Capitolo 2 "Le parole giuste"

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Jeans scuri, felpa nera e Nike.
Sono pronto per uscire di casa anche se vorrei restare a casa peccato che ho un importantissima questione da risolvere infatti oggi lascero Ludovica. Sono stanco di andarle dietro, non la amo piú e anche se mi dispiace un sacco non posso mentirle e chi mi conosce lo sa sembro fottutamente duro e insensibile ma vi giuro che so amare e pure tanto soltanto che con lei è svanito quel fuoco che mi ardeva dentro e penso sia meglio mollare tutto, troverà di meglio.

Abbiamo affrontato mari e monti insieme ma ormai siamo giunti al punto di dire basta anzi sono giunto. So che ci resterà di merda perchè mi ama e le avevo promesso di passare le feste insieme ma risulto piú coglione se continuo a stare con una donna per il quale non provo niente.

Ludovica è una bella ragazza: alta, mora, occhi azzurri, labbra carnose ma col tempo ho capito una cosa.. Preferisco gli occhi castani. Non chiedetemi perchè.
Li amo, punto.
Negli occhi castani ci trovi le persone piú dolci.
Gli occhi castani sono un po' come la nutella e poi ho conosciuto un paio d'occhi castani che non solo sono belli ma anche sinceri, umili, buoni, profondi.

"Servirebbe avere occhi profondi" canta la mia coach e credo che questa canzone parla di lei di ciò che è e di tutto quello che ha passato nella sua vita. È per lei che lascio Ludovica? No, non credo.. O forse si. Beh un po' c'entra quella nana m'ha sconvolto le certezze cazzo.

Sono pronto, non sono mai stato cosí pronto. Scendo dall'auto e salgo nella sua palazzina abita al sesto piano vicino il quartiere della Garbatella conosco la sua casa a memoria prima ci venivo spesso ora un po' meno.
Solitamente prendo l'ascensore ma oggi no cosí ho piú tempo per pensare a cosa dire, mi ero preparato il discorso e mo ho scordato tutto questo vuol dire che improvviserò ma devo farcela.

Salgo l'ultima rampa di scale, raggiungo la casa e busso alla porta come al solito mi fa attendere prima di aprire. La vedo davanti a me con addosso soltanto una maglietta extralarge sembra che ci nuota dentro, mi guarda tutta contenta e mi saluta con un bacio sulle labbra.
''Amo non m'avevi detto che saresti venuto!" esclama "entra"
Faccio come mi dice ma resto serio, c'ho il cuore in gola.
"Te devo parlà, ho bisogno di dirti una cosa" le dico stringendo i pugni.
"Si, anche io" mi informa lei chiudendo la porta alle sue spalle "prima tu però"
Cazzo vole ora?
"No, lascio spazio alle donne"
"Dai Mattí se sei venuto alle dieci un motivo c'è sei pure pallido che ti tormenta?" si avvicina lentamente a me e si avvinghia al mio corpo, mi bacia sulla guancia e poi sul collo "me devo preoccupà?''
"No Ludovica, no" dico sorridendo gelido "oggi vieni a pranzo da me, mamma fa le orecchiette" le propongo buttandola li.
"Certo!" esclama tutta contenta "amo le orecchiette"
"Si, è per questo che le farebbe piacere se accetti" sorrido "e fa piacere anche a me, questo dovevo dirti"
"E te vieni per dirmi questo?" chiede ridendo.
"Volevo vederti, passare del tempo con te" mento.

Mi alza il mento e mi costringe a guardarla.
"Quando posso amarti?"
"Che dovevi dirmi tu?" chiedo
"Niente di che papà vuole che saliamo su a Milano per il fine settimana sai è il suo compleanno e io ho detto di si spero che sei d'accordo"

Milano.. Non vado a Milano da quando c'è stato quel party, il suo party, quello del suo disco. Non vadi a Milano da quando io e Emma abbiamo..

"Certo che sono d'accordo adesso io.. Adesso devo andare" le dico indietreggiando "ho un appuntamento con Carlo, sai che non mi piace essere in ritardo passo a prenderti per le dodici"

Non le do il tempo di rispondere le lascio un bacio sulla fronte e vado via, non ho nessun appuntamento voglio solo stare da solo e pensare.. Pensarla.

Dovevo lasciare Ludovica e invece che codardo che sono non sono riuscito a trovare il modo e le parole giuste eppure a me le parole non mancano mai.

Afferro il telefono e accendo instagram tra le prime notizie mi spunta una sua foto, l'ha messa otto minuti fa sta a casa sua, nel suo letto, da sola.. Non sta molto lontano da qui forse potrei..

No, non posso.
Devo dimenticare ma certe cose cazzo non puoi dimenticarle.

Anche Tu. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora