Capitolo 25

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Le mani mi tremano e vorrei tanto sapere cosa succede di sotto..
Non faccio molto caso a Judy che mi sta mostrando le sue bambole.
"Ti stai annoiando?".
Mi chiede ad un certo punto.
"Cosa? Nono,dicevi?".
Lei mi guarda sospettosa poi posa le bambole sul letto.
"Se vuoi possiamo scendere,ti presento mia sorella".
Come fa a capire le cose così velocemente?
La guardo incredula mentre mi afferra la mano.
Scendiamo e li troviamo sul divano.
Lei sdraiata sulle sue gambe e lui che la guarda sorridendo..
Sorride.
Mentre io ero di sopra disperato.

"Charon,ti presento la nostra babysitter e mia amica!".
Charon si siede guardando la bambina poi me.
Sorride e si alza porgendomi la mano.
"Tu devi essere Alaska,le pesti non hanno fatto altro che parlare di te in questi giorni".
Dice sorridendo.
Rimango a fissarlo,allungo la mano e la stringo.

È bellissima come ragazza.
Capelli color miele,occhi azzurri,viso delicato e dolce.
Sembra una bambola di porcellana,fragile.
È alta più o meno quanto me ma è molto più magra di me.

Lancio un' occhiata a David che però,coglie Charon.
"Mia madre ha detto che sei venuta insieme a lui,siete amici?".
Annuisco.
"Charon siediti,non ti affaticare troppo".
Le prende la vita e la mette giù.
Accorgendosi del mio sguardo toglie le mani come se si fosse scottato.
"Io ho fame".
Si alza Cristopher.
"Alaska...ho fame".
Ripete scuotendo il mio braccio leggermente.
"Eh? Oh,si. Che volete da mangiare?".
Lui alza le spalle.
"Patatine fritte?".
Annuisco,sorride e mi segue in cucina.
Mi appoggio al ripiano dove si mettono per fare colazione e prendo un lunghi respiri.
Calma Alska e sangue freddo.

Inizio a preparare la carne e le patatine fritte mentre Cris prende dal frigorifero l'insalata e i pomodori.
"Sai oggi torna anche mio padre".
Dice emozionato,credo non lo vedono spesso.
"Sei felice allora."
Dico sorridendo,beato lui.
Io non ho mai avuto un papà..
"A cosa pensi?". Lo vedo abbastanza preuccupato.
Mamma mia,me lo mangerei per quanto è dolce!
"Pensavo che è davvero bello avere un papà".
Sorrido malinconica mentre tolgo le patatine.
"Non lo hai?".
Chiede sorpreso e interessato.
"Già,non l' ho mai conosciuto".

"È brutto vero?....perché Non facciamo una cosa??".
Dice,poi sorridente.
"Cosa?".
Mi volto verso di lui,divertita. "Posso dividere mio padre con te."
Mi mordo il labbro in fervore e lo abbraccio.
Questo bambino è davvero tenero!
"È un sì?".
Dice ridendo.
So che è un bambino,ma annuisco. Spero solo non lo dica davanti al padre o mi sentirei davvero a disagio.

Quando tutto è pronto,Cris si alza e va chiamarli.
Stupida come sono ho preparato anche per quei due.
Non vedevo l'ora di venire con lui,avremmo cucinato insieme...scherzato coi bambini e quando loro stavaoguardando la tele,noi potevamo dedicare del tempo a noi.
È invece è andato tutto a rotoli.
Reprimo quel dolore al petto non appena li vedo entrare a braccetto.
Entrando evita il mio sguardo,ma a tavola non fa altro che fissarmi.
Quanto vorrei parlargli e chiedergli informazioni..
"Come fate a conoscervi?".
Chiede bevendo dell'acqua.
Infilo un manciata di patatine fritte in bocca per non parlare e guardo David.
Che parli lui.
"Ashley e lei sono amiche,e andiamo nella stessa classe".

"Una sorta di migliori amici siete se uscite insieme."
Oh,siamo così amici che mi ha proposto un patto nel fare sesso senza impegni. Siamo così amici che mi ha portata in un fiume e si è praticamente dichiarato,siamo così amici che mi ha ingannata facendomi credere che prova qualcosa per me.
Non dico nulla ma sono davvero tentata.
Finito,David si alza.
Lo seguo con lo sguardo e lo vedo aiutare Charon alzarsi.
"Ti porto in camera,andiamo".
Lei annuisce ed escono dalla cucina.
Dopo aver sparecchiato li mando a fare i compiti.
Salgo con loro e ci mettiamo nella sala comune

Questa casa è grandissima.
Mi squilla il cellulare,mi alza dal divano ed esco.
Cammino verso il bagno ma qualcuno mi ferma.
Non ci vuole molto a capire chi è.
"Dobbiamo parlare".
Dice a bassa voce vicinissimo al mio viso.
È l'ultima cosa che voglio fare,in realtà.
"David,vai a farti correre chiaro?".
Sciolgo la presa e corro in bagno.
Prima che la porta si chiude,la blocca.
Sbuffo quando perdo la chiamata.
Faccio dei passi indietro non appena entra.
"Fammi parlare,almeno".
Sorrido,certo come no.
"Vai convinto."
Vado verso la porta ma quel cretino l' ha chiusa a chiave.
"Fammi uscire di qui,subito".
Mi afferra le mani bloccandomele contro la porta.
"Non esco di qui finché non mi ascolterai".
Mormora abbassando di poco la testa per guardarmi negli occhi.

"Vuoi obbligarmi a starti a sentire?".
Dico ironica.
"Si".

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