naruto si era stretto sui gradini per fare spazio al nuovo arrivato.

"Naruto, hai dimenticato il dessert" Madara gli si era seduto accanto posandosi un vassoio sulle gambe, conteneva dango e grosse fragole intinte nel cioccolato "Lo abbiamo preparato io e Itachi, da dove vuoi iniziare?"

"Vedo lo zampino di entrambi, infatti" Naruto aveva afferrato la fragola più grande ridendo.

"Capisco perché Itachi li adora tanto" Madara masticava lentamente la prima pallina di dango, lo sguardo pensoso perso in un punto indefinito del giardino "Grazie per quanto stai facendo per lui, Naruto."

"Madara, in realtà è Itachi che sta facendo qualcosa per me. Io lo amo da sempre. Finalmente ha accettato di fare parte della mia vita, sarei perso senza di lui."

"Sei un dono, Naruto, per tutti noi."

"E voi siete la famiglia che ho sempre desiderato" le guance di Naruto si erano gonfiate per accogliere la seconda fragola "Sono davvero deliziose."

"Beh, modestamente" la risata di Madara era un ammettere la paternità della raffinata prelibatezza, poi si era fatto più serio "Sono già riuscito a rintracciare Mizuki, come mi avevi chiesto. Ha accettato di incontrare Iruka alla festa di stanotte in piazza. Li lasceremo parlare da soli, ma, naturalmente, non dovremo mai perderli d'occhio."

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