Capitolo 10 "Grazie a Carlo"

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Con Ludovica le cose sono migliorate, siamo tornati a Roma due giorni fa ma per colpa del mio lavoro ci siamo visti molto poco infatti sono dovuto partire non appena arrivato perchè c'avevo un instore e questo mi ha distratto dalla mia vita privata e di ciò ne sono molto contento. Ho cercato di non pensare molto in questi giorni bensí di godermi quell'amore che i miei fan e la mia famiglia ogni giorno mi dimostrano, mamma infatti molto preoccupata per me prima mi ha fatto una chiamata chiedendomi se va tutto bene e io ovviamente le ho detto di si anche se ovviamente non mi ha creduto quindi ha contattato Carlo e l'ha supplicato di vedermi perchè secondo lei ho bisogno di un amico cosí scocciato ho preso un appuntamento col mio caro amico nonchè compagno di sventure e sono qui seduto di fianco a lui davanti un bicchiere di Sambuca.

"Quindi che te tormenta fratè?" mi chiede
"Niente, sto bene" dico fissando il contenuto del mio bicchiere.
"Non mi raccontare balle che te conosco dimme che cazzo c'hai"
"Ho rivisto Emma" gli confesso guardandolo negli occhi "e l'ho baciata non me ne importava nulla di Ludovica io volevo lei"
"E perchè non te la vai a prendere Mattí? Ti sei sempre preso quello che volevi''
"Stavolta non è cosí" sbuffo "non riesco a lasciare Ludovica e poi Emma sembra convinta a non volermi nella sua vita"
"Ma c'hai scopato?'' mi chiede senza pudore
"No" rispondo "ed è stato meglio cosí, si sarebbe sentita presa per i fondelli"
".. Tu non l'hai mai presa per il culo, vero Brí?"
"Si ma vallo a spiegare a lei"
"Una soluzione io l'avrei" mi dice complice
"Di che si tratta?"
"Stasera ho un appuntamento con una tizia e credo che passerò la notte con lei quindi c'hai casa mia libera ma domani mattina devi sparire mi raccomando"
"Non capisco" sbuffo nervoso
"Hai bisogno di stare da solo con lei quindi contattala e invitala a casa mia"
"Non capisci Carlè non me vuole piú vedere"
"Tu invitala male che vada te ne torni a casa, dovete parlare di cose molto importanti"
"Anche con la Ludo dovrei parlare" dico bevenfmdo un sorso dal mio bicchiere.
"Quella te ama Mattí, parlale al piú presto''
"Non merita che la faccio soffrire lo so"
"Io penso che capirà le tue esigenze"
"Lo sperp anche io'' sbuffo
''Ora non tormentarti" mi sorride porgendomi le chiavi "vai a fare il tuo dovere"
"Sei un amico" gli sorrido
"È un piacere fratè"
Afferro le chiavi e mi alzo, gli lascio una pacca sulla spalla e faccio per andarmene ma lui sorride e quindi sono costretto a voltarmi per sentire che ha da dirmi
"Nel secondo cassetto del comodino ci stanno i preservativi, non vorrei danni" urla ridendo e senza pudore gli alzo il dito medio e lascio il locale.

Sono seduto nel divano a casa di Carlo, ho mandato un messaggio ad Emma con l'indirizzo e l'orario; ho ormai perso le speranze quando sento il mio telefono vibrare lo afferro dalla tasca e leggo l'sms: è lei.

"Sono dietro la porta aprimi"

Non posso crederci.
È qui.
È venuta.
È il mio momento.

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