✨☀️MISTERY ROMANCE - COMPLETO☀️✨
Nessuno ha idea di chi sia Vega: tutto ciò che alla Brown sanno di lui è che ha scelto di legare la sua vita a quella di una stella. A soli sette anni ha deciso di abbandonare la sua identità e ha vissuto finalmente...
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«Sei sicura di voler scendere qui?», Ella guardò il cancello in ferro battuto su cui campeggiava una scritta a caratteri cubitali.
«Sí», confermai.
«Vuoi che ti aspetti?», domandò ancora, preoccupata.
«Siamo solo a qualche isolato di distanza da casa, preferisco fare due passi», la rassicurai.
Recuperai il borsone dal cofano e vi inserii la busta contenente quel considerevole numero di dolciumi che mi sarei premurata di consegnare a Dean.
«Ciao Ella, grazie di tutto», mi allontanai, prima di essere trattenuta ulteriormente. Sentii a stento il suo saluto.
Camminai lungo il vialetto ricoperto di ghiaia, guardandomi intorno alla ricerca della mia destinazione.
Non mi recavo in quel luogo da oltre un anno, e per questo faticavo a ritrovare la strada giusta.
Quando la vidi, sotto la quercia più imponente del posto, mi mancò un battito.
Era bella come sempre, sorridente come era sempre stata. I suoi occhi mi seguirono come la Monnalisa, scrutandomi senza sosta da una parte all'altra del sentiero.
«Scusami se ci ho messo tanto a venire», mi sedetti su una panchina scrostata.
Sapevo che la conversazione sarebbe stata a senso unico, ma non so perché attesi comunque una risposta che non giunse mai.
«Ci sto provando, davvero... Credimi... Voglio la verità, più di ogni altra cosa. Ma tu lo sai... Tu lo sai meglio di me», le parlai in maniera criptica, perché in realtà non c'era motivo di rivolgermi a lei in modo eloquente. Era già a conoscenza di tutto. Lei era con me in ogni mossa, in ogni attimo e in ogni respiro.
«Tu conosci la verità, e io odio non poterla sentire dalla tua voce. Tu non parli, mi guardi in quel modo... e comunque non dici nulla.» Sbattei le palpebre e, in quel rapido frangente, ruotando appena il capo, me la ritrovai davanti: più giovane, imbronciata. E accanto a lei... c'era persino un'altra me.
«Vega», sospirai, e la sua espressione mutò nuovamente, mi diede le spalle pensierosa.
«Lui, non lo so... Oh, quante volte ti dirò che non so cosa sto facendo. Per anni ti ho raccontato ogni mossa di un piano che sembrava perfettamente orchestrato e adesso tutto mi si è ritorto contro. Volevo che lui si innamorasse di me, che perdesse la testa per un'insulsa ragazzina, fino a svelarmi ogni suo recondito segreto, ma ora, invece, credo che sarò io a farlo. Una mattina mi sveglierò con lui accanto e gli sussurrerò il mio nome e allora niente più sarà lo stesso».
La suoneria del mio cellulare spezzò il soliloquio che stavo portando avanti alla sua presenza carica di assenza.
Vega: Sei arrivata sana e salva?
«Ecco, vedi», ruotai l'Iphone nella sua direzione.