Capitolo 4 "Travolgente passione"

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Oggi è venerdí, domani è il compleanno del padre di Ludovica e noi siamo appena arrivati a Milano.
È una bella città mi sento quasi a casa quando sto qui anche se ovviamente la propria città è sempre la preferita per un cittadino.

Mi sento felice oggi, non so perchè ma lo sono. Tengo la mano di Ludovica, camminiamo per via Veneto e lei si ferma ogni secondo a guardare le vetrine di ogni negozio, resta con gli occhi spalancati nel vedere certi abiti non mi chiede di entrare perchè sa che mi scoccia non sono uno a cui piace particolarmente lo shopping. Mi vesto come capita, non ci faccio troppo caso indosso quello che ho davanti ed esco di casa.

Per strada tutti mi salutano, è strano avere tutta questa gente che ti conosce e ti chiede una foto cerco di accontentarli tutti e chiacchero con qualcuno. Una di loro piange, sorrido e la stringo al mio petto e poveretta scoppia in un pianto disperato la bacio sulla fronte e scosto lo sguardo verso Ludovica che sta a braccia conserte, tiene gli occhi fissi su di me e le labbra serrate spero che non si stia incazzando perchè davvero scoppio.

"Devi perdere ancora tempo?" mi dice appena la raggiungo
"Ce stavano le fan Ludoví"
"Dannazione Mattia sei qui per me!"
"No Ludovica no" scoppio guardandola "sono qui per farti contenta perchè quel coglione di tuo padre mi costringe"
"Che fa mio padre?" s'incazza spostandosi i capelli su un lato
"Non mi sopporta"
"Penso che sia reciproco"
"Lo sai che lo odio, vuoi conferme?"
"Non voglio niente, adesso se non ti va di restare vattene"

Tutti ci guardano, attorno a noi ci sta una piccola folla che ci guarda, Ludovica ha gli occhi spalancati e gonfi di lacrime scuote la testa e se ne va. Si allontana dalla folla sotto lo sguardo di tutti; resto in mezzo da solo è una delle prime volte che mi sento davvero in imbarazzo.

"Cazzo ce guardate?" alcuni continuano a guardarmi altri vanno via e non appena vedo uno spiraglio aperto mi intrufolo e cerco di trovare Ludovica ma non la vedo, non mi va di giocare a nascondino quindi l'aspetterò in hotel.

Arrivo all"albergo al centro di Milano dove abbiamo prenotato una camera; alla reception chiedo le chiavi, la ragazza me le porge e non appena mi giro la vedo. È davanti a me: capelli attaccati goffamente, occhiali da sole scuri, lucidalabbra, leggins, convers, cappellino rosso e giubbotto nero che le arriva a metà coscia.
La vedo e la riconosco.
È bellissima.
"Emma" esclamo.
"Ciao!" dice fredda
"Non ci si vede a Roma e ci vediamo qui"
"Vedi che acquisto" borbotta e ciò mi fa male.
"Sei qui per lavoro?" chiedo cambiando discorso.
"Si, devo fare un intervista" mi informa "tu?"
"No, io no sto qui per il week-end"

Mi sta per rispondere ma a rovinare tutto è la voce di Francesca che le dice che si sono appena registrate e adesso devono andare all'appuntamento  Emma annuisce e la segue senza neppure calcolarmi e questo mi da fastidio.
"Emma" la chiamo attirando la sua attenzione.
Si gira e mi sorride fredda.
"Ci si vede" non mi risponde e va via lasciandomi un vuoto dentro al petto e a me non resta altro che salire in camera.

Guardo in numero della camera e resto senza parole.
Lo riconosco
L'hotel è lo stesso, la camera pure.
È proprio questo l'hotel dove siamo venuti dopo il party.
La camera è la 36 ed è qui che abbiamo fatto l'amore e dannazione è la camera che mi hanno dato per passare la notte con Ludovica.

Entro in camera, la mia mente si affolla di ricordo sento ancora il profumo della mia pelle che s'incontra con la sua sento ancora quella travolgente passione.

Anche Tu. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora