Katherine
La mia mente è in subbuglio.
Cerco di mettere ordine nei pensieri, ma è impossibile.
Ogni volta che provo a concentrarmi su qualcosa, il ricordo di Adrian si insinua come una tempesta, inarrestabile.
Non riesco a togliermi di dosso la sensazione delle sue labbra sulle mie.
Due baci.
Due baci che mi hanno fatto mettere in discussione tutto.
Il primo è stato un errore. Una mossa per placare una situazione che stava sfuggendo di mano, o almeno è quello che mi sono raccontata.
Ma il secondo? Non c'era niente di necessario o ragionato in quel bacio.
Era solo... qualcosa che non capisco.
O che non voglio capire.
Adrian mi confonde.
Mi spinge a fare e sentire cose che non hanno senso.
Mi rende vulnerabile, come se vedesse qualcosa di me che nemmeno io riesco a vedere.
E questo mi fa arrabbiare.
Non perché lui lo faccia, ma perché io glielo lascio fare.
Scuoto la testa, cercando di liberarmi di queste riflessioni inutili.
Non ha importanza.
Non può averne.
Non tra me e lui.
Un gemito proveniente dal salotto interrompe i miei pensieri. Ricordo improvvisamente che Kevin è ancora qui, a dormire sul divano.
O meglio, a cercare di sopravvivere ai postumi della sbornia di ieri sera.
Mi alzo e vado verso di lui.
Lo trovo con un cuscino sopra la testa, che emette un lamento soffocato.
<<Sei ancora vivo?>> gli chiedo, appoggiandomi allo schienale del divano.
Kevin abbassa il cuscino lentamente, rivelando il suo volto disfatto.
<<Non ne sono sicuro. Potresti controllare il mio polso?>>
<<Ti servirebbe un miracolo, non un'infermiera>> ribatto, alzando un sopracciglio.
Lui emette una risata debole. <<Sei sempre così gentile, Katherine. È un miracolo che tu abbia così tanti amici.>>
<<Ne ho uno solo,>> gli dico, andando verso la cucina.
<<Ed è attualmente mezzo morto sul mio divano. Vuoi un tè o qualcosa di più forte?>>
<<Un tè andrà bene, mamma, grazie.>>
Preparo l'acqua, lasciando che il suono del bollitore riempia il silenzio. Quando torno da lui con la tazza, Kevin si è messo a sedere, anche se con una certa fatica.
<<Allora>> gli dico, passandogli il tè.
<<Vuoi dirmi perché hai deciso di ridurti così? O dobbiamo far finta che sia stato solo un momento di allegria estrema?>>
Lui prende la tazza con un sorriso stanco. <<Non era allegria, Inghilterra. Era necessità.>>
<<Ah, capisco.>> Mi siedo accanto a lui, incrociando le braccia. <<E cosa te lo fa fare? Non hai trovato un altro modo per rovinarti la giornata?>>
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Stronger Than All - Volume I
RomantikLui, forgiato nell'ombra. Lei, plasmata nel buio. Due anime segnate dal passato, condannate a vivere in un presente di dolore e segreti. Katherine Wilson, giovane e tormentata, porta cicatrici invisibili, una notte che le ha cambiato la vita e la co...
