- Who will fix me now? Dive in when I'm down?
Save me from myself, don't let me drown.
Who will make me fight? Drag me out alive?
Save me from myself, don't let me drown.
Bring Me The Horizon, Drown.
Josephine
Un impercettibile contatto; naso su naso. Lo scontro di pelle che vibra malgrado l'incoscienza. Mi pare di non capire subito, non lo faccio.
Devo aprir gli occhi ma trovo ugualmente tutto questo nero. E' buio, è notte, è caldo e c'è morbido.
E' la pelle di Harry. Ce l'ho tutt'intorno. I suoi capelli mi solleticano il naso – profumano di mele. Mele e sigaro. Non so come sia possibile, Harry non fuma il sigaro. Eppure è come quell'odore di vaniglia forte, con la pungente fragranza di fumo e cenere.
Il suo corpo è bollente, il suo braccio mi cinge a sé, la sua mano penzola fra le mie scapole.
Sbatto le ciglia perché sto ancora stabilizzando il mio cervello in questo buio che sprofonda nel silenzio. La sagoma di Harry m'impedisce di muovermi.
Le mie labbra sfiorano la sua fronte, il suo profilo è perfettamente incastrato nel mio collo e le sue gambe avvolgono le mie, malgrado la notevole differenza di lunghezza.
Il contatto con la sua pelle è da brividi. Mi palpita lo stomaco nonostante la pigrizia dei miei sensi ancora sconnessi. E' tutto troppo lento, eppure la testa mi sembra fare il giro della stanza. Fremo al pensiero dei nostri corpi esposti così stretti, aggrappati fra loro. Pure nel sonno riesco ad essere tanto invasiva – pure mentre dormo sono un peso.
E lui se ne sta lì a trattenermi, non riesco a calmare i battiti cardiaci. Come fosse il movimento più naturale al mondo, come se Harry fosse mio e mio soltanto, circondo delicatamente il suo collo con un braccio per congiungere la sua testa al mio petto. Le dita nei capelli morbidi e il suo respiro costante che emette un suono flebile, delicato ed invitante.
Adesso premo le labbra sui suoi capelli – non posso evitarlo. Poi, cercando di sollevare delicatamente la sua testa esercitando pressione sulla nuca, lascio un bacio anche sulla sua fronte con una delicata pressione. Lui simula un debole grugnito al contatto e il suono mi fa sorridere. Continuo ad ascoltare il suo respiro profondamente rilassato, a godermi il calore del suo petto duro sul mio addome mentre mi riaddormento.
*
"Certo che sto andando a svegliarla, si è fatta una certa."
E' in lontananza che scorgo la voce di Niall. Mi arriva come un eco attraverso la porta, preannunciandomi il suo arrivo che "Josephine!" urla.
Poi la voce di Harry che sembra dire "E lasciala dormire un altro po', mamma mia."
Alla fine arriva mio fratello. E' tutto pimpante e sorridente quando scaraventa la porta contro il muro, aprendola con troppa violenza.
Mi schiarisco la voce. "Per la Madonna, piano – cazzo."
"Ah già. La mattina e il tuo umore. Quasi dimenticavo..." Non si mette a ridere come avrei pensato, invece incrocia le braccia al petto e mi guarda attonito, con le labbra accartocciate in un piccolo broncio ironico.
"Che ora è? Buongiorno."
"No, ma infatti che dico. Mattina un cazzo. E' quasi l'una, fra poco pranziamo. Che facciamo, ci alziamo o devo tirarti fuori da questa camera con le cattive?"
Sorrido e "Ma quali cattive. Adesso mi alzo e mi faccio doccia."
"Sì" mi dice. "Ne hai bisogno, che neanche ti ricordi come si usano gli articoli nei discorsi, Josie."
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The Runaway (Harry Styles AU)
Fanfictionc o m p l e t a ; "Consideralo un punto a tuo favore, okay? Ho un debole per le persone che hanno paura, evidentemente. Quelle incasinate, e solo perché hanno tutte quelle seghe mentali a tarpare le loro stesse ali. Sei una fuoriclasse in questo. E...
