Capitolo 26 - Mollare la presa.

17.8K 618 21
                                        

«Che cazzo ci fai tu qui?» sbottò Kyle con il tono di voce che era tra l'infastidito e l'arrabbiato.

Tesi le orecchie, perché volevo sapere ad ogni costo di chi si trattasse e quando sentii l'altra voce quasi non ci credetti.

«Dov'è Allison, brutto bastardo!», urlò Will, non diede il tempo a Kyle di rispondere che si precipitò dentro la camera e me lo ritrovai davanti.

Mi guardò dall'alto verso il basso con aria disgustata, per poi voltarsi verso Kyle.

«Cosa cazzo ci fai solo con lei qui? Cosa ci fai con la mia ragazza?» gridò in preda ad una furia.

Era forse matto? Io non ero più affar suo.

Avevo messo le cose in chiaro, non c'era più speranza per noi.

Non sarei tornata mai più insieme a lui, insieme ad una persona che aveva tradito la mia fiducia nel modo più crudele possibile.

E non solo, aveva ferito anche una mia cara amica, prendendo in giro anche lei.

Mi provocava soltanto ribrezzo, era la persona più falsa che io avessi mai conosciuto in vita mia.

«Forse non ti è ancora chiaro che non è più la tua ragazza», puntualizzò Kyle con nonchalance, facendo in modo che Will si agitasse ancor di più.

«Devi starle lontano! Tu non la meriti!», aggiunse ancora Will.

A quel punto, allora, intervenni io.

Non riuscii più a restare in silenzio ad osservare la scena.

Doveva scomparire dalla mia vita.

Doveva mollare la presa.

«E tu sì, invece? Fammi il piacere di toglierti dalle palle», sbottai.

Will posò lo sguardo su di me e non mi provocò alcun effetto.

«Vuole solo portarti a letto, Allison, per poi gettarti via, apri gli occhi!», esclamò.

Mi alzai in piedi. «Come ciò che hai fatto tu? Sei ridicolo, Will, davvero ridicolo».

Lui scoppiò a ridere. «Vuoi rinfacciarmi questa cosa per quanto tempo ancora? Io ti amavo e tu lo sai. Sei tu quella che non riesce a dimostrare nulla alle persone. E adesso la colpa ricade su di me perché ho preso una sbandata!», disse gesticolando animatamente.

Scossi la testa per quanto le sue parole risultavano ridicole.

«Fai meglio a star zitto!», dissi alzando la voce.

Volevo che sparisse, ormai riusciva a provocarmi solo un fastidio immenso la sua sola presenza.

«Tuo padre sarebbe molto deluso dal tuo comportamento! Ti stai comportando da puttana», affermò Will, lasciandomi senza fiato per un momento che sembrò infinito.

Non potevo credere che avesse messo di mezzo mio padre, non proprio lui che sapeva tutto.

Non proprio lui che era rimasto al mio fianco per tre anni, che mi accompagnava al cimitero per andare a trovarlo.

Sentii il mondo crollarmi addosso.

Aveva detto una cosa fuoriluogo, scorretta e orribile.

Lui era una persona orribile.

«Esci dalla mia stanza prima che ti pesti a sangue», s'intromise Kyle, era serio in volto, la mascella tesa.

«Non me ne vado senza di lei», precisò Will.

«Non era una richiesta, Blade. Esci da questa cazzo di stanza e lei non va da nessuna parte con te!», ripeté con voce minacciosa.

«Non la lascio nelle tue mani», sbottò Will avvicinandosi a lui.

STORM HEARTLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora