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<Patrick?>
Domandò , facendo finta di essere all'oscuro della sua esistenza.

Tomas annuì, soprappensiero.
Stavano camminando nel bosco dietro la tenuta dei Murphy da pochi minuti ma la vegetazione cominciava a farsi più fitta, il rumore dei rami secchi calpestati infestava l'aria.

<si, era un mio grande amico quando eravamo solo dei bambini.
Frequentava spesso la mia casa e per me era la stessa cosa con il ritrovo delle due vie, aveva scelto lui il nome di quel posto, all'inizio si chiamava solo Pensione , riesci ad immaginare un nome peggiore?>
Domandò ridendo.

Victoria gli sorrise scuotendo la testa.
<hai ragione era terribile>

<ad ogni modo, avevamo solo tre anni di differenza e ci divertivamo un mondo , perlomeno fino a che non ha compiuto dieci anni, poi è sparito dalla mia vita>

Si fermarono in una zona isolata, la luce del sole oltrepassata a stento le chiome verdi sopra le loro teste.
Uno scogliattolo che correva tra le erbacce provocò un fruscio alle spalle di Victoria.

<cosa è successo?>
Tomas alzò le spalle, dei ciuffi biondi gli andarono in faccia, spinti da una brezza leggera, li riacciuffò e se li portò dietro le orecchie, gli occhi glaciali fissavano un punto impreciso tra le fronde dei frassini.

<non ne ho idea , la gente qui se la prende per un nonnulla, e noi non siamo sempre stati ben visti nella comunità.
Non penso che ci sia bisogno di spiegarti il perchè, dove ci sono i soldi si trovano le invidie>
Si sedette su un tronco tagliato e disteso al suolo, come un gigante sconfitto.

Indicò a Victoria il posto accanto.

Vic comprese in quel momento, con quel ragazzo accanto di quanto fosse strana e compromettente quella situazione.
Se qualcuno li avesse vista insieme ad un indiziato, in un luogo così intimo e isolato avrebbe potuto pensare che avessero una relazione oppure che il figlio della vittima stesse cercando di comprarsi la libertà da un agente corrotto.

Non aveva mai corso un pericolo simile, e neppure si era mai sentita così sicura nei confronti di un estraneo.
Per un qualche strano motivo Victoria si fidava ciecamente di Tomas, fin dalla prima volta che i loro sguardi si erano incontrati in quella stalla.

A volte ci si affida alle proprie sensazioni e si perde il contatto con la realtà, cò che provi oscura la ragione.

Ma lì non c'era nessuno e quindi il loro segreto era al sicuro, perlomeno fino ad allora.

<come mai mi chiede dei fratelli Walsh e di Patrick?
Pensa che possano essere implicati nella morte di mio padre?>
Il suo tono sinceramente dubbioso le fece storcere il naso.

<Tomas come potrebbe un morto essersi macchiato di un omicidio, non sai dell'incidente di Patrick?>

Tomas spalancò gli occhi di acquamarina e socchiuse le labbra pescate.
Il battito cardiacò si arrestò per un attimo, tutto nel suo corpo sembrava essersi preso una pausa, tranne il cervello che cercava di elaborare quella situazione.

<no, non lo vedo da almeno sette anni, pensavo stesse studiando fuori dal paese, in un collegio.>

A Vic si strinse il cuore vedendolo così, aveva perso uno dei suoi migliori amici e non lo sapeva neanche, stavano capitando troppe disgrazie nella sua vita perchè ne potesse uscire illeso.

Gli raccontò con un tono più comprensivo possibile ciò che sei anni prima era successo a Patrick Hamilton , il suo amichetto d'infanzia , quando aveva finito della lacrime cristalline imperlavano il volto pallido di Tomas.

<io...non avevo idea che lui non ci fosse più.
Da quando il signor Hamilton si è ammalato Patrick è rimasto accanto alla madre.
A stento parlavamo più , giusto la domenica, durante le funzioni dell' abbazia, ci lanciavamo degli sguardi, lui mi faceva una linguaccia dall'ala opposta e io contraccambiavo.
Ma il nostro rapporto on era più come prima.
Avrei dovuto combattere di più per la sua amicizia>

Tomas teneva le mani sul volto per trattenere ulteriori lacrime , i gomiti puntati sulle ginocchia.
Vic si avvicinò e gli passò un braccio sulle spalle.

Capiva perfettamente la sensazione di smarrimento che si prova sapendo della morte di un caro, parente o meno che sia.

<mio padre>
Iniziò Vic
Tomas alzò lo sguardo, aveva la pelle del viso arrossata sulle gote per essersi stropicciato con così tanta forza.
Gli tremavano le labbra.

<se n'è andato quando avevo tredici anni, per un tumore al pancreas.
È stato terribile vederlo appassire, giorno per giorno.
Pregavo con tutta la mia anima che potesse stare meglio , era ciò che tutti mi ordinavano di fare , al mattino, prima e dopo pranzo, tra un gioco e l'altro nel pomeriggio, e certamente la sera.
Mi inginocchiavo e guardavo le stelle nel cielo , chiedevo ad un dio invisibile e potente di ascoltare le mie lacrime e di aiutare una delle persone più care che avessi.

Ma la mia preghiera non dev'essere stata sufficientemente forte o forse dio aveva altro di cui occuparsi in quel mese.
Fatto sta che in giorno del mio quattordicesimo compleanno lui è scomparso, la sua anima si è separata da un corpo smagrito e verdastro che a stento riconoscevo.

Non sono mai riuscita ad accettare quell'evento, mi chiedo continuamente come sarebbe la mia vita se lui fosse rimasto con noi.

Era un poliziotto, uno dei migliori,
Usciva di casa prima dell'alba e tornava dopo il tramonto, quattro ore di treno al giorno per poterci garantire una vita serena.
E quando tornava a casa non pensava neanche per un momento di riposarsi.
Voleva passare quelle poche ore con me e Frenn, ci parlava delle sue gesta , del crimine e della giustizia, voleva infonderci un senso dell'onore tanto profondo quanto il suo.

Sarebbe stato fiero di me ?

Tutto quello di cui posso essere certa è che io lo ero di lui, e che lo sarò per sempre. Per quanto breve sia stata la sua vita ha avuto un grande impatto sulla mia e sono sicura che sia così anche per James e Patrick nel tuo caso>

——
Scusate l'assenza ma al momento sto raccogliendo idee per delle storie nuove.
Avevo pensato di scrivere delle storie brevi 20-30 capitoli a tema horror. Vi interesserebbe leggerle?

THE REVENGELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora