28° capitolo

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Stavo iniziando a studiare i demoni, le tipologie e i nomi dei più conosciuti.

«Sai cos'è un demone Sam?» mi chiese Curt.

«Un angelo caduto» risposi.

«Bene, e sai perché cade un angelo?» chiese.

«Per tanti motivi. Si ribellano, cedono alla tentazione nel loro fratello maggiore: il primo angelo caduto» spigai ma venni interrotta.

«Lucifero» intervenne lui «Non aver paura di dire il suo nome» mi consigliò.

«Lucifero» mormorai.

«Sì. Ci sono tante storie a riguardo. C'è chi lo compatisce, c'è chi lo difende, chi lo appoggia e chi dice che lui e satana non sono la stessa cosa» mi spiegò.

«Ho letto a riguardo dei vari re dell'inferno, dicono che lucifero sia uno di quelli, ma il vero re del male è sanata» raccontai.

«Questo è uno dei tanti misteri della fede. Non sapremo mai se sono la stessa persona o no, ma sappiamo che lui è stato il primo ribelle a essere cacciato giù nell'inferno, con lui si è portato tante schiere angeliche da creare un vasto esercito, secondo a quello di san Michele» spiegò per poi continuare «Si dice che Mîkhā'ēla possa comandare il suo stesso esercito, se solo venne trovata» si interruppe guardando la mia reazione

«Ti ricorda qualcuno?» mi chiese lui ammiccando un sorrisetto.

Da quel nome che iniziò tutto. 

Sorrisi al ricordo e Curt sorrise con me.

«Tornando a Michele, fu proprio lui a scacciare il fratello, sotto ordine di Dio, a malincuore, per amore di suo padre, obbedì, incatenandolo e gettandolo con i suoi seguaci negli abissi» raccontò.

«Ci sono tanti tipi di demoni» iniziò «Ogni cultura crea la sua gerarchia, ma sappiamo di per certo che esistono i manipolatori, i velatori, i vendicatori, iperturbatori, gli incendiari, i litigiosi, i ribelli, i distruttori e gliosceni suddivisi in incubi e succubi, i più numerosi» mi spiegò lui «Ognuno ha un suo compito ben preciso nel tentare la razza umana, dai nomi puoi capire cosa. Il compito dei demoni e portare la rivolta sulla terra, interrompere la pace e prendere possesso del creato di Dio e scacciarlo dal suo trono. Tutto sotto ordine di Lucifero, che ha un debole per la nostra perdizione» affermò Curt.

«Lui è geloso degli umani» dissi.

«Esatto. E' geloso che noi siamo ritenuti dal padre la più bella creazione, nonostante siamo così macchiati dal peccato, vili, impuri» continuò Curt.

«Mentre loro, angeli, esseri quasi perfetti, divinità minori venivano suddividi in gerarchie, come se tra di loro ci fossero preferenze, mentre gli umani gli amava e gli ama tutti in ugual modo» risposi io di rimando.

«Esatto» rispose lui fiero di me, ma subito dopo credo che avesse perduto tutta la fiducia che riponeva nella sottoscritta.

«Lo posso capire, un po' ha ragione» dissi.

La stanza si gelò.

Un sommesso silenzio così rintronante.

C'era quel silenzio che non ti fa pensare, ma ti fa ansiare, preoccupare e udire tutti i rumori immaginabili, inspiegabili veri e suggestivi che emetteva la stanza o il difuori.

Un freddo sentimentale da far venire i brividi alla sensibilità.

Curt mi fissò ambiguo, chiuse il libro che aveva in mano e si sedette come se non si reggesse in piedi.

Credo che gli dovessi una spiegazione.

«La gerarchia angelica è suddivisa in tre sfere, almeno se è vero quello che c'è scritto sui libri.

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