Victoria's POV
Siamo tutti seduti al solito tavolo del grande salone, la colazione è stata servita da più di un quarto d'ora, nessuno di noi però ha toccato cibo: come da protocollo, si aspetta che Philip ci degni della sua presenza per poter iniziare veramente la nostra giornata.
Ricordo bene come lui e mia madre ieri, appena varcate le porte del palazzo, hanno subito espresso il suo disgusto per le nostre facce. Non sanno che dietro i nostri volti stravolti si nasconde la mancanza di almeno cinque ore consecutive di sonno. La scorsa notte, per tutti, è stata la prima volta dopo sette giorni d'inferno che siamo tornati nei nostri letti a dormire come gente normale, cercando di lavare via la stanchezza e i mostri accumulati tra le indagini e i faldoni contabili.
I miei fratelli sono persi nei propri pensieri, così come papà ed eccezionalmente anche nonna. A risvegliare tutti dal torpore, però, è la voce di Mary che arriva forte e chiara dai corridoi: sta parlando con Simon. Prendo un respiro profondo, stringendo le dita sulla stoffa della gonna sotto il tavolo e preparandomi psicologicamente a dover sostenere anche la presenza del mio futuro sposo, oltre a quella dei due traditori.
«Buongiorno a tutti» saluta il ragazzo entrando nel salone, tenendo a braccetto mia madre.
Ci voltiamo verso di loro sfoderando i nostri migliori sorrisi da rivista e ricambiamo il saluto, ricomponendo la facciata impeccabile che questo posto esige.
«Buongiorno» dico
Lui si abbassa verso di me, pronto a lasciare un bacio sulle mie labbra, ma con un movimento millimetrico che spero sembri spontaneo lo devio prontamente sulla guancia.
Mia nonna osserva tutta la scena con lo sguardo affilato di un falco. È stanca e soprattutto preoccupata; stamattina è come se tutti gli anni nei quali si è occupata della corona senza l'aiuto del nonno le siano improvvisamente caduti sulle spalle, facendole sentire l'intero, insostenibile peso delle sue vecchie decisioni.
Simon si siede al mio fianco con un grande sorriso, spavaldo e fin troppo sicuro di sé. Allunga un braccio e poggia la mano sulla mia coscia, stringendo leggermente:«mi sei mancata in questi giorni, cara»
Nascondo il disgusto profondo per quel contatto e per le sue parole, mantenendo la voce
ferma e un tono cordiale ma pungente:«sono stata qui a palazzo, avresti potuto visitarmi»
Mary alza immediatamente lo sguardo, sintonizzandosi sulla conversazione con la sua solita prontezza diplomatica:«oh, caro, sì, perché non lo hai fatto? Sono sicura che anche a Victoria tu sia mancato moltissimo»
Bugia. Non mi è mancato per niente, anzi il solo pensiero di lui mi repelle.
«Oh, ne sono certo» sussurra Simon con quel suo solito tono viscido che mi fa venire i brividi, per poi stringere con più decisione la carne della mia gamba, quasi a voler stabilire un possesso.
Lo guardo confusa, studiando quel lampo strano nei suoi occhi, ma prima che io possa decifrarlo o scostare la sua mano, le porte doppie si aprono di nuovo.
Fa il suo ingresso Philip.
L'aria nella stanza si fa istantaneamente più fredda.
In un millisecondo, la presa di Simon sulla mia coscia si alleggerisce, trasformandosi in una carezza casta e affettuosa. Il perfetto fidanzato devoto riprende il suo ruolo. Mio zio prende posto a capotavola con la sua solita postura rigida, fa un cenno d'assenso e la colazione ha ufficialmente inizio.
Nessuno ha fame, ma tutti stiamo al gioco, le posate iniziano a muoversi sui piatti e la conversazione si avvia, forzata ma fluida, mantenuta in piedi per non destare sospetti.
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Royalty
Romance> Londra, 2023. Victoria Gray, figlia del duca di Kent Leonard Gray e della moglie Mary, ha sempre vissuto negli agi della ricchezza e della nobiltà inglese. Prima in linea di successione, alla morte dello zio, re Philip I, verrà incoronata regina...
