𝐒𝐎𝐅𝐓 𝐃𝐀𝐑𝐊 𝐑𝐎𝐌𝐀𝐍𝐂𝐄
Bugiarda patologica e insensibile cuore di ghiaccio.
Rachel Conder nasconde tutt'altra natura dietro il viso innocente e i grandi occhi color miele.
Decide di lasciarsi alle spalle un anno burrascoso e scappare da B...
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⚠️⚠️⚠️ Questo è un capitolo che contiene delle scene MOLTO forti, che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno.
Vi prego, se sapete di non riuscirle a gestire SALTATE IL FLASHBACK non mi offendo giuro 🤍
R A C H E L
POV
Passato
Erano giorni che continuavo a vomitare e avevo la nausea.
Avevo iniziato a portarmi dietro nello zaino un sacchetto vuoto di carta nel caso mi si sarebbe rivoltato lo stomaco in classe. E il mio malessere non era solo frutto della mia immaginazione, persino Nessa se n'era accorta, e quella ragazza viveva perennemente in un mondo tutto suo composto da trucchi e ragazzi.
Mi aveva persino consigliato di cambiare correttore perchè quello che indossavo era troppo chiaro per la mia carnagione.
Ero struccata quando me lo aveva detto.
Era evidente che c'era qualcosa che non andava in me, ma l'unica risposta che riusciva il mio cervello a darsi mi spaventava a tal punto di non volerla nemmeno pronunciare ad alta voce.
«Conder giuro che se ti vedo ad un altra delle mie lezioni con quei capelli a vanvera ti mando dal preside!» mi urlò dietro il coach non appena iniziai il mio riscaldamento. Alzai gli occhi al cielo borbottando delle scuse.
Ma nonostante ciò non mi legai i capelli, perché con tutti i miei tentativi di nasconderli i lividi sul collo e la ferita alla tempia erano ancora troppi visibili.
«Non hai caldo con la felpa?»
E anche quelli sulle braccia. Troppi visibili. Troppo tangibili.
«Mi sono dimenticata di fare la ceretta alle braccia» mentii con maestria mentre mi chinai a toccarmi le punte dei piedi.
«Bella merda quando capita» commentò continuando a fare stretching alle braccia. «Menomale che faccio le sedute laser ogni mese. Un dolore ogni volta ma almeno non devo preoccuparmi di queste stronzate»
Rimasi zitta mentre continuava a blaterare, guardandomi attorno nella palestra.
Jace non c'era nemmeno oggi.
Era la terza lezione in comune che non c'era. In realtà era già da una settimana e passa che notavo la sua continua assenza a scuola; anche se al cellulare si comportava nello stesso medesimo modo. Sempre perfetto.