Era stata una settimana molto stressante, l'università non era affatto una passeggiata e me ne stavo rendendo conto soltanto in quel momento, dopo quasi tre mesi.
Non era come la descrivevano gli adulti, parlandone con malinconia, quasi come fosse il paradiso terrestre.
Certo, aveva molti lati positivi, tra cui: divertimento, amici, feste e indipendenza.
Quest'ultima era una delle caratteristiche che apprezzavo di più, in fondo lo ero sempre stata da bambina anche per le cose più stupide e superflue.
Essa serviva principalmente per farti spiccare il volo nel mondo reale, quello spaventoso, quello degli adulti.
E, inoltre, riusciva a farti maturare come nient'altro.
Ma nonostante ciò l'università era anche impegno, sacrifici, studio costante, preparazione al lavoro, qualcosa che ti sarebbe giovato per il resto della tua vita.
E probabilmente l'avrei anche rimpianta tra un paio di anni, pensando che non me la fossi goduta abbastanza, che volessi tornare indietro e rifare tutto da capo.
Ma, in quel momento, ero stanca come non lo ero mai stata dopo l'ennesima serata trascorsa a studiare, con il naso tra gli appunti scritti durante le lezioni ed i libri di testo.
Mancavano pochi minuti alle undici e, nonostante avessi messo via tutti i libri una mezz'oretta prima, non riuscivo a prendere sonno.
Non avevo mai sofferto di insonnia, in vita mia. E non credevo affatto che si trattasse di quello.
Amavo dormire più di ogni altra cosa al mondo, ma per qualche ragione non facevo altro che rigirarmi nel letto, tra le coperte, tanto da provocare fastidio anche alla mia migliore amica che credevo dormisse beatamente nel suo letto.
Quando sentii la sua voce, capii che mi stavo sbagliando.
«Ally, per l'amor del cielo, sta' ferma o giuro che ti strangolo», borbottò con voce assonnata.
Possibile che l'avessi svegliata?
«Scusami Shar, vado a prendere una boccata d'aria», decisi in quel momento, su due piedi.
Era inutile tentare di dormire, perché non avevo sonno e in quel momento stavo soltanto dando fastidio: lo capivo, probabilmente anch'io mi sarei innervosita al suo posto.
Così, mi alzai dal letto, aprii le ante del mio armadio e afferrai una felpa blu con la zip, indossandola.
Naturalmente non c'entrava nulla con il mio pigiama verde e non era per niente l'abbinamento perfetto ma poco m'importava.
Anzi, proprio nulla.
Afferrai le mie chiavi della stanza e mi avviai alla porta ma, poco prima di uscire, sentii di nuovo la voce della mia amica.
«Chiamami se hai bisogno di qualcosa», mormorò ed io le dissi di non preoccuparsi anche se sapevo già che non l'avrei chiamata se non fosse stato strettamente necessario, una questione di vita o di morte.
Mi chiusi la porta alle spalle e intorno a me c'era soltanto silenzio.
Nel corridoio non c'era neppure un'anima e dalle stanze non proveniva alcun suono.
Che tutti stessero già dormendo? Ci credevo poco.
L'unico luogo a cui pensai in quel momento, il primo che mi venne in mente quando riflettei su un possibile posto dove andare, fu la terrazza all'ultimo piano.
Non c'era l'ascensore, purtroppo, perciò mi toccava farmi le scale a piedi.
Non che mi dispiacesse camminare, ma a quell'ora era un po' meno gradevole.
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STORM HEART
Teen Fiction[IN REVISIONE] UFFICIALMENTE NELLE STORIE DI TENDENZA. Miglior Risultato: 06/05/17➡#1 in Teen Fiction. 13/05/18➡#1 in Storie d'amore. Sequel of "The time of stars". Il primo impatto che Allison Walker da alla gente è quello di essere la classica bra...
