#15# Plans

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Hope

Dopo che mi cambiai, Felix mi chiamò urlando che il pranzo era pronto e che aveva fame.
Sostanzialmente se non mi fossi precipitata in cucina, avrebbe fatto piazza pulita di qualsiasi cosa avesse trovato di commestibile; così mi avviai verso la fonte del profumino, prendendo con me solo il cellulare.
Il messaggio di mia madre ancora galleggiava fra i miei pensieri, proprio come una boa in mezzo al mare, tenendomi costantemente ancorata a quello che era il mio peggior incubo; se avessi rifiutato, probabilmente si sarebbe auto-invitata ed io sarei stata nella merda fino al collo.
Non che non sapessi come gestire certe cose, però... Se potevo evitarle, era meglio.

Ero un po' in ansia e preoccupata anche per l'eventuale risposta di Louis riguardante la cena di quella sera: da un lato avrei avuto piacere di ospitarlo e di farci due chiacchere fuori da scuola, cosa che non succedeva più o meno da un po' di giorni; dall'altra avevo paura che Felix complottasse contro di me, spifferandogli troppi dettagli riguardanti l'accaduto della primavera precedente.
Se mai Louis fosse arrivato a conoscere tutto di me, avrei fatto in modo che fossi stata io la fonte di tutte le informazioni e non i miei amici americani; non mi piaceva quando gli altri parlavano al mio posto, o prendevano le mie difese. L'episodio con Cam era stata un'eccezione, ma da quel momento in poi lo afrei affrontato io stessa.

Varcai il corridoio mentre Fil sistemava i piatti sul bancone, di nuovo senza maglietta.

- Hai qualche problema con i vestiti? Di nuovo? - Chiesi, lanciandogli un'occhiata infastidita.

Sapeva benissimo che non mi andava a genio che la gente girasse senza abiti in casa mia, soprattutto perché mi metteva in imbarazzo. Ma da un lato invidiavo la facilità con cui lo facevano Fil e Rule: loro che mostravano con orgoglio le loro cicatrici di guerra. Le risse e le cadute da bambini, i piccoli incidenti domestici... Riuscivano a sfoggiarli tutti, raccontando con orgoglio, divertimento o malinconia le loro storie, mentre io mi premuravo di mettere maglietta lunghe e il più largo possibile, pur di non doverle notare, o FARLE NOTARE.

Beh... Louis era ancora un'eccezione. Una sorta di strana costante per il mio carattere volubile.
Quando arrivavo al limite di sopportazione, sembrava aspettarmi al varco ed indicarmi il percorso che avevo fatto per arrivarci, riportandomi indietro; nel mentre mi chiedeva perché fossì di nuovo arrivata lì.

Lui scrollò le spalle: - Lo sai che non sono bravo in cucina... - Indicò un pezzo di tessuto bruciacchiato che stava sul bancone e mi cadde la mascella: - Cominciava a fare un po' caldo con la maglia. - Rise e io lo guardai come se fosse completamente fuori di testa.

Se voleva unirsi ai Fantastici 4 come La torcia umana poteva dirmelo e lo aiutavo, dandogli fuoco io stessa... Almeno avrei avuto la vendetta per tutte le stronzate che mi aveva combinato.
Sospirai, rinunciando anche a quell'ultima speranza di avere un amico che fosse per l'1% normale. Fil era la personificazione della stranezza fatta a persona: una sorta di misto tra i Simpson e l'Orso Yogi; andai a sedermi e cominciai a mangiare, mentre il ragazzo andò a prendere un foglio dal divano e poi lo appoggiò contro la mia schiena.

- Mmmmm... - Mormorò, per allontanarsi un attimo da me e studiarmi. - Se... - Mi rifilò una manata in mezzo alle spalle, forse con la speranza che quel dannato pezzo di carta ci rimanesse attaccato.

- AHIA, RAZZA DI RINCOGLIONITO! - Sbraitai, menando una gomitata alla cieca, mentre lui si allontanava ridendo.

L'aveva fatto apposta, quel pezzo di merda ambulante: - Ehi, sei suscettibile... Sei in quel periodo del mese? -

Mi voltai con occhi assassini: - QUALCHE PROBLEMA CON IL MIO CICLO?! - Mai... Mai chiedere del ciclo mestruale ad una ragazza in piena fase di sbalzi ormonali. Rischiavi la morte, soprattutto con me.

Hitboy ~ Louis Tomlinson [Ended]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora