Victoria lotta da anni contro il crimine a Dublino, è la migliore nel suo campo ma la sua vita cambierà completamente quando le verrà ordinato di seguire un misterioso
caso di omicidio in una piccola cittadina nel nord dell'Irlanda.
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Niente è com...
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Victoria si guardò allo specchio prima di entrare in commissariato. Ne teneva uno piccolo e richiudibile sempre nella borsa, un paio di iridi verde chiaro, incastrati in due fessure dal taglio sottile la fissarono senza trasporto.
L'edificio davanti a lei non era stato difficile da raggiungere, si trovava vicino alla piazza , ma più a nord su una piccola zona in discesa, e di conseguenza non troppo distante dalla pensione.
Le indicazioni le erano state scritte dalla stessa persona che aveva inviato il fascicolo a Dublino ed erano semplici, ordinate e dirette, le aveva trovate sfogliando il plico solo qualche ora prima. Se non fosse stato così avrebbe dovuto chiedere aiuto a dei passanti ma si accorse presto, camminando lungo la strada silenziosa , che non vi era nessuno lì, in pieno pomeriggio , di giovedì , ad esclusione di alcuni cardellini che volando tra i tetti delle case, cantando in coro.
Si fermò ad osservarli, le erano sempre piaciuti con quella testolina rossa e le piccole ali gialle e nere come il ventre di un ape, uno scese in picchiata e nel mentre le sfiorò il naso con la punta della coda. Victoria sorrise istantaneamente, cose del genere non capitavano a Dublino.
Pensava che ci avrebbe messo di più a raggiungere il posto, invece le era bastato , una volta uscita dalla pensione , salire per il vicolo delle croci e poi girare a sinistra , proseguendo ancora per un chilometro circa . La prima era una stradina perpendicolare , densa di porte, alcune chiuse, riuscì presto a capire il significato di quel nome perchè ognuna di essere recava una croce dipinta di bianco o scolpita in legno e affissa . Notò che alcune porte si aprirono lentamente , ne uscirono volti curiosi e diffidenti , non appena incrociavano il suo sguardo si ritiravano come se avessero fissato il sole in piena mattinata .
Non era una novità , la diffidenza delle persone , quindi tirò dritta senza pensarci troppo, in fin dei conti era lei l'estranea lì. Nessuno a Dublino l'avrebbe notata, con quel lungo cappotto nero, i capelli rossi arruffati per il vento e le gote rosse come una bambina, ma Darkle era una cosa diversa, lì le minime stranezze venivano notate, ogni qual cosa usciva dall'ordinario. Non aveva bisogno di investigare su quegli sguardi, sui pensieri dei suoi cittadini, frugare nelle loro menti, l'esperienza a Greland le aveva insegnato abbastanza.
Eppure quando sentì per caso un sospiro strozzato alla sua destra non potè fare a meno di fermarsi , e voltandosi di scatto si trovò davanti una ragazza stupenda, la pelle bianca come il latte appena munto, i capelli biondo cenere le incorniciavano il volto, tirati scrupolosamente dietro la testa, un paio di occhi nocciola dal taglio all'insù.
La guardava fissa, con le labbra contrite, le sue gote si stavano macchiando. Sembrava volesse dirle qualcosa. <ciao...> Iniziò vic. La bocca della ragazza si aprì per un secondo, poi dietro di lei, un cigolio della porta, la voce di una donna adulta , probabilmente la madre la portò a girarsi e dandole le spalle corse dentro casa.