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Adrian


Sono sfinito.

Ho trascorso tutto il weekend allo studio di Diego, sommerso dai progetti che mi ha affidato. Quando mi sarò laureato, tra non molto, ha intenzione di ritirarsi e lasciarmi la holding come eredità. Me ne parlava da un po', ma aveva smesso di farlo quando mi ero allontanato nell'ultimo anno, limitando le visite a lui e a sua moglie, troppo preso dai Morozov per stargli dietro.

Ho sempre saputo che prima o poi avrei dovuto accettare di far parte dell'azienda Evans. Malgrado abbia già il locale, essere il capo dello studio d'architettura più prestigioso di Seattle mi è comodo per garantire un futuro migliore a mia figlia.

Tra l'altro, sono stato parte attiva tra quelle mura. Se fosse stato il contrario non avrei mai accettato l'offerta di Diego, non sono uno snob viziato a cui tutto è dovuto senza neanche muovere un dito.

<<Cazzo, odio questo gioco di merda>>, grugnisce Adam con l'asta da biliardo tra le dita. Se ne sta lì in piedi con una sigaretta in una mano e fissa con fastidio il tavolo da biliardo su cui stiamo giocando da un po'.

<<La tua mira non è poi così ottima>>, lo rimbecco ghignando.

Neanche a me fa impazzire questo gioco, ma ci siamo finiti a giocare lo stesso.

Tra Jordan, lo studio e i guai recenti di Adam, sembrava una soluzione rilassante.

<<Fanculo, sono un tiratore perfetto.>>, mi fa il dito medio.

<<A quanto pare non abbastanza da infilare una palla in buca>>

<<Sono abituato ad infilare altro, fratello>>, replica facendomi l'occhiolino.

Ghigno perfidamente.

<<Arya non sembrava dello stesso avviso l'altra sera>>, lo provoco centrando l'ennesima palla in buca.

Adam stringe gli occhi in due fessure ardenti.

<<Non voglio parlarne>>, fa un gesto veloce con la mano per liquidare la questione.

<<Quando mai hai voglia di parlare tu>>

<<Hai intenzione di farmi una cazzo di seduta terapeutica? C'è già la tua mammina per questo>> Adam mi lancia un'occhiata sprezzante.

So che non ce l'ha con me, ma lui reagisce così quando si sente minacciato.
Lo stesso atteggiamento che scommetto stia utilizzando con Arya in questo momento.

<<E sembra funzionare proprio bene>>, lo sbeffeggio trattenendo un sorrisetto.

<<Non rompermi i coglioni>>, grugnisce fingendo di concentrarsi sulla mira.

Scuoto la testa, appoggiandomi alla parete.

<<Le cose stanno peggio di quanto pensassi>>, commento senza guardarlo, mentre mi accendo una sigaretta.

<<Non è così. Non me ne frega nulla di quella stronza>>, ringhia agitandosi di colpo.

Lo guardo serio.
Adam non mi spaventa, so gestirlo. Non temo le sue reazioni sproporzionate e spesso caotiche.

<<Sei andato in galera per lei>>

Lui mi fulmina, non indifferente alle mie parole.

<<Non era per lei>>, stringe i pugni incassando il colpo.

Stronger Than All - Volume ILa tua prossima ossessione. Scoprilo ora