Salutare tutti era stato più duro del previsto, non credevo che avrei pianto così tanto.
Era stata una delle partenze più brutte che avessi mai dovuto affrontare.
Tutti non facevano altro che chiedermi per quanto tempo sarei stata via, ripetendomi all'infinito quanto sarei loro mancata poiché - parole loro - era impossibile immaginare un giorno senza un qualche guaio combinato dalla sottoscritta.
Non avevano fatto altro che stringermi, dirmi di star bene e di tornare presto.
Fino a quando montai in sella alla mia moto, per poi andare via verso la strada di casa.
Restarono lì ad osservarmi ed io che li guardavo dallo specchietto, fino a quando non sparirono alla mia vista dopo aver imboccato la curva.
Avevano rischiato anche di farmi piangere, più volte.
E, qualche lacrime solitaria, durante il percorso dall'università a casa, era riuscita a scappare via dai miei occhi azzurri.
Erano degli amici fantastici e lasciarli, anche se solo per un periodo di tempo breve, mi dispiaceva moltissimo.
Ma, la cosa che mi fece più male, fu comunque l'assenza delle due principali persone che avrei voluto anche soltanto salutare con un veloce cenno o guardare da lontano.
Ma no, Sharon non si era presentata non solo a salutarmi, ma non si era fatta viva per tutto il tempo in cui rimasi lì.
Probabilmente, era rimasta chiusa in camera di qualcuno, senza uscire fuori.
Sembrava come essersi totalmente polverizzata.
E, sinceramente, non me l'aspettavo.
Sì, litigavamo, certo, più volte era capitato, ma non pensavo che sarebbe arrivata al punto di non dirmi nemmeno un "ciao".
Per quanto riguardasse lui, invece, me l'aspettavo eccome.
L'avevo scontrato una sola volta, al mattino, in caffetteria, ma non appena posò il suo sguardo su di me si alzò di colpo dal tavolo e scomparì dalla mia vista.
Sembrava infastidito dalla mia presenza e ciò mi faceva arrabbiare ancor di più, dato che l'unica ad avercela con lui dovevo essere io, dopo che aveva spiattellato ai quattro venti la notizia della mia partenza.
Cosa che, tra parentesi, non era compito suo fare.
Ma, ahimé, dentro di me nutrivo una briciola di speranza.
Volevo, che ne so, magari vederlo arrivare da lontano e anche soltanto guardarlo negli occhi, senza dire una parola.
Ma la vita non era come il finale di un film.
Non finiva sempre con il "e vissero per sempre felici e contenti", no, proprio per niente.
Il più delle volte era un continuo rincorrersi senza mai riuscire a trovarsi. E, se ciò accadeva, poi magari uno dei due finiva con il perdersi nuovamente.
Ero pur sempre convinta che il vero amore esistesse, non potevo certo dire il contrario solo perché non era ancora capitato a me.
Perché, io, ne avevo avuto la prova.
Mia madre, nonostante fossero passati anni, era rimasta ancora fedele a mio padre. E, ogni volta che parlava di lui, i suoi occhi si illuminavano come niente era capace di fare.
Dicevo solo che, molte volte, i finali erano più drastici che altro.
Come, appunto, era accaduto ai miei genitori.
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STORM HEART
Teen Fiction[IN REVISIONE] UFFICIALMENTE NELLE STORIE DI TENDENZA. Miglior Risultato: 06/05/17➡#1 in Teen Fiction. 13/05/18➡#1 in Storie d'amore. Sequel of "The time of stars". Il primo impatto che Allison Walker da alla gente è quello di essere la classica bra...
