8° capitolo

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«Sam!»

Era Chris che bussava dietro la porta della mia stanza.

«Sì?» mugugnai assonnata, sbadigliai e mi stropicciai gli occhi.

Non sapevo nemmeno io come mi sentivo, riposata e stanca allo stesso tempo. Volevo e non volevo appoggiare i piedi per terra. Forse ero riposata perché avevo dormito come non avevo dormito mai in vita mia e stanca perché aver dormito così era una novità per il mio organismo, dovevo dormire così più volte.

«Sam, sei pronta!?» chiese Chris con una certa fretta.

Fratello mio dai il tempo al mio cervello di legare i neuroni agli arti.

«Ehm.. non proprio» borbottai sbadigliando. Osho mi saltò addosso facendomi le fusa, ma sembrava fosse un invito ad alzarmi.

«Sbrigati! E' tardi!» mi sollecitò a voce alta.

Ordinai ai miei neuroni di affrettare il collegamento con il mio corpo, mi misi a sedere e subito vidi due occhi gialli che mi guardavano dall'angolo dei veleni. La sua coda oscillava ancora, brutto segno, i felini oscillano la coda quando sono infastiditi o stanno per arrabbiarsi.

«Cerchiamo di andare d'accordo eh» dissi a Veleno nero, che non cambiò atteggiamento.

«Con chi parli?» domandò Chris.

«Con Veleno Nero.. ma che fai, origli?» chiesi leggermente irritata guardando la porta.

«Sbrigati!» incalzò lui cambiando discorso.

In giro di un minuto mi alzai, mi lavai e mi vestì. Doveva essere l'aria dell'area 51. Ero una persona molto pigra e lenta nel fare le cose.

Aprì la porta e c'era il mio nuovo fratello che mi aspettava.

«Sam» sospirò «Io devo affiancarti per tutta la giornata, finché non sarai pronta per svolgere le cose da sola. Quindi la mattina aspettami dietro la tua porta, si fa colazione insieme e si va a lezione insieme» illustrò.

Troppe cose in una sola volta di prima mattina per un cervello che va a diesel.

«Che ore sono?» riuscì solo a formulare.

Chris sospirò e poi rise «Le otto. Alle nove iniziano tutte le lezioni. Andremo da Curt che ti darà il calendario da seguire. Quindi regolati tu a che ora alzarti per essere in orario. Nessun ritardo accettato» mi impose.

Dio mio, un imposizione a prima mattina, il mio cervello non connetteva ancora bene e già riceveva ordini.

La saletta era silenziosa, c'era chi leggeva e chi faceva colazione.

Holly beveva del caffè da una tazza rotonda mentre leggeva. Alzò gli occhi per guardarmi senza muovere muscolo e poi ritornò a leggere.

«Buongiorno» dissi inglese, almeno quello lo sapevo.

«Buongiorno» risposero tutti i presenti.

Freddie aveva in mano un bicchiere con la storica regina verde disegnata sopra. Non riuscì a trattenere l'entusiasmo

«Quella è la famosa regina verde della catena di caffetterie!» schizzai esaltata.

Freddie rise «Starbucks si chiama, si è una catena di caffetterie. Abbiamo solo quel caffè qui» mi spiegò sorridendo. «Chris portala nella sala mensa» si rivolse al fratello.

«Ci stavamo appunto andando» rispose lui, ma prima andò a salutare i suoi fratelli.

«Puoi scegliere qualsiasi cosa vuoi per colazione» spiegò ancora Freddie mentre Chris si salutava con Abe

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