«Quindi tra Blade e Hunter c'è una sorta di rivalità?», domandò Trevor, dopo aver ascoltato con attenzione il mio racconto.
Io annuii, un po' interdetta.
«Credo si tratti più di un'antipatia reciproca», osservò Sharon, mentre tentava di legare i suoi biondi capelli in una treccia laterale.
Eravamo tutti e tre seduti sul mio letto, erano le sei del pomeriggio e finalmente avevo trovato modo di parlare con loro, da sola.
C'era sempre stato questo strambo bisogno di raccontarci tutto, in tempo immediato. Aspettare non faceva per noi.
«È stato strano, sul serio», ribadii.
Sharon alzò gli occhi al cielo. «Concordo con te, l'ho già detto... ma è la decima volta che ripeti questa frase», disse.
Trevor ridacchiò e poggiò la schiena contro la testiera del mio letto, sdraiandosi comodamente.
«Qualsiasi cosa ci sia sotto, io sono dalla parte di Kyle, tesoro. Lo sai che Blade non mi è mai piaciuto», affermò.
Io gli colpii il braccio con uno schiaffetto scherzoso. «Ah beh, grazie tante, migliore amico».
Lui alzò le mani in segno di resa, assumendo un'espressione da innocentino.
«Ehi, sono soltanto sincero», si giustificò.
Ed era vero, Trevor era un po' come me, sputava in faccia alla gente la sua idea, giusta o sbagliata che fosse. Non gli importava se ci rimanevi male, lui doveva comunque dirti ciò che pensava: era fatto così.
Io lo sapevo e lo apprezzavo.
Sharon si alzò di colpo dal letto, posizionò le mani sui fianchi e fece passare lo sguardo tra noi due.
«Voglio uscire questa sera, voglio fare qualcosa! Mi sto annoiando da morire», esclamò.
Era davvero matta: era soltanto mercoledì e l'indomani avremmo avuto entrambe lezione alle otto e trenta del mattino.
«Sì, e l'indomani arriveremo in ritardo a lezione», dichiarai.
Lei scoppiò a ridere istericamente, come se fosse una matta che tentava di prendere in giro un'altra matta.
Non sapevo bene che tipo di esempio fosse, ma sembrava molto adatto in quel momento.
«Per tua fortuna, non sono come te. Arriveremo puntuali in ogni caso», puntualizzò ed io rimasi in silenzio.
In fondo, aveva ragione.
«E sentiamo, di grazia, dove vorresti andare?», le chiesi.
Lei alzò le spalle, assumendo un'espressione dubbiosa.
«Effettivamente non lo so...» rispose.
Scossi la testa, stavo per dirle quanto fosse scema, ma Trevor s'intromise.
«Tra un'ora ci sarà una partita di calcio amichevole organizzata dai ragazzi, perché non andiamo a fare un salto lì?», propose.
Io scrollai le spalle. Per me andava bene, cioè, più che altro mi era indifferente.
Sharon, entusiasta, cominciò a ripetere "sì, sì, sì" e battere le mani, manco fosse una bambina di tre anni che stava per salire per la prima volta su una giostra.
«E dimmi... ci sarà anche Paul?», chiese mentre i suoi occhi luccicavano.
Trevor scoppiò a ridere e rispose che, per quanto ne sapeva, sarebbe dovuto essere presente anche lui.
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STORM HEART
Ficção Adolescente[IN REVISIONE] UFFICIALMENTE NELLE STORIE DI TENDENZA. Miglior Risultato: 06/05/17➡#1 in Teen Fiction. 13/05/18➡#1 in Storie d'amore. Sequel of "The time of stars". Il primo impatto che Allison Walker da alla gente è quello di essere la classica bra...
