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<allora , cosa facciamo?>

Il volto di Rian fece capolino dietro una pila di plichi.
Un paio di iridi verdi la fissavano, volevano sapere quale sarebbe stata la prossima mossa.

Se lo chiedeva anche lei, l'indagine doveva andare avanti, in un modo o nell'altro.

Si lasciò andare sul vecchio divano stringendo a se il referto del coroner di James Murphy.

La sua checklist di solito comprendeva come primo punto ricavare tutte le informazioni disponibili dalla scena del crimine.
Punto abbastanza delicato dal momento che era stata ampiamente contaminata da persone , animali, pioggia e tempo.

Secondo punto - ascoltare il parere degli esperti a proposito delle informazioni ricavate dal cadavere della vittima - anche questo fatto, il resoconto era dettagliato , le ferite descritte perfettamente, conteneva ipotesi di armi che il killer avrebbe potuto utilizzare ed esami tossicologici di james.

Gli uomini del dipartimento di medicina legale di Maylooth avevano fatto un ottimo lavoro, ma questo per il momento non facilitava le indagini e quindi si arrivava direttamente al terzo punto.

Terzo-ricercare testimonianze- era complesso in casi del genere raccogliere informazioni dalle persone, erano reticenti a confessare i loro dubbi con degli sconosciuti , figuriamoci con la polizia.
Alec aveva fatto un buon lavoro, ma non bastava , dovevano espandere le ricerche.

Quarto e ultimo punto, studiare le modalità del caso, tracciare una bozza di profilo , se questo fosse stato troppo complesso avrebbero dovuto rivolgersi ai federali o a professionisti d'oltreoceano, e si sarebbero allungate le tempistiche.

No, dovevano provare a farlo da soli.
Lei aveva già esperienza sul campo e finora c'era stato un solo omicidio, nulla faceva pensare che ce ne sarebbero stati altri.
<Ok, partiamo da questo>

Si alzò di scatto dalla poltrona e cominciò a cercare una lavagna , cartellone o qualsiasi altra cosa su cui avrebbe potuto appuntare i suoi ragionamenti.

Niente, quel posto sembrava una caserma degli anni venti.
Le sembrava anche possibile che fossero passati cento anni dall'ultimo omicidio a Darkle, di solito meno gente significa anche meno delitti.

<ragazzi, venite qua, tutti!>
Esclamò a voce alta.
Non c'era tempo da perdere, ogni momento sprecato rappresentava un vantaggio per il killer.

<cosa ti serve ?>
Chiese Rian

<una lavagna>
Rispose lei, guardandosi attorno con aria concentrata.
L'altro rise.

<abbiamo il muro>

Victoria lo osservò per un attimo, contemplò la sua sparata.
Poteva funzionare.

Prese il grosso pennarello nero dalla sua borsa e attaccò il primo angolo decente.
<stavo scherzando>
Fece ancora Rian, sbiancato in volto.

<beh, non era tanto male come idea, ci dobbiamo arrangiare>
Vic alzò le spalle.

Osservó ancora un attimo Rian, aveva pensato prima di poterlo avere accanto nell'indagine.
Una terza testa su cui contare ma non ne era più così sicura.

C'era qualcosa di tremendamente sfiancante nel suo modo di fare, perennemente impaurito dal suo superiore.

Aveva studiato le dinamiche di potere tra Rian e Alec e quest'ultimo lo teneva in riga come un soldatino.
Non la stupiva , O'Moore aveva un modo tutto suo di gestire le relazioni , era sottilmente dispotico, se questo poteva avere senso.
Emanava un'aurea di potere e virilità.

<allora cosa sappiamo delle modalità dell'omicidio finora?
Una prima distinzione potrebbe aiutarci a capire la vera natura del delitto , ad esempio dovremmo essere in grado di capire se sia un'evento unico o ripetuto.>
Propose Vic, sperava di tirarli fuori da quel torpore, scuotere quegli uomini per fare di loro una vera squadra.
Non sarebbero mai diventati degli agenti esemplari ma poteva sempre provarci.

<se pensi che ci siano stati altri casi sei fuoristrada , lo avrei saputo>
Borbottò Alec.

Victoria ebbe l'impulso di tirargli uno schiaffo, o baciarlo per farlo tacere.
<non per forza, a meno che tu non sia onnisciente.
Data la natura del delitto, la mancanza di tracce , dobbiamo valutare la possibilità che questo non sia il suo primo delitto.
Era un uomo anziano, è vero, ma piuttosto prestante, affrontava ancora quel cammino tra le rocce a sessant'anni e amministrava tutto il lavoro della famiglia, non sembra un uomo che potrebbe crollare di fronte all'aggressione di un killer impreparato, peraltro senza ferirlo.
I tecnici non hanno trovato alcuna traccia di pelle o sangue sotto le sue unghie >

<hai ragione, non ci avevo pensato , è un pò strano.
Questo restringe il campo ad un soggetto giovane...>
Rispose Alec, inarcando un sopracciglio, sapevano entrambi benissimo a chi stava pensando.

Vic cercó di resistere alla sua provocazione.

<non per forza, direi più a qualcuno bravo a prendere di sorpresa.
Conosceva le abitudini di James Murphy.
Sapeva che sarebbe uscito il pomeriggio e che avrebbe avuto tutta la notte per occuparsi del cadavere>

Impugnò il pennarello e scrisse una singola parola
-premeditazione

<ciò ci fa pensare che ...>

<non fosse una vittima casuale >
Marcus finì la frase , con grande sorpresa degli altri.
Non pensavano che avrebbe mai collaborato a delle indagini gestite da una donna.

Victoria aggiunse :
-movente personale

<finora non siamo riusciti a rintracciare dei possibili nemici di James Murphy all'interno della sua cerchia familiare , allora forse dovremmo cambiare gruppo.

Mi rifiuto di credere che ad un uomo così intraprendente possa essere bastata per anni la sola compagnia di una famiglia.

Dobbiamo scavare in questo senso>
Continuò Victoria, Rian cercava di seguire il suo discorso, accigliato , non era a suo agio in quel gioco di potere che era diventata la conversazione.

Lei scrisse sotto una colonna diversa in ordine -colleghi, amici, conoscenti

<È improbabile che non sia uno del posto, come ha detto Marcus la vittima non è casuale, nessuno avrebbe allestito uno spettacolo simile altrimenti.
Lui, o lei, ma propendo per il lui , voleva che lo trovassimo così.
Potrebbe essere una sfida nella sua mente>

<una sfida ?>
Sbottò Noah.
<di che diamine stai parlando ragazza?>

Victoria capì solo in quel momento quanto profondamente quegli agenti fossero diversi da lei e dai suoi colleghi.
Guardava quel vecchio ,la sua faccia tesa per lo shock e non poteva che trattenere l'impulso di abbracciarlo.

Per loro la morte era una tragedia , omicidio o meno, una tragedia su cui piangere, non da dissezionare come il cadavere di una rana, col rischio che diventasse uno spettacolo dedicato al pubblico.
Così il killer diventava nelle loro menti esclusivamente un maniaco, un pazzo , ma lei sapeva bene fin dal principio che un pazzo non avrebbe mai potuto arrivare ad un grado di simile efficienza.

Il difficile era farlo capire a loro.

<è un uomo disturbato, non voglio asserire che sia un pio, ma studiando le sue motivazioni, il modo in cui pensa, possiamo capire chi è, di cosa si occupa, da dove viene e dove vorrebbe arrivare spargendo sangue innocente>

Noah sembrava aver accettato il concetto, si zittì e la lasciò proseguire indisturbata, ma un'espressione preoccupata gli velava lo sguardo.

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La seconda parte del capitolo verrà postata domani ♥️

THE REVENGELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora