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                                    Katherine

Mi sveglio a piccoli sussulti, come onde che lambiscono la riva e poi si ritirano.

Un freddo sottile mi avvolge il corpo, si insinua spietato tra le fibre del piumone e filtra dalle fessure della vecchia finestra di legno; l'aria della stanza ha il sapore pungente del mattino d'inverno e sembra posarsi sulla mia pelle con dita di ghiaccio.

Mi stringo istintivamente nel plaid che trovo tra le braccia, senza ricordare come o quando ho deciso di coprirmi.

Il tessuto ruvido è un conforto involontario contro il brivido che mi attraversa.

Un mal di testa sordo, residuo della serata appena trascorsa, pulsa lento dietro le tempie, una presenza fastidiosa che accompagna ogni battito e si confonde con la stanchezza che ancora mi tiene sospesa tra sogno e realtà.

Prima ancora di aprire gli occhi, sento davvero tutto il peso della notte e il senso di disordine che mi rimane addosso.

<<Spero che la serata di ieri sia valsa la confusione.>> Una voce grossa e profonda si leva dall'altra parte della porta facendo sobbalzare i miei sensi: in un attimo, tutto il mio corpo si ridesta, ogni fibra si tende in ascolto, e la nebbia del sonno svanisce di colpo.

<<Le cose non sono andate poi così male. Caldwell ha rivelato il suo piano troppo presto e questo è un vantaggio per noi. Adesso sappiamo con esattezza chi dobbiamo puntare>>, la voce di Adrian mi arriva alle orecchie forte e chiara, susseguita dal click dell'accendino.

<Ieri avevi la possibilità di arrivare ai Morozov con l'effetto sorpresa. Ti sei bruciato la possibilità di manovrare quei coglioni a tuo piacimento. Che cazzo è successo, si può sapere?>>, la voce del suo interlocutore si fa più dura e intensa, a giudicare dal suo timbro sembra essere un fumatore seriale.

Morozov...perché mi è così familiare?

Ripensando alle poche informazioni che Adrian mi ha fornito ieri sera, ho appurato che le persone con cui ha a che fare non sono come chiunque altro.

Gli uomini con cui mi sono scontrata ieri fanno proprio parte di una categoria ben distinta e direi celebre.

Se facessi le adeguate ricerche, potrei scommettere di aver sentito nominare almeno una volta quella famiglia.

Forse è per questo che quel cognome non mi è nuovo. Se fanno parte del nostro ceto sociale, non è difficile che io possa averli sentiti nominare prima.

Rabbrividisco al pensiero che Adrian, Kevin e Adam si siano immischiati in questioni pericolose con persone di questo genere.

<<C'è stato un imprevisto>>, di nuovo la voce di Adrian mi giunge alle orecchie.

<<Hai rischiato il culo di tutti per mettere in salvo la tua fidanzata? Era l'ultima cosa che mi aspettavo da te.>>, ride con voce possente e grezza.

Alle sue parole, sento le guance bruciarmi e un rossore improvviso mi inonda il volto.
L'essere stata definita la "fidanzata di Adrian" risveglia in me uno strano sussulto nello stomaco, come un nodo che si stringe e si scioglie allo stesso tempo, lasciandomi inquieta e con il cuore che batte all'impazzata, fuori dal suo ritmo consueto.

<<So quello che faccio, Jordan. Non ho bisogno che mi controlli>>

Passa qualche secondo di silenzio, in cui mi sembra di avvertire lo sguardo di Jordan perforare la figura di Adrian, forse per scorgere qualcosa nel suo viso.

Stronger Than All - Volume ILa tua prossima ossessione. Scoprilo ora