22° Capitolo

180 10 34
                                        

La settimana prima di natale monitorai i miei progressi grazie al braccialetto elettronico. Oltre ai miei valori sanguinei diventati normali e più sani non era cambiato molto, potevo sollevare più di cento kg ma la mia massa muscolare non era aumentata così tanto.

La divisione A1 era diventata tutta rossa con spruzzi dorati e argentati con un pizzico di verde mentre fuori era tutto bianco e innevato: ah che belli gli addobbi di natale.

Comprai dei regali per il branco, più a Holly: a natale siamo tutti più buoni.

Spedì anche qualche regalino in Italia per Vanessa e la mia famiglia, non sapevo se a mia sorella quella felpa che le avevo comprato le sarebbe piaciuta: si sforzava di avere gusti difficili arricciando il naso a ogni regalo che riceveva credendo di fare la sofisticata, invece faceva solo la figura della viziata.

«Cazzo» mormorò Tisha rimettendosi in piedi.

L'avevo atterrata con una fattura per l'ennesima volta.

Ora riuscivo a sentire anche i sussurri lontani, le mie orecchie stavano sviluppando un udito super sensibile, stavo iniziando a pensare che forse ero un lupo mannaro, ma Tisha mi smentiva ogni volta: i lupi mannari non avevano poteri magici.

«Fatti una doccia e vieni da me fra quindici minuti» mi ordinò asciugandosi la fronte con un asciugamano.

Annuì rimanendo ancora lì.

«Veloce!» ordinò alzando la voce.

In meno di un minuto mi sfiondai nella doccia, merito della mia velocità che era aumentata.

Tisha era vestita con jeans strappati, anfibi e una maglietta sformata.

«Vieni con me» mi ordinò di seguirla.

Dopo aver preso la metro mi portò in un locale, quello dove mi aveva portata Holly. Non so perché ma avevo l'impressione che la sorella supervisora di Holly era stata Tisha.

Ci sedemmo al bancone, dopo il disagio silenzioso provato durante il viaggio in metro, seduta lì accanto a lei come se fossimo due amiche invece che insegnate e alunna, l'imbarazzo non era cambiato: non sapevo dove guardare.

«Una birra» ordinò Tisha «Cosa prendi?» mi chiese.

«Un Bloody Mery» dissi al barista.

«Non dici nulla?» mi chiese Tisha bevendo a canna dalla bottiglia di vetro.

«Cosa dovrei dire?» risposi sorseggiando il mio cocktail leggermente salato e piccante.

Analizzai i tatuaggi sulle mani, erano rute e simboli esoterici.

«Raccontami dei tuoi tatuaggi» le chiesi calma guardandola negli occhi.

Forse era una domanda che non bisognerebbe fare a un tatuato, ma mi azzardai a farla; Tisha mi era sembrata una ragazza che non aveva voglia di raccontare di sé, ma voleva comunque che qualcosa di se la si conoscesse senza che lei aprisse bocca, ecco i tatuaggi.

«Non parlo di me» disse bevendo ancora a canna.

«Nemmeno a te stessa?» chiesi sarcastica.

«Cosa centra?» rispose lei accennando un ghigno.

«Fai come se fossi uno specchio, ma che parla» risposi accennando un sorriso.

Ricambiò il sorrisino accennato iniziando a parlare dei suoi tatuaggi.

«Questi» indicò i simboli runici sulle mani «Come ben sai sono rune. Le ho tatuate per stimolo per quanto combatto o per la vita di tutti i giorni» raccontò.

Cristallo e DiamanteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora