Katherine
Mi guardo allo specchio, studiando l'abito bianco che mi cade addosso. La seta scivola sulla pelle, ma non riesco a sentirmi a mio agio. Vorrei strapparmelo di dosso e buttarmi sotto le coperte, invece mi tocca partecipare a questa serata. L'ultima cosa che voglio è ritrovarmi a fingere sorrisi per gente che non mi interessa.
<<Katy, Sei in casa?>>
<<Sì, zia, entra pure.>> rispondo, senza staccare gli occhi dallo specchio.
Zia Jane entra con il solito passo calmo, ma non appena mi vede, scoppia in un sorriso. <<Però...l'abito ti sta benissimo. Potresti tranquillamente sfilare su un red carpet.>>
Sollevo un sopracciglio. <<Sì, certo, un red carpet pieno di gente che non ho mai visto in vita mia. Suona proprio come una serata perfetta.>>
Lei ridacchia e si avvicina, lasciandosi cadere sul bordo del letto. <<Beh, fa parte del mestiere, no? Devi mostrarti e socializzare, anche se non ti va.>>, fa spallucce.
<<E se ti dicessi che proprio non mi va?>>, replico imbronciata.
<<Ti direi che non hai scelta.>> ribatte con un sorriso complice. <<Ho un turno in ospedale stasera, quindi non posso accompagnarti. Ma Diego si è offerto di passare a prenderti. Un gesto carino, credo proprio che tu gli abbia fatto un'ottima impressione>>
Zia Jane ride, ma poi il suo sguardo si fa più attento. <<A proposito, come stanno andando le cose in ufficio con suo figlio...Adrian?>>
Il suo nome mi fa irrigidire.
Tre giorni. Tre giorni che non riesco a togliermi dalla testa quel bastardo arrogante. Lo odio. Lo odio con ogni fibra del mio essere. Ripenso a quel momento in cui mi ha provocata così tanto da farmi quasi perdere il controllo.
Era così vicino, così... dannatamente fastidioso.
<<Non me lo nominare ti prego, solo pensarlo mi sale una rabbia incontrollabile. Non capisco ancora perché debba essere proprio lui a seguirmi alla Holding>>, alzo gli occhi al cielo infastidita.
Zia Jane mi osserva con uno sguardo scettico. <<Katherine, lui non è una persona facile.>>
<<Ah sì?>> ribatto, con un sorriso ironico. <<Non me ne ero accorta.>>
Zia Jane sospira, poi si alza e si avvicina allo specchio, guardandomi negli occhi attraverso il riflesso. <<Sto parlando sul serio, Kat. Adrian... ha un passato complicato. Non ha avuto una vita facile, e se tu non stessi attenta, potresti essere trascinata nel caos della sua vita>>.
Mi volto verso di lei, curiosa e un po' infastidita dal tono enigmatico. <<Che significa che non ha avuto una vita facile?>>
La zia fa una pausa, come se stesse cercando il modo giusto per spiegarmelo. <<Adrian è stato adottato, Katy. Da piccolo ha vissuto in un orfanotrofio. Diego ed Elizabeth l'hanno preso quando era già abbastanza grande per ricordare cosa vuol dire essere abbandonati.>>
Resto a fissarla, cercando di processare quelle informazioni. <<Adottato?>> ripeto, quasi senza crederci.
Non me lo sarei mai immaginata. Adrian, con tutto il suo atteggiamento da uomo perfetto e irraggiungibile, nasconde un passato così complicato.
Avevo avuto l'impressione che gli fosse accaduto qualcosa, l'aura di oscurità e cupezza che gli alleggia intorno me lo ha fatto sospettare, eppure, non mi immaginavo questo.
Zia Jane annuisce lentamente. <<Sì. E non solo. Ha anche subito un lutto importante, non ne so molto, Elizabeth è molto discreta a riguardo. So poco di quel ragazzo, eccetto questo e delle sue origini greche.>> aggiunge, come se fosse un dettaglio importante.
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Stronger Than All - Volume I
Storie d'AmoreLui, forgiato nell'ombra. Lei, plasmata nel buio. Due anime segnate dal passato, condannate a vivere in un presente di dolore e segreti. Katherine Wilson, giovane e tormentata, porta cicatrici invisibili, una notte che le ha cambiato la vita e la co...
