Arya's POV
Apro gli occhi di scatto quando la voce di James mi arriva all'orecchio come un'eco lontano, ridotta a un sussurro appena percettibile. Ho sempre avuto il sonno incredibilmente leggero; di solito basta il minimo scricchiolio a ridestarmi, azzerando ogni possibilità di dormire profondamente e ad essere del tutto onesta, mi stupisce già il fatto di non essermi svegliata nel momento esatto in cui è scivolato via dalle coperte.
Questo può significare solo due cose: o James è stato un ninja impeccabile, o ero così stanca da non rendermi conto di quello che mi succedeva intorno.
Rimango immobile per qualche secondo, con il lenzuolo tirato fin sotto il mento, lasciando che i sensi si riattivino del tutto. Il posto accanto al mio è freddo, segno che se n'è andato già da un po'. Mi metto a sedere lentamente, scostando i capelli dal viso, e mi tendo per intercettare di nuovo quel sussurro. Sposto lo sguardo, confusa, cercando di mettere a fuoco la stanza nella semioscurità, ma capisco subito che Jamie si trova nel suo studio: la porta di legno che separa i due ambienti, infatti, è socchiusa.
Il suo tono è tranquillo, leggero: «ti ho detto di no» dice, con la voce strozzata per evitare di fare rumore.
Segue una breve pausa, poi lo sento riprendere: «sì, è qui con me, sta tranquillo»
Con chi sta parlando a quest'ora? E di chi sta parlando?
Mi sfilo di dosso le coperte senza fare il minimo rumore, avvertendo il contrasto termico dei piedi nudi a contatto con il pavimento gelato. Trattengo il respiro, muovendomi con una cautela che farebbe invidia ai servizi segreti. Mi avvicino alla porta dello studio, appoggiando la schiena contro la parete, proprio accanto allo stipite.
Dallo spiraglio di luce riesco a vedere la sua figura di spalle: indossa solo i pantaloni della tuta, i muscoli della schiena rilassati, mentre si siede lentamente sulla grande poltrona di pelle davanti alla scrivania. Fa ruotare leggermente la sedia, appoggiando la testa all'indietro.
«Lo so che eri preoccupato, ma ieri sera è crollata e non ha guardato il telefono» continua James, la sua voce ha una nota di profonda pazienza che mi è fin troppo familiare.
Parla di me? Mi avvicino di più, cercando di captare meglio ciò che dice, ma mi fermo di colpo quando il pavimento sotto i miei piedi emette un leggero scricchiolio.
«Le dirò di chiamarti appena si sveglia, Nikolai» continua Jamie, e a quel nome le mie spalle si rilassano all'istante.
«Ma per adesso, se tieni anche solo un po' alla mia vita, non chiedermi di andarla a svegliare potrebbe uccidermi spaccandomi la testa contro lo spigolo del comodino per aver interrotto il suo sonno»
Trattengo a stento una risata sentendo la finta paura nel tono di Jamie e scuoto la testa, divertita. Nikolai deve averlo chiamato sicuramente preoccupato; il fatto che io non abbia risposto ai suoi messaggi il giorno precedente, nonostante sapesse benissimo che mi trovavo al sicuro a palazzo, deve averlo mandato in agitazione per tutta la notte. O forse, conoscendo i miei polli, è stata solo nonna Emmy che lo ha assillato così tanto da portarlo all'esasperazione.
Decido di salvare la vita a James ed esco allo scoperto.
Spingo delicatamente la porta ed entro nello studio.
Il mio fidanzato sussulta appena avverte la mia presenza, ma non appena i suoi occhi intercettano i miei, un sorriso genuino e rilassato gli illumina il viso. Gli faccio un piccolo cenno con la mano, mimando il gesto di passarmi il telefono. Lui solleva un sopracciglio, divertito, poi annuisce e allontana l'apparecchio dall'orecchio, mettendolo in vivavoce.
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Royalty
Romance> Londra, 2023. Victoria Gray, figlia del duca di Kent Leonard Gray e della moglie Mary, ha sempre vissuto negli agi della ricchezza e della nobiltà inglese. Prima in linea di successione, alla morte dello zio, re Philip I, verrà incoronata regina...
