Capitolo 3 "Si vola a Milano"

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Ho passato tutta la mattinata in giro per Roma, Roma è la mia città, Roma è la città piú bella d'Italia.
Roma è la capitale.
Roma è vita.
Roma è Roma.

Sono orgoglioso di essere nato e cresciuto qui nella città fondata sui sette colli da due fratelli che secondo la leggenda sono stati allevati da una lupa, la città amata, venerata e invidiata da tutto il mondo eppure da qualche tempo mi sento di peso anche qui.

Mi sento di peso ovunque non so perchè ma non riesco ad essere felice eppure ho tutto ciò che una persona desidera. Ho realizzato il sogno che avevo da bambino ovvero fare della mia passione una professione e non ce altro che può rendermi piú felice di questo devo essere sincero soltanto che mi manca qualcosa, mi manca essere amato.

Credo che con Ludovica sia ormai un abitudine è come se stiamo insieme perchè non possiamo farne a meno poi adesso ce mancava solo il viaggetto a Milano da suo padre quel tizio mi sta sui coglioni e io sto sui coglioni a lui eppure non vede che sua figlia da quando capire.n me è sempre felice, io le rendo felici le donne finchè posso e finchè voglio ma quando non voglio piú non mi metto a fare il falso e la devo mollare al piú presto anche a costo di beccarmi qualche ceffone.
Lei mi ama forse ma non sa piú farmelo capire o io non voglio capire

Passo a prenderla in orario, lei scende ed entra in macchina indossa dei leggins neri con i fiori rossi un giubbotto di pelle e degli stivaletti è sempre alla moda Ludovica per una volta mi piacerebbe vederla in uno stile piú casual come la Marrone per esempio ricordo che veniva in casetta con quelle maglie larghe e i jeans strappati per non parlare dei capelli sfatti e il viso acqua e sapone eppure era bella uguale, è bella sempre.

Anche nella foto di prima era bella, capelli scompigliati, sorriso sincero, pigiamone blu con le mucche e il trucco sbavato, mi sarebbe piaciuto svegliarmi accanto a lei la penso spesso a lei chissà se mi pensa..

Ludovica entra in macchina mi bacia sulla guancia e sorride.
"Ci facciamo una foto amo?" mi chiede tutta contenta
"Non mi va" le rispondo mettendo in moto "magari a casa"
"Sono contenta che hai accettato di venire su da mio padre"
"Potevo fare altrimenti?" mi guarda e non risponde sa bene che il padre mi odia, abbassa lo sguardo e sta in silenzio per tutto il tragitto.

A casa tutti si accorgono che tra di noi qualcosa non va e poi credo che mamma l'abbia capito da un po' visto che di amore se ne intende piú di me. Ero solo un ragazzetto quando lei e papà hanno divorziato, è stata dura vederlo uscire di casa e avere la consapevolezza che non sarebbe piú tornato adesso i nostri rapporti sono molto freddi a volte mi chiama ma niente di piú.

Mi siedo sul divano accanto a mia sorella Rebecca e proprio in questo momento mi arriva un messaggio afferro il telefono e lo leggo: è Carlo.
"Puoi farte senti a volte fratè"
"Sono stato impegnato"
"Non mi dire che c'hai ancora l'idea de mollarla"
"Non l'amo piú Carlo!"
"Pensi a lei vero?"

Non rispondo piú, non so perchè ma non mi va di ammettere la realtà anche se Carletto me conosce come le scarpe sue.
Accendo nuovamente instagram e la prima notizia è di nuovo sua, ha repostato Francesca, la sua menager. È una foto loro, un selfie ma ciò che mi colpisce di piú è la didascalia.
"Si vola a Milano"
Coincidenze?

Ludovica si alza e mi raggiunge sul divano, si siede sulle mie gambe e mi bacia.
"Sono contenta di passare il weekend a Milano con te" sorride "ci prendiamo una stanza in hotel non voglio stare a casa con lui" si morde il labbro inferiore e mette sua fronte contro la mia "abbiamo bisogno di passare del tempo da soli" dice.
"Sono felice anche io" le dico baciandola sulle labbra "..di andare a Milano"
Adesso un motivo in piú ce l'ho per volare a Milano.. Emma.

Anche Tu. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora