- "Ti amo di sbieco perché ho un cuore malandato fin dalla nascita. I medici mi hanno formalmente vietato di innamorarmi perché il mio orologio-cuore è troppo fragile per resistere. Ciò nonostante ho messo la mia vita nelle tue mani, perché oltre al sogno, tu mi hai regalato una dose d'amore tanto forte che mi sono sentito capace di affrontare qualunque cosa per te." All'orizzonte non c'è ombra di fossette sulle sue guance.
Mathias Malzieu, La Meccanica del Cuore.
Harry
Il mio migliore amico mi ha guardato in quel modo in cui nessuno vorrebbe mai essere guardato. Mi ha guardato come se gli facessi provare un senso di ribrezzo, come se lo schifassi. E sua sorella mi ha guardato come se la sua vita fosse finita lì.
Io questa volta non ce l'ho fatta ad asciugarle il viso. Io non ce l'ho fatta ad esserci per lei, ho dovuto prendermi del tempo per trattenermi ogni piccola cellula di me che rischiava di esplodere in rabbia, lacrime irose o urla.
E quel lasso di tempo è stato sufficiente a farla andare via!
Le è bastata qualche ora per decidere di andarsene via da me, di scappar via di nuovo.
Le carte sul tavolo sono quattro, sistemate ordinatamente in una fila verticale, col retro rivolto verso il soffitto e dei nomi segnati nel centro.
Cleo.
Mamma.
Niall.
Harry.
Questa è la cronologia da lei prestabilita, sono in questo ordine.
Ed è in questo ordine che leggerò, ma soltanto perché non sono ancora pronto psicologicamente par arrivare a quello scritto doloroso indirizzato a me.
Prendo la prima lettere e un'abboccata d'aria, pure. Poi mi anestetizzo i pensieri immaginando di riempirmi la testa di ossigeno
Ciao sorella mia,
vorrei poter essere lì con te ad abbracciarti e a salutarti, invece di sparire come l'ultima volta. Vorrei poter essere lì a spiegarti ogni ragione per la quale sto andando via. Ma momentaneamente non posso passarti nulla, attraverso una lettera che sto scrivendo mentre preparo una cazzo di valigia. L'ennesima.
Sto andando a Parigi, comunque, ho bisogno di respirare un po'. Torno presto per raccontarti di nuovo di quant'è bello essere sulla cima della Tour Eiffel a mezzanotte spaccata. Adesso ho solo bisogno di rubarmi un po' dell'aria parigina, e poi c'è un po' di casa a Parigi, un po' di New Orleans; ti ho già raccontato di quanto m'innamorai di quella città, e credo che Montmartre sia il mio posto preferito in assoluto. E' davvero stupendo lì e pullula d'arte. Gli artisti ti chiedono il permesso di ritrarti ogni due passi, facendoti sentire bella, ma lo fanno solo per soldi. E poi c'è un hotel da quelle parti, proprio nel bel mezzo di uno dei quartieri più belli lì intorno. Quel posto mi fece innamorare ancora di più. Quell'albergo mi ha dato rifugio dopo un brutto episodio. In qualche modo è legato a me persino più della camera che ho qui da mio fratello. In quel posto ci ho versato le prime lacrime per mio padre quando partii per l'Europa anni fa (ricordi? La seconda tappa di quel viaggio verso l'indipendenza fu proprio Parigi). In quell'albergo ci ho letteralmente lavato via il sangue di una notte che neanche ricordo.
Sai, tra l'altro, ho appena deciso che mi fa pensare a Harry, Montmartre. E, ah già, scusa per non averti detto niente su di noi.
Ti voglio bene Cleo.
Non sparisco, promesso.
Tua sorella per sempre, Josie.
Bene. Parigi.
Il preludio sull'albergo mi fa pensare che sia il posto in cui lei ha effettivamente alloggiato una volta arrivata lì. E che sia il posto in cui è rimasta a piangersi addosso per aver passato la notte che ha passato – chissà dove chissà con chi – non posso neanche pensarci.
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The Runaway (Harry Styles AU)
Fanfictionc o m p l e t a ; "Consideralo un punto a tuo favore, okay? Ho un debole per le persone che hanno paura, evidentemente. Quelle incasinate, e solo perché hanno tutte quelle seghe mentali a tarpare le loro stesse ali. Sei una fuoriclasse in questo. E...
