Capitolo 30: Heilung

49 4 3
                                        

Mia si mosse appena, la mente ancora un po' annebbiata. Era in un morbido letto, e quella sensazione le piaceva, era da tempo che non passava la notte in un letto vero e proprio. Aprì gli occhi con attenzione. Si sentiva terribilmente stanca, come se avesse faticato per giorni e giorni, senza mai fermarsi. Si guardò intorno confusa, cercando di capire dove fosse.
Era in una piccola stanza, completamente bianca, spoglia di tutto. Di fronte al letto c'era un semplice armadio in legno dall'aria molto vecchia e trascurata. Sulla parete, accanto a lei, si apriva una grande finestra da cui entrava la luce e illuminava con forza l'intera stanza. Rimase a terra ancora per qualche secondo, cercando di ricordare cosa fosse successo. Quando lo sguardo di Lilith le affiorò alla mente si mise a sedere, allarmata, tastando ogni parte del suo corpo in cerca di qualche ferita. Oltre allo sguardo freddo della donna, l'unica cosa che ricordava era un forte dolore che le aveva impedito di muoversi e di parlare.
La porta si aprì ed Aaron rimase a bocca aperta. Le corse incontro e la abbracciò, stringendola con forza.
"Grazie al cielo!" esclamò felice "Temevo non ti saresti più ripresa! Stai bene?"
"Starei meglio" disse lei mugugnando "Se non mi stringessi tanto forte"
Aaron la lasciò andare all'istante, mortificato, e Mia riprese fiato "Scusami... è che ero davvero preoccupato"
Lei rise "Non preoccuparti. Sono felice di ricevere un simile trattamento" si guardò ancora intorno, cercando di riconoscere qualche elemento a lei familiare "Cos'è successo? Dove siamo?"
Aaron prese posto sul letto accanto a lei, di nuovo serio "Siamo ad Heilung, la città sacra. Qui si trovano i migliori guaritori della regione. La sera in cui abbiamo deciso di accamparci tu sei sparita. Io e gli altri ti abbiamo cercata nella foresta e ti abbiamo trovata poco dopo in pessime condizioni"
Mia abbassò lo sguardo "Mi dispiace molto. Sono stata una stupida" strinse i pugni, terribilmente contrariata. Ricordava ancora come, abbagliata dalla flebile speranza di ritrovare Alec, si era addentrata in quel luogo sconosciuto dove aveva incontrato Lilith, la donna che aveva visto insieme al suo vecchio compagno la notte prima. Si era gettata dritta nella sua trappola. Era stata una sciocca.
"Sembravi essere stata avvelenata. Avevi la febbre alta e stavi molto male. Ho pensato che un semplice guaritore non bastasse, e avevo ragione. La donna che ti ha fatto questo sapeva quello che faceva. I guaritori di Heilung sono stati in difficoltà. Sei rimasta incosciente per giorni e giorni"
"Giorni?!" Mia rimase senza fiato. Non poteva credere alle sue orecchie. Doveva andarsene! Tornare in Accademia, avvertire Kador, cercare Alec. Ormai era chiaro che gli eventi degli ultimi tempi non erano stati affatto casuali. Doveva essere stata Lilith a scatenarli e non si sarebbe mai fermata. Doveva avere qualcosa in mente, e qualsiasi cosa fosse non doveva essere niente di buono.
Aaron dovette capire i suoi pensieri, perché la guardò con severità.
"Non pensarci nemmeno. Non ti muoverai da questo letto finché non ti sarai rimessa per bene"
"Ma Aaron! Noi..."
"Ho mandato Peter e James ad avvertire Kador. A quest'ora dovrebbero avergli già fatto rapporto. Non preoccuparti"
Mia si lasciò cadere sul letto, esausta.
"Immagino che tu abbia ragione. Beh, non appena starò meglio ci metteremo in cammino"
"Non credo che cammineremo" Aaron si grattò la testa, scompigliandosi i capelli.
"Sai Heilung... era piuttosto lontana e non sapevo se saresti sopravvissuta ad un viaggio tanto lungo, perciò mi sono permesso di chiedere aiuto ad una tua amica"
Mia scattò di nuovo a sedere "Delfine!" il drago era venuto in suo soccorso quando la strega dagli occhi rossi l'aveva attaccata. Le aveva salvato la vita!
"Vuoi dire che...?"
"Ci ha portati Delfine fin qui. Volare su un drago è davvero spaventoso, ma siamo arrivati in fretta"
"Per tutti i cavalieri!" esclamò Mia esaltata "Ho volato su un drago! Su un vero drago!" poi si rabbuiò "E non ne ho memoria!" si portò le mani di fronte al viso disperata, "Ho perso una grande occasione. Accidenti a me! Dovrò rimediare al più presto"
Aaron scoppiò a ridere.
Una risata fragorosa che la mise subito di buonumore.
"Accidenti Mia. Sei davvero incredibile. Anche in queste situazioni non perdi mai il tuo spirito" posò la mano sulla sua, un po' imbarazzato "È questo che mi piace di te" arrossì, guardando quei suoi meravigliosi occhi marroni, così sinceri e selvaggi. Quante volte l'aveva guardata, sperando che lei notasse il suo sguardo.
Non aveva mai incontrato una donna simile. Bellissima, coraggiosa, con un cuore forte ed altruista.
Mia gli strinse la mano sorridendo.
"Mi piaci anche tu. Sei un ottimo soldato e un buon amico. Non so cosa avrei fatto senza di te"
Aaron perse un po' del suo entusiasmo. Come sospettava, Mia non lo aveva mai visto nel modo in cui sperava.

World of ShadowsLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora