Katherine
Il cuore mi martella così forte da farmi male.
Mi sembra di averlo in gola.
Nelle orecchie. Ovunque.
Un secondo prima c'era una pistola puntata contro di me e un uomo ricoperto di sangue.
Poi il colpo. E adesso il buio.
Il mio corpo è schiacciato contro la porta alle mie spalle con una pressione tale da farmi male le ossa. Trattengo un gemito di paura.
Non riesco a respirare. Mi sembra che il fiato mi si sia incastrato dentro e che se emettessi anche solo un piccolo rumore potrei esplodere.
L'aria entra nei polmoni a strattoni irregolari, mozzati, tanto velocemente da farmi girare la testa.
Le dita di Adrian che mi coprono la bocca sono grandi e calde. Premono appena abbastanza da impedirmi di parlare. Le mie labbra sfiorano la sua pelle e mi accorgo solo allora di stare tremando violentemente.
Le gambe sembrano aver dimenticato come sostenere il mio peso.
Ogni muscolo del corpo è rigido. Paralizzato.
Il cervello continua a ripetere la stessa parola a ripetizione.
'Pistola. Pistola. Pistola.'
Dio, stava per spararmi...
E non è la prima volta che qualcuno in questo locale ha cercato di farlo.
Lo stomaco si contrae con una violenza tale da farmi credere che potrei vomitare da un momento all'altro. La gola mi si secca e stringo forte gli occhi cercando di restare lucida. Odio sentirmi così impotente, in balìa di situazioni che non posso controllare.
'Non essere debole, Katherine, andiamo non adesso', la mia mente viene in soccorso alle emozioni fuori di sé che mi si scatenano nel petto. L'adrenalina mi pompa nelle vene con forza, il terrore dell'inaspettato mi divora.
'Non essere debole, Katherine'
Sento il corpo di Adrian contro il mio.
Solido. Immobile. Vicinissimo.
Il naso sfiora appena il mio e nel buio della stanza mi sembra di poter vedere il colore chiaro dei suoi occhi oceano penetrarmi le ossa.
Con un braccio mi trattiene mentre l'altra mano resta premuta sulle mie labbra.
Il suo petto mi incastra ad ogni respiro, persino in una situazione del genere sembra avere il controllo delle sue percezioni.
Completamente diverso da me.
Per un istante assurdo penso che sia impossibile che qualcuno riesca a reagire normalmente, mentre, qualcuno è stato appena ucciso e forse qualcun altro è lì fuori. Io non ci riesco.
Mi sembra tutto surreale.
Il locale di sotto è aperto in pieno orario e man mano la gente lo riempirà, com'è possibile tentare una rapina- o qualsiasi cosa sia- in un momento del genere? Non ha il minimo senso. Perché non entrare dalla porta principale? E soprattutto perché non indossare neanche un passamontagna?
Chiudo gli occhi.
Le immagini continuano a sovrapporsi.
Il silenziatore. Gli occhi di quell'uomo mentre cadeva a terra ai miei piedi, la vita che lasciava il suo corpo. La macchia rossa che si allargava sulla sua schiena. Il sangue.
Troppo sangue.
Sangue che ho guardato scorrere fuori dal corpo di mio padre, distesa dalla parte opposta dell'auto ribaltata. Scivolava, gli macchiava i vestiti, mentre, l'odore di bruciato si immischiava a quell'effluvio ferroso e pungente.
Il battito accelera ancora.
Non riesco a capire cosa stia succedendo. Non riesco a capire chi sia quell'uomo.
Chi sia morto. Chi ci sia là fuori.
Se quello fosse veramente Adam.
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Stronger Than All - Volume I
RomanceLui, forgiato nell'ombra. Lei, plasmata nel buio. Due anime segnate dal passato, condannate a vivere in un presente di dolore e segreti. Katherine Wilson, giovane e tormentata, porta cicatrici invisibili, una notte che le ha cambiato la vita e la co...
