Capitolo 32: Il traditore

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Peter si svegliò di soprassalto, sentendosi strattonare. Quando aprì gli occhi si rese conto che era notte fonda, e cercò di distinguere la figura dell'uomo che aveva deciso di svegliarlo. Quando si rese che l'uomo in questione era il giovane James, ne fu particolarmente seccato, ma lo sguardo spaventato del ragazzo lo costrinse a mettersi all'erta. James si portò un dito sulle labbra intimandogli di fare silenzio, e lo costrinse a scendere dalla propria branda. Peter lo seguì senza fare storie rendendosi conto solo ora che il dormitorio era vuoto. Delle urla, provenienti dall'esterno, lo allarmarono. Si irrigidì, cercando di fare meno rumore possibile. James tremava visibilmente ma cercava di non farsi prendere dal panico. I due ragazzi si appiattirono contro la parete, accanto alla porta.
James porse a Peter la sua spada e si posizionò l'arco e le frecce sulla schiena. Thom aveva iniziato a dargli lezioni prima di morire e il ragazzo imparava in fretta, soprattutto perché, l'idea di poter affrontare i nemici a distanza invece che doversela vedere con loro faccia a faccia lo allettava parecchio.
"Che sta succedendo?" chiese Peter facendo attenzione al timbro della voce.
"Non ne sono sicuro" fece James stringendo i pugni così forte da far sbiancare le nocche "So solo che ho sentito degli strani rumori e poi... ho visto un soldato uscire dalla stanza, ma il suo sguardo era orribile"
Peter deglutì, preoccupato. Lui e James dovevano lasciare il dormitorio ma i rumori provenienti dall'esterno non erano certo invitanti. Aprì lentamente la porta, guardandosi intorno con attenzione. Quello che vide lo raggelò. Fu come tornare indietro nel tempo. I soldati dell'Accademia si muovevano in modo scomposto.
La carnagione terribilmente chiara che lasciava intravedere vene violacee sotto la pelle. I loro occhi, bianchi e vuoti, si muovevano convulsamente alla ricerca di una preda.
Erano esattamente come Thom, ma era un intero esercito! A terra alcuni uomini erano stati brutalmente uccisi, probabilmente cercando di dare l'allarme.
Quando James gli chiese cosa ci fosse all'esterno, Peter rabbrividì, senza sapere cosa dire. Non sarebbe stato facile uscire di lì senza essere visti.

Lilith saltellò allegramente al centro della piazza, finalmente libera di muoversi per quello spazio senza doversi nascondere.
I suoi ragni avevano fatto uno splendido lavoro. La maggior parte dei cadetti dell'Accademia era sotto il suo controllo e quei pochi sopravvissuti che non erano stati morsi sarebbero stati uccisi con facilità. Alec guardava quelle creature con disgusto. In fondo era pur sempre un umano, e agli occhi di un umano quella scena non doveva essere molto piacevole.
Alcuni soldati barcollarono verso di lei, gli occhi vuoti, spingendo Kador a terra. L'uomo cadde in ginocchio e guardò Lilith con rabbia.
"Che cosa significa? Di a questi mostri di fermarsi!"
La donna sorrise malignamente "E perché mai dovrei farlo?"
"Io sono dalla tua parte strega maledetta! Avevamo fatto un accordo"
"E credevi che lo avrebbe onorato?" stavolta era stato Alec a parlare "Fidarsi del diavolo per poi lamentarsi quando questo ci si rivolta contro... tipico"
Kador lo guardò attentamente, cercando di capire chi fosse. Furono i suoi occhi freddi a farglielo capire.
"Tu!" disse sorpreso "Mi ricordo di te! Eri il ragazzo che stava sempre con Mia" rabbrividì quando si rese conto di quanto fosse cambiato. Il suo sguardo, una volta caldo e gentile, era divenuto freddo e crudele.
Lilith si accovacciò, guardandolo in viso. I suoi occhi rossi brillavano nella notte.
"Ti ringrazio molto per la tua collaborazione ma purtroppo non mi sei più utile"
I suoi occhi si accesero, incandescenti e crudeli, e Kador si piegò in due, colto da un violento dolore.
Il suo corpo iniziò a dimagrire, la pelle si fece sottile e rugosa, mentre le ossa del suo scheletro diventavano sempre più evidenti e pronunciate.
Gli occhi si incavarono e la bocca si rinsecchì, perdendo il suo colore.
Kador riuscì a lanciare un ultimo grido disperato prima di cadere a terra privo di vita.
Alec guardò disgustato la carcassa dell'uomo, "Non potevi semplicemente pugnalarlo?"
"Non essere sciocco" replicò lei divertita "Lo sai che amo la teatralità"

James si portò una mano alle labbra cercando di non urlare. Doveva essere quella la donna che aveva attaccato Mia e a quanto pare era stata lei a causare anche la morte di Thom, ma chi era l'uomo al suo fianco?
Kador non aveva detto il suo nome ma aveva nominato Mia. Cosa poteva mai avere a che fare un uomo del genere con lei?
Kador... a quanto pare l'uomo era un traditore, per questo non li aveva voluti ascoltare quando lo avevano avvertito del pericolo. Aveva avuto ciò che meritava.
James si tenne la testa con le mani. Troppe informazioni in un colpo solo. Era confuso. Peter lo riportò in sé, facendogli segno di seguirlo.

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