Renee Butche mi stava spettando. Era vestita con una camicia blu messa nei jeans e degli stivali marroni.
L'aula mi sembrava una stanza di un dipartimento di polizia con i casi, gli indizi, le prove, i moventi, gli alibi, i testimoni tutti incollati alle pareti, tipo come nei film.
«Ciao Sam» mi salutò in tono deciso.
Chris sparì in un angolo e io mi guardai attorno.
Su un tappeto, calmo e sdraiato c'era un cane, un Blood Hound, il segugio per eccellenza.
Sorrisi alla bestiola di 50 kg, amavo i cani.
«Sam! Per favore, non ti distrarre e ascoltami» mi richiamò.
Le prestai tutta la mia attenzione, questa doveva essere tosta.
«Allora Sam, ti insegnerò l'arte dell'investigare e conoscendo Darla ti avrà detto che la sua materia, la mia e quelle di Alan di aiuteranno molto, ma dipende molto da te..» mi spiegò a polso fermo.
Mi spiegò tante cose, come materia era una figata, avrei imparato ancora di più ad investigare e tratte informazioni più di quanto non sapessi già fare.
«Imparerai a ricavare informazioni da in qualsiasi informazione, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi stato d'animo. Imparerai a rilevare la menzogna, studierai i processi cognitivi e la mente criminale, e tutta la psicologia di investigazione. La tua ipervigilanza e il tuo cervello iperattivo sarà un grande aiuto per te e per noi quando sarai in missione, io farò del mio meglio e tu devi fare il tuo, spero non ci deluderai» concluse seria.
Ultima lezione prima di pausa pranzo, Alchimia.
Chris mi portò nell'aula, non era una lezione individuale, c'erano i banchi e altre persone, tra cui Amber e Cloves. Le ragazze ci salutarono, erano alle prese con le provette e altri arnesi.
«Ci-ciao S-Sam! Vieni q-qui!» subito il prof entusiasta.
«Loro sono p-più avanti di te e non la-lavorerai con loro, ma la-vorerai da s-sola finché non ar-arriverai al loro li-livello. Loro già sanno cre-creare un ve-veleno e il suo an-antidoto, non te-temere lo imparerai anche t-tu» mi abbracciò con la sua eccitazione per il suo lavoro.
«Ri-ricorda Sam, la frase motto. Tra-trasformare il piombo in o-oro» mi disse.
All'inizio non capii cosa volesse dire, ma lo avrei scoperto nei mei successivi.
Mi illustrò tutti gli strumenti da laboratorio che un laboratorio di ricerca medica sarebbe venuta invidia. Erano così tanti nomi che facevo fatica a ricordarli tutti, ma con il tempo l'avrei fatto.
Al termine della lezione mi ritrovai Amber e Cloves addosso.
Cloves mi prese sottobraccio «Andiamo in sala mensa ora, si pranzaa» e mi trascinò fuori.
Che carine parlavano ancora l'italiano.
Entrammo in sala mensa più che affollata, io rallentai il passo per il disagio alla vista della moltitudine di persone. Anche se i cacciatori erano per i fatti loro, la loro sola presenza mi metteva a disagio, per non parlare della normale reazione di guardare chi entra nella stanza ma che a me irritava.
Ci sedemmo ai tavoli della mensa, avevo preso un pranzo spazzatura del fast-food. Le ragazze e Chris mi fecero compagnia.
«Questa sarà l'ultima volta che mangerai queste cose» rise Amber.
«Ma dai non è vero, ogni tanto potrai farlo, Tisha è severa ma ti copriamo noi» mi disse Cloves facendomi l'occhiolino.
Dopo un po' si unì a noi quel ragazzone di Abe, anche lui con il fast-food.
«Ciao famiglia, accidenti ragazzi sta mattina ho avuto a che fare con un windigo, quel maledetto stava per far fuori una famiglia intera. E pensare che si trovavano tra il confine con il Canada prima» raccontò Abe.
«Windigo, l'ho già sentito» dissi, pensando a dove lo avessi sentito, doveva essere in qualche serie tv.
«E' un mostro mangiatore di uomini, io e Abe siamo cacciatori specializzati in windigo e vampiri» disse Freddie sedendosi con noi.
«Che sembianze ha?» chiesi, mi anticipavo i compiti per quanto avrei studiato la letta W.
«Oh guarda le sembianze variano, ma quello che è certo è che sono ricoperti di peli e un corpo scheletrico, denti enormi e sporgenti. Sono della dimensione di un uomo adulto. E' molto veloce e ha sempre fame, cammina su due zampe. A volte prendono le sembianze della loro vittima per poterne fare altre» spiegò Abe.
«E come si fa a capire in quel momento se è un windigo?» chiesi curiosa.
«Per noi è facile, il nostro fiuto non inganna nessuno, ma per gli umani è difficile, si riconosce in base ai comportamenti che non è la stessa persona che è uscita di casa» chiarì Freddie.
«Per ucciderlo bisogna strappargli il cuore e bruciarlo» mi spiegò Chris guardandomi negli occhi.
Maledizione, sarei stata all'altezza di tanta azione ferocia e violenza?
Dopo finito di pranzare ci dirigemmo tutti nella saletta.
I tre miei fratelli iniziarono a giocare a biliardo bevendo la birra, io e le ragazze ripetevamo i compiti.
Stavo studiando occulto, ma il biliardo mi era sempre piaciuto, ma nessuno mai mi aveva insegnato.
Mi alzai e andai da loro, stavano ridendo e parlando delle loro avventure.
«Chris mi insegni a giocare?» chiesi.
Tutti mi guardarono divertiti.
«Ti piace il biliardo?» mi chiese Abe ridendo.
«Sì» risposi stranita come se per loro fosse strano.
«Ma seria?» mi chiese Cloves ridendo.
«Sì che c'è di strano?» chiesi corrugando la fronte.
«Raro nelle ragazze e va bene, vieni ragazzina ti insegniamo noi» rise Abe, prese una stecca e me la passò al volo. La presi al volo, wow, ne ero capace? Davvero?
«Ragazzina? Scusa quanti anni avete?» chiesi perplessa
«Io 24, Chris 22, Freddie 21» rispose Abe
«Be io 19, non ne ho mica 16» replicai
«Ragazzina» mi apostrofò nuovamente Abe ridendo
«Chiamano anche noi così che abbiamo vent'anni Cloves e ventuno io, tranquilla» mi spiegò Amber cercando di farmi andare giù la cosa.
Me la feci andare bene, ci avrei vissuto con loro per chissà quanto tempo.
Mi spiegarono come usare la stecca e le varie regole. Bello, ma ero una schiappa.
«Non sei andata tanto male dai» mi sollecitò Abe, ma non capivo se mi stava prendendo in giro o no «Per essere una ragazzina» continuò ridendo, sperava in una mia reazione, io mi limitai a stringere gli occhi.
«Ragazzina» ridendo mi provocò ancora.
Presi un cuscino e glielo lanciai addosso. Lo scansò e rise.
«Abituati che è fatto così» mi disse Freddie.
Tornai da Niral. Meditammo ancora. Era bellissimo meditare. Mi liberava la mente, i problemi li mandava via e mi concentravo solo sulla mia energia interiore.
Mi sentivo più sicura, con più autostima, più stabile.
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Cristallo e Diamante
ParanormalCreature sovranaturali, magia, cacciatori, angeli e demoni, amore, tradimenti e abbandoni, passati tristi e futuri tragici e pericolosi, il tutto ambientato in Nevada. La protagonista di nome Samantha dovrà fare i conti con un suo io nascosto e div...
