Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo. Lev Tolstoj.
- osate pensare che io venga a quell'insensata e inutile festa? Che senso ha? Datemi tre motivi per venire?- chiese la tedesca, quando si trovò davanti alla porta di casa i numeri 7, 9 e 10 della Juventus.
- primo, è una festa, ci sarà da mangiare e come ben sappiamo, tu non sarai andata a fare la spesa dato che sei in mise da donna casalinga- esclamò Alvaro fissando i pantaloni e la maglia di Thomas Müller della nazionale tedesca che Lea stava indossando.
- secondo, potresti riappacificarti con tua sorella, almeno che lei non diventi odiosa pure con te- aggiunse Simone.
- e per terzo, è una festa e so perfettamente quanto vorresti metterti a fare il karaoke con me mentre cantiamo tutto Stromae o le canzone d'epoca francesi- disse enfatizzando Paul.
- okay, mi avete convinto, ma solamente perché non ho niente da mangiare, perché mi sento una merda con Anto e perché adoro cantare canzoni in francese con Paul- disse lei rassegnata dai tre ragazzi.
- perfetto lasciaci andare a prendere gli smoking dalla macchina e siamo subito da te. Ovviamente ci prepariamo con te. Non serve neanche che te lo chiedo principessina- disse Paul andando verso la sua Porsche Carrera color rosso fiammante. Un'altra esagerazione di Labile.
Pochi minuti dopo i tre juventini erano seduti sul divano ad angolo della casa della Müller, che stava piano piano risistemando tutta la casa dal suo ritorno.
Era già riuscita a fare tanto. Aveva rimesso a posto i grandi vetri del soggiorno e tutte le cose di prima necessità erano pronte, perfino il bellissimo Steinway D-274, nero lucido. Uno dei suoi vizi era pure quello di avere un pianoforte in casa, amava suonarlo, gli ricordava sua madre e suo padre quando suonavano i quattromani per lei e per suo fratello Thomas. Poi Andreas, suo padre decise di far imparare pure ai due ragazzi a suonare lo strumento, in modo che portassero avanti la tradizione.
- che figo sto piano, ci posso suonare "Hello" da Dio, del tipo "Adele Levati"!- esclamò Simone aprendo il pianoforte e sedendosi sulla panchetta di pelle nera.
- attento Simo, quello è il figlio di Leandra incarnato in uno strumento- disse richiamandolo Alvaro.
- okay, la mia traformazione in Adele non avverrà subito, ma preparatevi a tutto il CD "25" cantato perfettamente mentre andiamo a cena. Road to-
- il Road to cretinate può pure largamente aspettare Simone, ora dobbiamo andare. Non vorremmo mica arrivare in ritardo al nostro primo debutto sul teatro, non credi?- disse ridendo Leandra mentre scendeva le scale. il vestito nero calzava perfettamente su Lea, aveva pure un'aria più giovane con quel davanti ornato di pizzo, appena aveva visto quel vestito da Dolce & Gabbana, non aveva saputo resistere, per lei dava un'aria da persona acqua e sapone, nonostante fosse nero e arrivasse sopra il ginocchio.
- stai da Dio Leandra- esclamò Alvaro.
- cazzo, che gambe- disse Zaza sorpreso dalla ragazza.
- puoi dirlo forte, è la mia migliore amica- esclamò Paul prendendo a braccetto la tedesca.
***
I quattro arrivarono a casa Juve, dov'era stata allestita tutta la cena, sulla Porsche di Paul, che incredibilmente riuscì a portarli tutti.
Appena entrarono si sentì una canzone che andava in Italia, niente a che vedere con le canzoni che andavano di moda in altri stati. Leandra aveva sempre pensato che gli italiani nei secoli avessero avuto un ottimo gusto musicale in fatto di Classica, ma non si poteva dire lo stesso della musica degl'altri generi secondo lei, che non ascoltava molto pop o rap, quando si staccava dalla Classica ascoltava musica Elettro, senza un motivo preciso, le piace, le dava la carica per andare avanti.
Gli juventini si sedettero, tutti e quattro vicini. Lea era tra Simone e Paul. Tutto stava procedendo secondo i canoni, una cena normale dove si festeggiava l'inizio della sessione.
Lea si stava divertendo, stava conoscendo i nuovi ragazzi ed erano tutti molto simpatici. Mario Lemina e Alex Sandro non parlavano molto, ma sottosotto sembravano gente simpatica. Gli altri invece si aprirono subito e si unirono in modo compatto al gruppo degl'oramai "vecchi" dello spogliatoio.
Poi entrarono Paulo e Antonella, assolutamente elegantissimi.
Paulo indossava uno smoking divino, o almeno lo faceva sembrare un dio greco. Antonella invece indossava un vestito argentato di raso con un lungo strascico, molto probabilmente era di Michael Kors. Alcune volte sembrava che lei avesse un abbonamento con quella marca data la quantità delle borse e dei vestiti che possedeva.
Si sedettero esattamente davanti a Lea e a Simone. Appena arrivarono, tutta la tavola si zittì.
Durante tutta la loro comparsa, sotto suonavano le note di "Someone Like you". Cosa che non aiutava certamente per un'atmosfera divertente.
In quell'esatto momento in cui Paulo si sedette davanti a lei, Leandra provò un intenso interessamento per il tovagliolo che aveva sopra alle gambe, come ordinava il galateo e si maledesse da sola per essere venuta alla cena e per aver fissato l'argentino davanti a lei con forse troppo desiderio.
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skyfall;; P.D
FanfictionLeandra non riusciva a non pensare a lui. Era perennemente nella sua testa, anche nelle più piccole cose della vita. Lei pensava a lui sempre nonostante tutto, anche se non dovesse farlo, per rispetto per qualcuno a cui voleva molto bene. Paulo no...
