- "La felicità è amore, nient'altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L'amore è desiderio fattosi saggio; l'amore non vuole avere; vuole soltanto amare."
Herman Hesse, Sull'Amore.
Josephine
Forse, ma proprio forse, amare non è sinonimo di debolezza. Dovrei farmelo incidere nel cervello, ho deciso. E dopo ciò che ha accaduto ieri sera con Harry nel bel mezzo del corridoio/bancone (manco il tempo di allungarsi fino in camera) non mi sorprende il fatto che la notte, io, l'ho passata a tartassarmi di trip, a logorarmi i pensieri, a indugiare un po' di più, ho esaurito ogni briciolo di razionalità sta notte. Per oggi non ne ho più. L'ho consumata 'sta notte.
Comunque no, non ne è uscito fuori proprio niente. Non sono giunta ad alcuna conclusione. Solo che la debole sono io a pensare che l'amore lo sia. Io non lo so se a Harry non avrei dovuto concedere me stessa ancora una volta, io non lo so se mi sarei dovuta preoccupare della serata travagliata che avevamo appena passata. Io non so un cazzo. So che lo volevo. So che si vive d'impulsi, se si sta con me. Nella mia pelle. So che è solo stomaco – tutto cuore che batte e un casino della Madonna nel cervello. Ed Harry è tutto piacere. E' piacere. E non avrei mai potuto porre fine a me, e a lui – fermarlo nel momento in cui avevo effettivamente compreso che, quel piacere, non era dovuto esclusivamente alle sua bocca su di me, mentre mi assaggiava, ma al semplice contatto del suo ampio palmo sulla mia gola, e mentre mi accarezzava lo zigomo con quella dolcezza che da un uomo come lui, non puoi proprio aspettarti.
So per certo che sono perduta, ormai. E sono davvero, davvero allettata dall'idea di prenderlo per le spallone che ha, stritolando i lembi della maglietta e tirandoli, urlargli contro che sono pronta a infiltrarmi in tutte quelle minuscole crepe che stanno spezzando il muro che entrambi, in un modo e nell'altro, abbiamo innalzato tra noi. E finalmente potrei raggiungerlo. Trapassare il nero di quei mattoni ingombranti e arrivare a lui. E baciarlo e abbracciarlo e guardarlo. Amo immensamente osservarlo. Ogni volta in cui mi sembra sia troppo distratto per accorgersene, lo osservo, tentando di assorbire ogni espressione, ogni minuscola ruga che contamina il suo viso, quei tic impercettibili che alcune volte gli contorcono il viso quando è preoccupato o nervoso, i piccoli movimenti dei suoi muscoli al di sotto della sua pelle perfetta, quando ha le mani impegnate e ha prurito al naso e fa quella cosa strana, e l'inchiostro su di lui e le macchie verdi scuro nei suoi occhi...
Io l'avevo detto a me stessa che se mi trovava mi perdevo. Io l'ho detto che mi sono perduta perché Harry mi ha trovata. E sono fottuta, se penso così di lui. Che farsi amare non è da deboli l'ho capito bene. Ma amare chi non t'ama è da fessi. Niente debolezze per Joss, insomma, soltanto cervello bruciato perché perde la testa per il coinquilino che si diverte a scopare con la ragazza che si ritrova a portata di mano. E io non posso permettermelo. Insomma; non gli dispiaccio, e magari l'alone di segretezza lo stuzzica pure – ed è solo questo. E se io mi amassi anche poco poco, e se io mi proteggessi e tutelassi anche un pochetto, dalla consapevolezza di essere solo e soltanto usata fuggirei. Ma andiamo, io non sono capace di non permetterglielo. Sono solo un'idiota, io. E sono un'idiota innamorata.
Quando sbarco su altri pensieri sono già a vagabondare come uno zombie rinato dalla tomba per il corridoio ad aspettare che Harry esca dal bagno. Ma niente; solo dopo aver bussato Harry e Niall rispondono all'unisono dicendomi "'Nattimo!" E adesso che ci faccio quei due sono chiusi nel bagno da circa venti minuti. Sorvolando sul fatto che è inquietante che siano chiusi proprio nel bagno.
Alla fine ho fatto pipì in quello di Niall. La sua concezione di ordine fa veramente pena. Talmente pena che ho cercato di sistemare un po' del sistemabile, ma il coglione ha fatto venire anche la muffa agli angoli del soffitto. Dovrebbe prendere l'abitudine di far ventilare la stanza dopo la doccia. Lo spirito di mamma apprensiva che non credevo di possedere mi intima a fare qualcosa anche per la camera da letto, perciò cambio le lenzuola di almeno due settimane. Percorrendo il corridoio sento quei due ancora a vociferare, ma non riesco a carpire ciò che dicono perché è chiaramente Harry che sta parlando, e la sua voce è talmente profonda da risultare impercettibile attraverso il legno della porta.
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The Runaway (Harry Styles AU)
Fanfictionc o m p l e t a ; "Consideralo un punto a tuo favore, okay? Ho un debole per le persone che hanno paura, evidentemente. Quelle incasinate, e solo perché hanno tutte quelle seghe mentali a tarpare le loro stesse ali. Sei una fuoriclasse in questo. E...
