Ero in crisi.
In crisi perché non sapevo più cosa fare, come comportarmi, cosa dire.
Non sapevo cosa volere dalla vita, da me stessa.
Non sapevo come volevo che in realtà fosse il mio futuro, io non lo sapevo più.
Non ci capivo più niente.
Avevo appena finito di parlare al telefono con mia madre e ciò non aveva fatto altro che confondermi ancora di più le idee.
Era in compagnia di Aileen, che naturalmente non perse tempo e mi ripropose la sua offerta di lavoro, che io rifiutai all'istante, senza nemmeno pensarci troppo.
Non mi andava di sfilare su una delle passerelle, con abiti firmati e costosi addosso, mentre mi fotografavano per poi pubblicare gli scatti su tutte le riviste di moda.
Non mi andava che il mio fisico fosse in bella mostra, né tantomeno volevo entrare in contatto con qualcuno di quel mondo, che era totalmente diverso dal mio.
E tale doveva rimanere.
Lei, fortunatamente, non si offese perché diceva che una persona si doveva sentire a proprio agio per compiere un passo del genere, e io ovviamente non ero ancora pronta per ciò.
E con ogni probabilità mai lo sarei stata.
In fondo, lo sapevo, non ero nulla di speciale.
Non sarebbe stata chissà quale gran perdita per l'azienda, che di modelle ne aveva molte a disposizione.
Nonostante tutto, mamma aveva capito subito che qualcosa non andasse in me.
Forse dal timbro di voce, che nonostante fosse scocciato e spento da un paio di giorni a questa parte, avevo tentato di rendere il più normale possibile, così da non dover dare nessun tipo di spiegazione a nessuno.
E spiegazioni, non ne avevo date infatti, anche perché non sapevo cosa dire.
Ma lei, come al solito, che si preoccupava per un niente, mi disse che potevo tornare a casa quando volevo, che non dovevo preoccuparmi dell'università, che ci sarei potuta ritornare quando sarei stata più serena e pronta.
Perché, forse, non lo ero ancora e mai lo ero stata.
Inutile dire che le sue parole mi condizionarono non poco.
Inutile dire che mi venne l'assurda voglia di mollare tutto e andare via, non per sempre ma solo per un po'.
Il tempo necessario per riflettere su tutto quello che mi era capitato.
Il tempo necessario per capire cosa davvero volevo.
«Ci penserò», le dissi.
Ma in fondo la mia decisione l'avevo già presa.
L'unico problema che rimaneva era come dirlo agli altri, con quale coraggio.
Come avrei fatto a dire a tutti che avevo deciso di andarmene? Come avrei fatto a guardarli in faccia e salutarli, per poi scappare?
Perché stavo scappando e lo sapevo benissimo.
Rimaneva un'enorme incognita, ma nessuno mi metteva fretta, mi sarei presa tutto il tempo necessario.
Infatti, continuai la giornata normalmente, facendo finta che non fosse accaduto nulla e svolgendo le solite cose, compiendo le solite azioni: caffetteria, lezioni, pranzo, ancora lezioni, camera, e ancora studio.
Anche se normale non lo era per niente, dato che non avrei concluso la giornata con una normale uscita tra amici, o restando chiusa in camera a guardare chissa quale film in streaming, mangiando schifosi cibi calorici da fastfood.
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STORM HEART
Teen Fiction[IN REVISIONE] UFFICIALMENTE NELLE STORIE DI TENDENZA. Miglior Risultato: 06/05/17➡#1 in Teen Fiction. 13/05/18➡#1 in Storie d'amore. Sequel of "The time of stars". Il primo impatto che Allison Walker da alla gente è quello di essere la classica bra...
