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Adrian

Perché me la sono portata a letto?
Ne ho fatte di cazzate nella mia vita, ma a questo punto posso considerare l'essermi scopato una ragazzina vergine che, per di più, si è messa in testa l'idea di intromettersi nella mia vendetta, come la stronzata più stupida che abbia mai fatto.

Quella sera potevo farmi gli affari miei, o meglio, chiuderla nella stanza degli ospiti e farmi una lunga dormita senza doverci più pensare. L'indomani, avrei dovuto metterla sull'auto di Alfred e spedirla dritta a casa sua, malgrado le condizioni ambientali.

Poi avrei dovuto metterle in chiaro che doveva starmi lontano ed impedire che mia figlia si affezionasse a lei. Avrei dovuto mandare a quel paese Diego e dirgli che non l'avrei più aiutata alla holding e di trovarsi qualcun altro.

Forse avrei dovuto perfino vietare a Kevin di esserle amico.

Invece, me la sono portata a letto. Più di una volta. Alimentando un legame che non dovrebbe esistere. E arrivati a questo punto lei è invischiata nella mia vita come nessuno lo era mai stato prima. Coinvolta con mia figlia, i miei migliori amici, i Royals e come se non bastasse tra di noi si è creata una dipendenza che sfida i confini della pazzia. Sono diventato la sua droga e lei la mia.

Ogni gesto, ogni parola, ogni contatto ci corrode dall'interno. Lei è fragile, troppo giovane, carne fresca per la mia ossessione , e io, sporco e ingrato, non riesco a spezzare il rituale di questa dipendenza. La mia brama di possederla si mischia alla consapevolezza di distruggerla, mentre ci avvolgiamo in una spirale di follia che ci riduce a ombre, pronte a essere inghiottite dalla notte.

Questa specie di relazione è un abisso che ci reclama, e io lo sento pulsare dentro, ma non riesco a fermarmi, neanche se il sangue gronda dalla colpa. Io non posso permetterlo, non lo voglio davvero, eppure soccombo al demone della mia possessività, una lama che squarcia e protegge, che ferisce e consola.

Come veleno che si insinua piano, questa realtà mi inquieta, mi lascia addosso solo il gusto metallico di un errore fatale, destinato a trascinarci entrambi verso la rovina.

Non ho ancora imparato a difendermi davvero dal fastidio che mi scava dentro quando il destino, sempre beffardo, ha deciso di piazzare Katherine proprio dove non avrebbe dovuto essere. Ovvero, ad un incontro riservato, carico di pericoli che neanche immagina.

Rivederla lì, oltre il separé, è stato come ricevere un pugno in pieno stomaco, un misto di rabbia e incredulità che mi ha gelato il sangue.

Sono state delle stupide a pensare di seguirci in un luogo da cui sarebbe meglio stare alla larga. Non mi stupisce più di tanto il comportamento di Arya, e sono pronto a scommettere che lei abbia avuto un ruolo importante nella brillante idea di spiarci. Anche se non si direbbe, la sua razionalità è solo una maschera indossata per confondere gli altri, ma io so cosa si agita sotto quella superficie calma, soprattutto quando in mezzo c'è Adam. Lei, quando si tratta di lui, è pronta a sfidare ogni regola, a gettarsi nel fuoco pur di non restare spettatrice.

Nessuno, prima di Katherine, si è mai spinto così oltre per me, nessuno ha mai osato varcare la soglia di quell'abisso che mi porto dentro solo per il gusto di sfidarmi. Eppure, lei con quell'atteggiamento da leonessa in gabbia, riesce a sorprendermi e a irritarmi più di quanto voglia ammettere. Non so descrivere esattamente la sensazione che ho provato quando l'ho vista aldilà del separé dopo aver udito la sua voce.

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⏰ Ultimo aggiornamento: 2 days ago ⏰

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