Oggi è il compleanno del padre di Ludovica, dopo l'avvenimento di ieri non ho piú visto Emma in giro per l'hotel e questo mi ha rassicutato ho bisogno di staccare un po' e cercare di dimenticarla per sempre anche se stando il questa camera i ricordi affiorano. Ludovica è già andata a casa del padre per aiutarlo ad addobbare la casa mentre io sono rimasto qui a finire di preparmi anche se devo dirla tutta mi scoccia non so quanto andare a questo compleanno di merda dove ci saranno persone di merda; i parenti della mia ragazza sono troppo snob io non sono cosí, sono un tipo alla mano me ne sbatto i coglioni a sentirmi migliore voglio soltanto che mi portano rispetto e solo allora io lo porterò a loro e con tali persone mi sento veramente preso per i fondelli.
Io parlo in dialetto, sono uno che prende le cose di petto, sono un tizio che esagera, persevera e rischia e ovviamente adoro le persone che non hanno paura di correre pericoli e l'ho dimostrato anche ad Amici ma col tempo mi sono accorto che ho scelto una ragazza che è tutta al contrario mio e non è vero che gli opposti si attraggono anzi sarà pure vero ma sono gli opposti ad attrarsi e non i diversi; io e lei siamo diversi.
Gli opposti si attraggono ma i simili si amano.
Canta il mio amico Fedez in uno dei suoi brani piú belli, l'ascolto spesso sta canzone e ogni volta penso ad Emma al fatto di come siamo così maledettamente uguali e nello stesso tempo opposti ma poi c'è quella parte che sta in mezzo che ci lega quella piccola parte che unisce il mio cuore al suo. È la mia piccola nana, quella nana che non ho saputo proteggere.
Finisco di vestirmi velocemente indosso dei pantaloni grigi aderenti che mi vengono pure troppo stretti e una maglia nera con una scritta, sul petto, indosso le Air Max e afferro il giubbotto di pelle prima di uscire dalla camera. Scendo velocemente le scale e mi accorgo solo ora che ho solo quindici minuti per arrivare in orario e se solo erro un minuto mi troverò gli occhi di tutti addosso e Ludovica incazzata ma in questo momento l'unica cosa che mi interessa è Emma che sta salendo le scale; tiene gli occhi bassi, allontana i suoi occhi da me ma non posso resistere.
La voglio, la desidero. ORA!
"Emma" le dico afferrandola per un braccio lei si gira e mi guarda.
"Ti devo parlare" continuo fissandola.
"Senti Briga non ho tempo da perdere abbiamo già parlato io e tu"
"Ti ho detto cazzate, ti ho detto di dimenticarmi ma non so dimenticare io te; ti desidero come quella notte"
"Tu sei fuori, maniaco"
"Ho bisogno di te" continuo.
"Hai bisogno di un cervello Mattí"
No, non mi scappa; la prendo di peso e me la metto sulla spalla destra lei urla e batte i pugni sulla mia schiena continuando a gridare supplicando di metterla giú ma non l'accontento
Lei è ancora addosso a me quando apro la porta della cemera, la nostra camera. La metto contro la porta e la guardo negli occhi.
"Tu. Sei. La. Mia. Donna" le dico scandendo ogni parola.
La guardo intensamente negli occhi, lei non cede e continua a fissarmi. Le afferro con forza i capelli stringendoli col pugno e la bacio con aggressività e passione. Lei non si allontana e ricambia; sento il bisogno di averla la voglio ora, la voglio per sempre; le libero e capelli e dopo un mezzo sorriso mi bacia di nuovo, i suoi occhi ardono contro i miei con la bocca arriva sul mio collo e mi sciolgo ansimante. Mi aggrappo con le braccia alla porta ostacolando la sotto il mio corpo, la sento sorridere i suoi denti battono sul mio collo e chiudendo gli occhi mi godo il momento.
"Che t'aspetti?" dice con voce soffocata e senza che mi da il tempo di capire mi morde sulla parte destra del collo. Sento i suoi denti entrarmi nella pelle con aggressività; il mio sangue coagula piú forte e raggiunge la sua bocca. Mi fa male, urlo dal dolore.
"Porca puttana Emma che cazzo fai?" grido indietreggiando.
"Non sarò mai la squaldrina" mi dice schifata e se ne va lasciandomi solo.
Non ha capito, non ha capito un cazzo o forse soni io a non capire.
STAI LEGGENDO
Anche Tu.
FanfictionAd aprile del 2015 ad "Amici" è successo qualcosa di veramente strano. Mattia, il ragazzo ribelle, ha sciolto il suo sguardo freddo e l'ha mutato in un bellissimo sorriso. Emma, la coach della squadra bianca, non faceva altro che distogliere gli occ...
