Katherine
Vorrei tornare a saper nuotare.
Dopo l'incidente avuto da ragazzina ho smesso di andare al mare, malgrado non mi piacesse poi così tanto, ci sono momenti in cui mi sembra di sentire il bisogno fisico di immergermi nell'acqua.
È come se la superficie della pelle reclamasse il tocco fresco e fluido, eppure il ricordo dell'immersione si confonde, si fa evanescente. Come si respira davvero sott'acqua? Esiste un modo per abbandonarsi senza paura, lasciando che il silenzio liquido scenda sulle ossa come una coperta spettrale? L'acqua avvolge, ma non accoglie; ti sospende, ma non ti sostiene.
E se il mare fosse una porta verso qualcosa di sconosciuto, una dimensione dove il tempo non ha più senso e il battito del cuore si fa eco lontana? Ho mai imparato a lasciarmi andare del tutto, o ho sempre trattenuto il respiro, illudendomi di poter controllare ciò che non si vede? Sotto la superficie, la luce si spezza, i suoni si distorcono: è davvero possibile appartenere a quel mondo, o rimarrò per sempre una spettatrice alla soglia?
A volte mi chiedo se la paura sia solo una barriera, o se invece sia la mia unica difesa contro l'ignoto che mi chiama, sottovoce, con la promessa di una rinascita inquieta.
<<Grazie per cosa?!>>, l'impreco di Maddie dall'altro capo del telefono per poco non mi fa cadere la pila di libri che sto sistemando sulla scrivania.
<<Si è fuso il cervello per caso? Cristo Santo ma come gli viene in mente di sparare stronzate del genere, e te lo dice una che ne ha dati di pali nella sua vita...>>, farnetica aggiungendo parolacce di ogni tipo.
Ho trascorso un giorno intero a fissare il soffitto e a maledirmi per quanto sia stata un'ingenua e una stupida a credere che sarei riuscita a farmi valere per quella che sono con un tipo come Adrian. Credevo che con le cose che abbiamo condiviso, tra Natale e le confessioni reciproche sulla nostra vita, le cose stessero prendendo una piega diversa.
Lo ammetto, una parte di me, una minuscola parte di me aveva vergognosamente pensato che forse saremmo potuti entrare in...qualcosa di più.
Dio, mi sento patetica anche solo a pensarlo.
Io non ho mai avuto una relazione, non so cosa significhi il tumulto di emozioni che sento quando sono con lui.
Non so che cosa voglia dire stare con qualcuno.
Prima avevo chiaro cosa volessi da Adrian e dal nostro rapporto.
Sfruttare la chimica tra di noi per imparare qualcosa di più da me stessa, per sentirmi viva senza pretendere nulla in cambio.
Solo rispetto. Volevo una relazione basata su scambi reciprochi. Volevo un rapporto non di natura amorosa, ma che fosse comunque qualcosa...
Poi, credo di essere stata travolta dall'infatuazione che provo per lui e di aver perso di vista la veridicità dei fatti.
Allora perché mi sento così?
Doveva essere una cosa semplice, invece è diventato tutt'altro.
E nonostante tutto, non so quanto ancora potrò resistere se continuo a seppellire e sminuire quello che provo. Non riesco a parlare sinceramente a me stessa, perché non voglio che diventi reale, eppure, lo desidero al contempo.
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Stronger Than All - Volume I
RomanceLui, forgiato nell'ombra. Lei, plasmata nel buio. Due anime segnate dal passato, condannate a vivere in un presente di dolore e segreti. Katherine Wilson, giovane e tormentata, porta cicatrici invisibili, una notte che le ha cambiato la vita e la co...
