Katherine
Ritornare alla vita di tutti i giorni dopo un weekend funesto è stato a dir poco faticoso.
Non che prima brillassi di entusiasmo, ma adesso... adesso ogni cosa mi sembra svuotata.
Le pareti della mia stanza, i corridoi dell'università, i volti che incrocio ogni mattina. Tutto ha perso colore, come se qualcuno avesse abbassato la saturazione della realtà.
Ho ripreso le lezioni con riluttanza, sforzandomi di sorridere quando necessario, fingendo una normalità che non sentivo più mia.
I giorni della settimana sono passati lenti, ma allo stesso tempo mi passavano addosso come un vento tagliente.
Le voci, le risate, il rumore delle penne sui quaderni... ogni suono mi sembrava troppo forte o troppo lontano.
Ho evitato Layla. Non perché ce l'avessi con lei, ma una parte di me è ancora profondamente delusa da quello che era successo con Crystal. Allison mi ha cercata, con il suo solito modo esuberante di invadere gli spazi, ma io ho fatto finta di non accorgermene.
E Kevin...
Kevin ci ha veramente provato.
Ogni tanto me lo ritrovavo fuori dall'aula o ai grandi cancelli dell'università.
Non era mai solo. I Royals erano sempre nei paraggi, e questo mi incoraggiava a darmele a gambe non appena lo incrociavo.
L'ho ignorato per tutta la settimana, infatti.
Forse con più cattiveria di quanto meritasse, ma in fondo mi aveva ferita. E lo sapeva benissimo.
Ogni giorno, allo studio, mi sono seduta in un angolo come un fantasma, aspettando solo che le ore passassero.
Da qualche parte avevo letto che Il tempo è un'immagine mobile dell'eternità.
Doveva essere una citazione di Platone.
Ho riletto quelle parole almeno dieci volte.
E per la prima volta ho pensato che forse il tempo non guarisce niente.
Si limita ad allontanare. A sfocare. A deformare i ricordi finché sembrano sogni confusi.
Ma il dolore resta. Cambia volto, cambia posto, ma resta.
E l'eternità... non è un dono. È una condanna.
Il tempo non è gentile.
È una sequenza di giorni tutti uguali, che si ripetono con ferocia, senza pietà per chi resta indietro.
Io mi sento ferma. Intrappolata in un frammento che non riesco a superare.
Invece per uomini come Adrian sembra che il tempo gli scivoli addosso senza mai scalfirli.
Come se vivessero fuori da tutto.
Dal rimpianto, dal dolore, perfino dalla memoria.
Adrian è l'eccezione al tempo.
Lui non cambia, non cede, non ricorda.
Brucia e basta.
Non mi sarei dovuta sorprendere di vederlo uscire dal bagno del suo ufficio, qualche giorno fa, con una delle nuove architette paesaggiste, bionda e plastica come uscita da un catalogo.
Lei si stava aggiustando la gonna con gesti rapidi e nervosi. Aveva le gambe tremanti, il rossetto sbavato, gli occhi appannati.
Poi è uscito lui.
Calmo. Bello da far male.
Si allacciava la cintura con quella lentezza arrogante di chi sa esattamente l'effetto che fa.
I suoi capelli erano spettinati. Le vene delle mani gonfie.
Il respiro ancora irregolare.
Rideva. Rideva con quella voce bassa e graffiata che avevo sentito sussurrare sulla pelle solo qualche notte prima.
Ho distolto lo sguardo e me ne sono andata. Ma non abbastanza in fretta da salvarmi. Non ci voleva un genio per capire cosa avessero appena fatto.
Il fastidio è arrivato senza bussare.
Non come uno schiaffo, ma come una lama lenta.
Tagliava piano, senza urlare.
Non c'era rabbia. Solo vergogna.
Perché io lo sapevo.
Lo sapevo che quella notte era stata un errore. Una parentesi.
Una bugia che avevo voluto raccontarmi per illudermi di contare qualcosa.
Lui l'aveva detto. Non prometteva niente. Non voleva niente.
E io? Io avevo accettato, credendo di poterlo separare dal mio cuore.
Ma mi ero sbagliata. Anche se non l'avrei mai ammesso ad alta voce.
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Stronger Than All - Volume I
RomanceLui, forgiato nell'ombra. Lei, plasmata nel buio. Due anime segnate dal passato, condannate a vivere in un presente di dolore e segreti. Katherine Wilson, giovane e tormentata, porta cicatrici invisibili, una notte che le ha cambiato la vita e la co...
