Capitolo 14

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"Ma tu sei tutto fatto"
Lo prendo ingiro girando la testa di lato.
"Okay"
Lo guardo storto,si allontana senza più dire niente.
"Beh Ciao"
Si gira verso la moto e io mi mordo il labbro inferiore.
Perchè mi viene una voglia matta di piangere?
"Ciao.." Esce un sussurro e nn so nemmeno se ha sentito o no.
Faccio due passi indietro sempre guardando la sua schiena per poi girarmi e correre a casa.
Mi sento una stupida e vorrei prendermi a schiaffi.
Entro a casa col fiatone.
Ovviamente,dopo tutto questo la vita mi vuole mettere ancora sotto prova.
Guardo mio zio avanzare con in mano una bottiglia di birra.
Cerco di nn tremare e nn piangere.
Nn per lui certamente,ho capito che un tipo del genere nn meriti nemmeno una lacrima.
"I soldi?"
Biascica mentre beve altra birra dalla bottiglia,sempre con lo sguardo fisso su di me.

"Non li ho"
Dico indifferente.
"E dimmi io ora cosa dovrei fare?"
Andartene a fanculo?
Okay,questo nn lo dico.
Sorride come un pazzo.
"Credo che ieri ti sia bastato o no?"
"Si"
Sibilo a denti stretti.
Mentre vado verso le scale mi ferma con la sua voce.
"Dove sei stata?"
Non mi giro neanche.
Ma cosa cazzo vuole da me?!
"Ad accompagnare un amico di Tommy"
Dico infastidita.
Salgo le scale senza più dire niente.
Arrivata in camera,mi sfilo i vestiti li butto nella cesta del bucato,indosso il pigiama e sprofondo sotto le coperte,al calduccio.

Pensavo di avere sonno e invece..ripenso a quel ragazzo che tanto mi aiuta.
Mi ha aiutata quella sera al locale,a casa mia senza doppi fini e poi come se nn bastasse mi ha trovato lavoro.
E io?
Non l' ho nemmeno ringraziato.
Domani devo farlo,sennò non farò altro che pensarci..

Non ho dormito per niente ieri sera e ho davvero pensato di rimanere sotto le coperte al calduccio.
Ma ovviamente la peste deve svegliarmi.
"Pel di carota! Sveglia!!"
Borbotto cose incomprensibili anche a me e mi alzo.
Sbadiglio poi lo guardo.
È già vestito.
"Oggi ho la gita ricordi?!"
Dice euforico.
Oddio...
Il suo sorriso si spegne.
"Te la sei dimenticata?"
Dice deluso.
Mi alzo dal letto sorridendo.
"Certo,che ricordo. La gita al museo."
Dico a caso,lui mi guarda storto.
"Andiamo al parco,per disegnare"
"Eh si,volevo dire quello"
Dico mentre esco dalla camera nn sapendo che dire.

In fretta e furia gli preparo da mangiare nello zaino,i fazzoletti,una bottiglietta d' acqua e una di thè freddo e la merenda.

Dopo aver fatto colazione gli do un bacio e se ne va.
"Ah,torno alle 19:30. Ricordi?"
"Mh..sisi,vai."
Gli sorrido,ricambia ed esce correndo.
Con tutte le cose che mi sono capitate...mi ero scordata della sua gita.
Sono davvero una stupida.
Avevo detto che lui era la mia prioritá,di non fargli pesare nulla e invece...ho pensato solo a me stessa.
Salgo di sopra per cambiarmi.
Entro dentro la doccia.
Credo di esserci rimasta almeno mezz' ora,perchè ora sono col fiatone che raggiungo la mia classe.
Non ci voleva merda.
Alla prima ora ho il professor mascarella.
Il coglione della scuola.
E oltretutto mi odia.

Apro la porta di scatto,dentro la classe il silenzio cala.
Il prof si gira e mi guarda dal basso all' alto.
"Signorina lo sa che la campanella è già suonata vero?"
Chiede ironico.
Abbasso il capo cercando di riprendere fiato.
Nn posso nemmeno rispondere,mi distruggerebbe in neanche cinque minuti.
"Mi scusi"
Mormoro stringendo i denti.
"Si vada a sedere o pregerisce rimanere in piedi tutto il giorno?"
Sputa velenoso,gli mando un' occhiata piena di odio per poi sedermi nel primo banco che trovo.
Giro lo sguardo e mi imbatto in Ashley e Harry.
Entrambi mi salutano con un timido gesto.
Dietro di loro c' è David con lo sguardo rivolto verso il basso.
Credo stia usando il cellulare.

Mi rigiro prima che il prof attacchi di nuovo.
Sospirando prendo il quaderno e la penna nera.

È inutile dire che per tutta l' ora,sono stata distratta.
Suonata la campanella mi alzo buttando il quaderno nello zaino e mi paro davanti a David.
Mi guarda stupito.
"Po..Si,possiamo parlare?"
Provo a sorridere ma mi viene difficile.
Annuisce solamente.
Usciamo e decidiamo di andare fuori in un angolo lontani da tutti.

Per tutta la mattina ho messo in piedi un bel discorso...ma ora,ho la mente vuota.
Rimango immobile mentre mi scruta con quei bellissimi occhi che si ritrova.
"Allora?"
Si mette in bocca una sigaretta e l' accende.
Sposto una ciocca di capelli dietro l' orecchio guardandomi le scarpe.
"Io...ti volevo ringraziare"
Alzo gli occhi e lo vedo freddo e distaccato.
"Si...mh,per il lavoro che mi hai trovato. Grazie"
Sorrido.
Butta fuori il fumo osservandomi per poi girarsi per andarsene.
Lo afferro per il braccio fermandolo.
"Non fare cosi..cosa ti ho fatto?"
Sono davvero patetica.

"Rispondimi!"
Alzo il tono di voce vedendo che non si è girato e non ha risposto.
Sento gia gli occhi inumidirsi.
"Niente"
Sta scherzando?
"Allora perchè sei cosi...freddo? Guardami cazzo!"
Ho bisogno di un suo contatto,di vedere i suoi occhi che mi infondo sicurezza.
Mi paro davanti a lui.
"Parla,David. Spiegami!"
"Cosa vuoi che ti spieghi?! Che sono deluso? Okay,beh sono deluso!"
Urla buttando via la sigaretta.
Rimango spiazzata.
Non capisco.
"Deluso,Si! Perchè non ti apri,non dici quello che senti. E il primo ad allontanarsi non sono io,ma tu!"
Dice alla fine calmo e schifosamente serio.
Una lacrima mi riga il viso.
"Non capisci"
Mormoro.
Mi prende il viso tra le mani.
"Allora spiegamelo,Alaska. Dimmi cosa ti frulla per la testa. Sennò giuro che impazzisco."
Con il pollice mi asciuga la lacrima e io mi avvicino.
Mi alzo in punta di piedi,chiudo gli occhi e mi butto sulle sue labbra.
Rimane fermo,dandomi della stupida cerco di staccarmi ma le sue mani mi fermano stringendomi dalla vita.
Schiude le labbra e io posso entrare dentro.
Non so perchè l' ho fatto ma avevo una voglia matta di farlo.
"Non me lo vuoi proprio dire eh?"
Soffia sulle mie labbra.
Sorrido indietreggiando fino ad appoggiarmi alla parete.
Sorride prima di ribaciarmi con più desiderio.
"Lo sai che se nn la finiamo qui,dopo nn mi fermo più?"
Rido.
E credo di essere ubriaca.
Per una volta voglio seguire il mio cuore.
Mi struscio su di lui e lui geme.
Mi stringe a se e mi mangia la bocca.
Qualcosa preme sopra la mia intimità.
Mi vengono i brividi,con una mano tocco il cavallo dei suoi jeans.
Geme di nuovo,avvicinandosi cosicchè i bacini si scontrassero.

Si stacca,apro gli occhi.
"Cazzo"
Impreca mentre si tiene il cavallo dei jeans.
"Giuro ti scoperei"

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