✨☀️MISTERY ROMANCE - COMPLETO☀️✨
Nessuno ha idea di chi sia Vega: tutto ciò che alla Brown sanno di lui è che ha scelto di legare la sua vita a quella di una stella. A soli sette anni ha deciso di abbandonare la sua identità e ha vissuto finalmente...
Questo capitolo è scritto al presente perché Yelena non ha un futuro da cui poter raccontare al passato.
Le scene e i pensieri descritti non vogliono in alcun modo romanticizzare o inneggiare al suicidio o all'autolesionismo.
Se leggendo vi ritrovate nelle parole di Yelly, vi prego: parlatene con qualcuno di fiducia, cercate supporto.
Una luce c'è sempre, ve lo giuro.
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È tutto il giorno che fuggo.
Ho girato questa città per ben due volte solo nella giornata di oggi.
Io, la mia borsa piena di droga e la mia infinita solitudine.
Mi vergogno di essere ciò che sono, così profondamente da evitare persino di guardarmi nei riflessi dei negozi del cazzo che pullulano a Providence.
Chiudo la felpa più in su che posso e non tolgo mai il cappuccio dalla testa.
In questo momento sì che finalmente assumo l'aspetto della tossica che sono.
Scappo da me stessa, dai miei genitori, da ogni fottuta persona che sappia chi sono; l'unica persona da cui non scappo, ma l'unica a cui veramente sto facendo del male, è mia sorella.
Avrei davvero voluto partire per tornare a casa, per andare da lei a stringerle la mano prima di entrare in sala operatoria, prima che lei smetta di essere la mia Dawnie e si riduca a essere una malattia con due gambe, ma dopo gli eventi recenti, dopo essere stata soggetta a una specie di perquisizione ed essere trovata con addosso un quantitativo di droga al limite per essere considerato per uso personale e avere così i miei genitori alle calcagna, non posso permettermelo.
Devo prendere il primo autobus e fuggire nella prima fogna che sia capace di puzzare più di me, più della mia insulsa anima, ma non avrebbe senso neanche quello, perché lo schifo che sono diventata non merita di vivere neanche all'Inferno.
Quindi, in attesa di decidere non so bene che cosa, continuo a camminare.
Non sono neppure in grado di capire quali scarpe io abbia ai piedi, perché se provo a guardare in basso mi gira la testa e rischio di vomitare, ma qualsiasi cosa io abbia indossato rischio di perdere l'uso dei piedi molto presto.
Mi trascino dietro una borsa che assomiglia più a una valigia.
Dentro c'è di tutto, tutte le droghe che spengono il mio cervello per qualche ora, quelle grazie alle quali sono ancora viva e forse quelle grazie alle quali presto non ci sarò più.
Alzo il dosaggio, ne prendo sempre di più, ma cazzo, anche se ci spero, non muoio mai.
Al massimo svengo e mi risveglio con la bava alla bocca.