"È vero sentimento quello che resta lo stesso ogni ora e sempre, sia che gli si conceda tutto, sia che tutto gli si neghi." Johann Wolfgang von Goethe.
Erano passati quindici giorni da quando Lea era andata a Monaco. Erano passati quindici giorni ed era passata pure la speranza di vincere la coppa dalle grandi orecchie, la partita in trasferta a Monaco, non aveva fruttato molto, anzi, aveva fatto tornare a casa gli juventini con rammarico e quattro gol in mente. Lea era rimasta delusa dallo scarso risultato, la squadra squadra in quella partita non era sembrata la solita, forse anche perché mancava un soggetto come Paulo, che era rimasto a casa per un infortunio.
Al momento Leandra era a casa di Paul, insieme a Simone.
- Lea, non hai pensato di diventare Taylor Swift, andare a casa di Manuel e sfasciargli l'auto cantando Blank Space? Potrebbe essere una degna vendetta- disse Simone mentre controllava il telefono.
- ovvio, l'unica cosa è che mi servirebbe la mazza da golf, un cavallo e una tenuta inclusa di giardino all'inglese, ne hai una per caso?- chiese ridendo Leandra che gli era vicino.
- So it's gonna be forever, or it's gonna go down in flames, you can tell me when it's over, if the high was worth the pain, got a long list of ex-lovers, they'll tell you I'm insane,'cause you know I love the players and you love the game- disse canticchiando Simone facendo ridere a crepapelle Leandra.
- ho sentito per caso "I love this game"?- chiese dalla cucina Paul ridendo. I due ragazzi risero ancora di più, dopo quest'affermazione.
- no tranquillo, Evra non ci sta contagiando, però Simo vuole che io vada fino a Monaco ad ammaccare la Bugatti di Manuel cantando come Taylor Swift- disse Leandra.
- beh, se non te la senti, puoi sempre ammaccargli la macchina con Patrice urlando "I love this game", non ti pare?- esclamò Paul.
- ti ci vedo, con su quella tua pelliccia, fuori dall'Allianz Arena, mentre con uno di quei tuoi trampoli, spacchi un finestrino, mentre Patrice, immancabilmente, fa la pale dance su uno dei pali li vicino urlando il suo monologo- disse ancora Simone.
- la cosa mi sembra perfetta, vorrà dire che se arriveranno in finale di Champions, mi troverà là a cantare- esclamò Leandra.
- ma a proposito, il nostro amatissimo spanish lover, con chi usciva?- chiese la tedesca alzandosi e apparecchiando il tavolo per mangiare.
- sembra che Don Alvaro sia uscito con una fashion blogger, stai a vedere che fra un po' ce lo ritroviamo vestito da damerino, con pure i calzini di quella marca strana, quelli con tipo le immagini che te volevi comprarmi- esclamò Paul.
- i calzini della Gallo, e poi ti sarebbero stati da Dio, sei te che fai il rognoso e che vuoi sempre che per il compleanno io ti inviti semplicemente a casa per giocare a Fifa, sembra che ti sono amica per quello- disse ridendo Lea.
-beh tu mi sei amica pure perché sei simpatica, sai il francese, sei il mio dottore e, hai una bellissima televisione dove si gioca da Dio- esclamò il francese ridendo.
- concordo, ma io ti sono amico pure perché sei una bella donna- esclamò ridendo Simone.
- che leccaculo che siete-
I tre ragazzi passarono la domenica mattina così, senza fare niente, alla sera ci sarebbe stata un uscita da parte di tutta la squadra, organizzata da Martin, che voleva fare una festa per il suo compleanno. Secondo alcuni sarebbe stata una grande festa, con pure qualche persona della nazionale uruguaiana. Tutta la squadra aveva quasi obbligato Leandra a venire, che in cuor suo, sarebbe allegramente stata a casa acciambellata come un gatto a guardare la Domenica Sportiva.
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skyfall;; P.D
Fiksi PenggemarLeandra non riusciva a non pensare a lui. Era perennemente nella sua testa, anche nelle più piccole cose della vita. Lei pensava a lui sempre nonostante tutto, anche se non dovesse farlo, per rispetto per qualcuno a cui voleva molto bene. Paulo no...
