36° capitolo

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Chiamate un esorcista» risi io lasciandomi cadere su un lussuoso divano di un hotel di Los Angeles.

«Per cosa?» chiese Amber proveniente dal lussuoso bagno dello stesso hotel con ancora lo spazzolino tra i denti.

«Che mi esorcizzi dal corpo tutta questa energia frenetica che ho» risposi ridendo.

Avevamo avito a che fare con due Jinn, dei vampiri, una decina di trickster, qualche korrigan, e un branco di mononoke. Eppure ero ancora pronta a combattere.

Visitammo Los Angeles e il giorno del mio compleanno lo passammo a Disneyland.

Il mio ventesimo compleanno a Disneyland, come una bambina.

Ricevetti gli auguri solo da chi mi aspettavo di riceverli, la mia famiglia e quei pochi amici che mi erano rimasti.

Ultima tappa: San Francisco.

Era strano quanto a volte si ritorna sempre da dove si è iniziati, per far capire come si cambia e come si cresce. Era come se fosse ieri che vidi mamma e papà essere risucchiati dalla folla nell'aeroporto, mi sembrava di rivivere la scena. Mi scesero delle lacrime malinconiche che asciugai, mi mancavano tanto, volevo rivederli, ma ancora non sapevo quando l'area mi avrebbe permesso di tornare a casa. Già non lo sapevo ancora, e non sapevo ancora che avrei disubbidito agli ordini e i divieni per tornare a casa, a questo ve lo racconterò poi.

«Ben tornati ragazzi!» ci salutò Curt al nostro ritorno.

Nell'area erano cambiate delle cose, cacciatori andati via, nuove reclute, nuovi maestri, cacciatori più forti e saliti di grado, ma le mie conoscenze non erano cambiate di una virgola.

Raccontammo le nostre avventure, non basterebbe un libro per raccontare tutto quello che vivemmo.

Io e il branco alla fine ci guardammo pronunciando una frase che veniva fuori un po' troppo spesso.

«Chiamate un esorcista» scoppiammo a ridere subito dopo.

Amavo la mia vita ora, non c'era nulla che avrei cambiato se non una cosa che si sarebbe rivelata pochi giorni a questa parte.

Cristallo e DiamanteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora