Kapitel dreiundzwanzig.

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"Il tuo amore è per me come le stelle del mattino e della sera, tramonta dopo il sole e prima del sole risorge."  Johann Wolfgang von Goethe.

In una fredda mattina di aprile, la Juventus si stava allenando. Non tutti erano abbastanza coscienti di ciò che stavano facendo, erano provati dalla serata di ieri, in cui molti erano tornati tardi, fra questi c'era Paulo, che non aveva certamente in mente il calcio in quel momento.

La sua mente era unicamente riempita da un solo e prorompente pensiero: Leandra Ekaterina Muller.

E che pensiero. Un pensiero unito a molte cose, quel pensiero possedeva decine di collegamenti con altri. Ma Paulo al momento pensava solamente a lei e a chi poteva essere il ragazzo della sera scorsa. Aveva sentito pronunciare dalle labbra della tedesca, il nome "Marco", però non era abbastanza per capire chi fosse. Poteva essere chiunque, da un suo cugino, al suo attuale ragazzo, magari una persona conosciuta lì per caso, oppure un amico di Martin. Una cosa per Paulo era certa, sarebbe tornato all'aeroporto per prendere Antonella e poi sarebbero usciti con Lea e quel misterioso ragazzo. Voleva sapere chi fosse, quella curiosità era più forte della ragione per lui, per tutta la notte era stato sveglio a pensare a loro due, stava diventando un'ossessione per l'argentino. Durante la notte aveva addirittura steso alcuni pensieri un foglio di carta, ben nascosto per evitare che Antonella lo vedesse al suo ritorno.

Paulo aveva ragionato che quell'uomo non l'aveva mai visto in Serie A, magari era uruguaiano, ma durante le partite con la nazionale non gli era sembrato di vederlo. Forse stava diventando matto, fare così tante cose per una sola donna, una donna che non gli era possibile avere. Avrebbe dovuto mettersi il cuore in pace e pensare totalmente ad Antonella, ma ogni secondo era adatto per pensare a Leandra, che al momento stava osservando gli allenamenti dal suo ufficio e particolarmente Paulo.

L'argentino le sorrise e poi le fece l'occhiolino, lei stizzita se ne andò dalla grande vetrata che faceva scorgere qualche parete del suo ufficio, pieno di carte universitarie e foto infisse alla parete.

Paulo continuò a sorridere: ogni momento era sempre più innamorato di quella donna, tanto da pensarla sempre, ad ogni ora del giorno e della notte.

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La giornata lavorativa passò velocemente per Lea, quel giorno, tutti sarebbero usciti alle undici, per far allenare la primavera in occasione della partita contro il Torino.

A pranzo si sarebbe incontrata con Marco, Paulo e Antonella, appena tornata da Monaco, pronta per raccontare le avventure di Maria e di Manuel. Uscì velocemente e fece il tratto che da Vinovo la portava a casa sua in macchina, aveva fretta, voleva rendersi abbastanza decente per Marco e poi uno dei suoi piani era far vedere a Paulo quanto lei stesse bene pure senza di lui.

Arrivò a casa e si precipitò nella doccia e si lavò. Dopo si diresse nella cabina armadio e selezionò con cura i vestiti che potevano andare bene, ma dopo tanti ripensamenti decise di indossare una normalissima camicia bianca con sotto una gonna nera.

Decise di non indossare i tacchi, anche perché il centrocampista italiano non era famoso per la sua stazza, quindi sarebbe stato meglio non evidenziarla con dei tacchi. Si truccò appena più del solito e appena finì Marco la chiamò.

Si controllò ancora una volta allo specchio e poi scese rapidamente le scale.

- buongiorno bellissima!- esclamò sorridendo Marco appena Leandra entrò dentro il veicolo.

- buongiorno anche a te, sei pronto a sorbirti la mia amatissima sorellastra Antonella?- chiese ridendo la tedesca.

- ma non siete sorelle?-

skyfall;; P.DLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora