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Katherine

Vedo tutto in un lampo e il cuore mi esplode nel petto. Arya è lì, immobile, il viso pallido illuminato dalla luce del parcheggio.

Un ragazzo, il suo ragazzo, la tiene per il collo, la forza dei suoi muscoli mi fa venire un nodo allo stomaco. I lividi sulle sue guance risaltano come marchi di una crudeltà che non avrei mai immaginato.

<<Ne ho abbastanza delle tue stronzate...perché con lui sì e con me no?>>, biascica parole storpiate, stringendole la mascella con le mani.

Arya prova a liberarsi, a muoversi, ma ogni suo gesto sembra inutile.

<<Trevor, fermati per favore...>>.

Lui scaraventa la mano sul suo viso in un tonfo secco, che le fa voltare il viso e le mozza il fiato, facendola gemere di dolore.

Mi lancio avanti senza pensarci, spinta dall'istinto, e urlo con tutta la voce che ho in corpo: <<Lasciala immediatamente!>>

Entrambi si voltano verso di me.

Trevor vacilla appena, ma non abbastanza. Il respiro mi manca mentre cerco di afferrare il suo braccio, di allontanarlo da lei. Ogni secondo sembra un'eternità, ogni gesto pesa come un macigno.

Arya geme, prova a divincolarsi, e io sento la sua paura come se fosse mia.

<<Togliti di mezzo, sono questioni private>>, intima lui stringendo la presa su Arya.

Non mi fermo.
Lo spingo con forza, cercando di mettermi tra lui e lei, e sento il contatto, il suo corpo che resiste, la sua rabbia mischiata alla mia.

<<Ti giuro che se non la lasci, torno dentro e dirò a tutti di venire a vedere cosa combina il figlio prediletto del magistrato, poi vediamo se hai ancora voglia di minacciarmi>>, sputo ringhiando e ponendomi di fronte ad Arya, rannicchiata appena al suolo, con il labbro tagliato e la faccia pulsante.

Un rivolo di sangue fuoriesce dal suo naso, facendomi rabbrividire.
Quest'ultima mi afferra a fatica la mano per farmi voltare verso di lei.

I suoi occhi dal basso mi supplicano rivelando una parte di lei umana, vulnerabile e distrutta che non credevo potesse avere.

Scuote la testa, balbettando per il dolore <<Va via, ti prego...>>

Spalanco gli occhi <<No, Arya, adesso ti porto via. Coraggio>>, cerco di aiutarla ad alzarsi, sorreggendola dalle braccia.

Trevor alle mie spalle le dà un calcio sull'addome per farla restare a terra.

<<Ho detto di andare via, maledetta troia!>>, grugnisce non appena mi volto per spingerlo nuovamente via, colma di rabbia.

Ma è lui a precedermi spintonandomi indietro con forza e facendomi inciampare sui tacchi. Nell'urto, la mia tempia si scontra con il cofano della Maserati dietro di me.

Arya soffoca un urlo, supplicando il suo ragazzo di smetterla con voce straziante.
Sbatto le palpebre ripetutamente per attenuare il dolore improvviso e l'impatto forte.

Mi porto una mano sulla tempia, strizzando subito gli occhi quando tocco la pelle bruciante.

Il dolore mi attraversa come una folgore che squarcia la notte, un incendio che divora ogni pensiero, lasciando cenere e vuoti di memoria. Sento la tempia pulsare come se mille martelli battessero all'unisono, e il corpo si contorce sotto il peso di un dolore vischioso, che si insinua fra le ossa e brucia come acido.

Stronger Than All - Volume ILa tua prossima ossessione. Scoprilo ora