Katherine
La figura imponente di Adrian si staglia sulla soglia del bagno. Appare come un presagio e io non posso che fissarlo. Il suo petto nudo è un mosaico di tatuaggi, antichi e neri, linee che gli disegnano la pelle e raccontano storie che non oso immaginare.
Ogni muscolo risalta sotto la luce incerta, teso e perfetto, inquieto come la superficie di un lago prima del temporale. Le sue gambe, forti e scolpite, sembrano colonne forgiate per sorreggere il peso di una colpa antica, e tutto in lui parla di forza e peccato, di bellezza macchiata.
Il ciuffo nero cade disordinato sulla fronte, spezzando la perfezione con una nota di disordine selvaggio.
I suoi occhi, oceano d'inverno, profondi e torbidi, mi catturano e mi tengono in ostaggio.
Sono abissi senza luce, pieni di tempesta e promesse spezzate.
Il viso, un intreccio di tratti maschili ed erotici, porta la durezza della scultura e la tentazione della rovina: mascella decisa, zigomi taglienti, labbra che, anche immobili, sembrano sempre sul punto di tradire un segreto peccaminoso.
La sua figura domina la stanza.
Sento il colore della realtà sbiadire sotto il peso della sua presenza, come se fosse un dio decaduto che si compiace delle sue stesse ombre.
Ha la capacità di infestare ogni spazio.
Il suo magnetismo oscuro oscilla tra redenzione e dannazione, e io, inerme, non posso che assistere al suo fascino come chi osserva il dischiudersi di una tempesta.
Il mio sguardo scivola inevitabilmente sull'unico indumento che indossa.
Dei boxer neri gli fasciano il pube rimarcando la protuberanza evidente del suo membro. Arrossisco immediatamente al solo pensiero della sua nudità, nonostante l'abbia avuta dentro di me due volte.
Eppure, malgrado il pudore che mi colora le gote, non riesco a fare a meno di notare incantata la perfezione del suo ventre.
La parola in greco, di cui il significato mi è ancora ignoto, che sembra respirare con lui e si estende perfettamente sulla sua pelle.
Il ventre, piatto e definito, si muove appena col respiro trattenuto, trasmettendo una tensione viscerale che sembra vibrare nell'aria.
Quella patina di sudore che gli ricopre l'addome lo fa brillare come se fosse stato appena scolpito nel marmo, esaltando ogni rilievo, ogni curva muscolosa.
Osservo la linea sottile che scende verso il basso, il solco che separa i suoi addominali e dà corpo a un'energia primitiva, animalesca, che mi attira e mi intimidisce allo stesso tempo.
<<Allora? Sei diventata sorda?>>, l'impeto della sua voce mi fa precipitare di nuovo nella realtà.
Con le guance in fiamme cerco di schiarirmi la voce e di togliermi la faccia da ebete che ho assunto, persa ad ammirarlo.
Lascio cadere lentamente il diario tra le mani, senza emettere alcun suono.
La mia postura gli impedisce di vedere che ce l'avevo e prego vivamente che non se ne sia accorto.
<<Volevo sapere come stessi dopo l'accaduto con Trevor>>, dico la prima cosa più plausibile che mi viene in mente.
In parte è vero, questa mattina ho notato le nocche ferite dalla colluttazione, ma ci siamo a malapena parlati e visti e lui sembrava più schivo del solito. Ho pensato che non fosse il caso di chiedere dato il suo umore.
<<Meglio di lui sicuramente >>, risponde di sbieco accennando appena una risata buia.
Per un attimo mi sembra che i suoi occhi siano attraversati da un lampo di compiacimento al pensiero di aver fatto male a Trevor.
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Stronger Than All - Volume I
RomanceLui, forgiato nell'ombra. Lei, plasmata nel buio. Due anime segnate dal passato, condannate a vivere in un presente di dolore e segreti. Katherine Wilson, giovane e tormentata, porta cicatrici invisibili, una notte che le ha cambiato la vita e la co...
