Capitolo sedici

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Mi sveglio con un sorriso sulle labbra per quanto successo poche ore prima, e sbadiglio, aprendo gli occhi e abituandomi alla luce del sole.

Purtroppo mancava ancora una settimana prima di ritornare a Los Angeles, anche se volevo ritornare molto prima.

Mi tiro su con il busto e recupero il cellulare da sopra il comodino, notando due messaggi, Zayn ed Harry.

Con un sorriso sulle labbra apro prima quello di Zayn:

Da: Zayn, 9.53 am:
Buongiorno piccola

Continuo a sorridere e sento le guance scaldarsi leggermente, poi rispondo com un semplice 'Buongiorno:*'.

Torno nella home dei messaggi e apro quello di Harry.

Da: Harry, 6.02 am:
Buongiorno piccola. Qui tutto bene, come ti stai trovando li? Mi manchi, x.

A: Harry, 10.27 am:
Buongiorno, anche qui tutto bene. Torno la prossima settimana, salutami tutti. Un bacio, xx.

Metto i piedi per terra e infilo una giacca, per poi scendere in cucina e prepararmi la colazione.

"Buongiorno dormigliona." Sorride mia madre, seduta al tavolo in cucina mentre sfoglia un libro di ricette.

Mia madre ha sempre amato cucinare, fa di tutto, dai dolci alle focacce e devo dire che è davvero un'ottima cuoca. Da dire che, comunque, ha seguito alcuni corsi di cucina e forse è anche grazie a questo per la sua bravura.

"Buongiorno, papà?" Ricambio il sorriso e mi avvicino al frigorifero, sfilando la busta del latte.

"È a lavoro, torna dopo pranzo." Mi inorma e annuisco con il capo, mettendo poi il latte sul fornello per scaldarlo.

"Fai colazione a quest'ora?" Mi chiede meravigliata e mi volto verso di lei con fare ovvio, "Non c'è un orario preciso per fare colazione, cara mamma." Lei scuote la testa sorridendo e la imito, prendendo una tazza e posandola sul tavolo.

"Quando tornerai a Los Angeles?" Chiede, sfogliando le pagine di quel ricettario. Sfilo dalla dispensa la busta dei biscotti e il mio amato Nesquik e li poso sul tavolo vicino alla tazza. "La prossima settimana." Sospiro e mi appoggio con la schiena all'isola della cucina.

"Oh..credo che dovresti tornare prima." Dice tranquillamente, mentre alterna lo sguardo tra una pagina e l'altra.

La guardo di scatto e aggrotto le sopracciglia, "Cosa? Perché?"

"Vedi, tesoro," alza la testa sulla mia figura e mi sorride dolcemente, "Ti vedo un po' triste ultimamente, e conoscendoti, se te lo chiedessi risponderesti che non è niente." Ruoto gli occhi e sorrido leggermente, concordando. "Non ho idea se è dovuto al fatto che lì ci sia qualcuno che ti aspetta, e dato che non voglio vederti con il muso lungo tutto il giorno, credo che dovresti tornare domani stesso." Dice tutto d'un fiato sorridendo e arrossisco leggermente quando fa riferimento ad un possibile lui.

"Mamma, sei davvero convinta? Posso rimanere qualche altro giorno.." mi interrompe e scuote la testa, "Certo che sì. Ieri sera ne parlavamo appunto con tuo padre, dal momento che ha notato anche lui che c'è qualcosa che non va."

Sorrido imbarazzata, è così evidente?
"Ma ho il biglietto di ritorno per-.." Mi interrompe nuovamente, "Abbiamo già fatto tutto." Sorridendo si alza e sparisce nel corridoio, per pointornare poco dopo con una busta gialla in mano. Me la porge e quando lo apro noto un biglietto di sola andata per Los Angeles per domani mattina.

Le sorrido genuinamente e mi avvicino a lei velocemente, abbracciandola, e ripetendole varie volte grazie. Lei ricambia la stretta e poco dopo si allontana con una smorfia sul viso, "Sento uno strano odore.." Mi volto di scatto verso la cucina e velocemente spengo il fornello, "Beh, si può ancora bere." Ridacchio, prendendo la tazza e riempendola, tutto sotto lo sguardo attento e strano di mia madre. "Cosa c'è?"

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