Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, divertirsi e dire qualche parola ragionevole. Johann Wolfgang von Goethe.
Leandra venne svegliata da un rumore che forse poteva essere una padella a terra.
Si alzò, addosso aveva la maglia di Mario, non si era portata un pigiama, sperava che non le sarebbe servito dato che secondo i suoi primi piani, lei doveva andare da Manuel. Peccato che c'era qualcun'altro che stava dormendo con lui.
Si diresse verso la cucina e rise per la visione che aveva davanti a lei.
Un Mario per niente selvatico stava cercando di preparare qualcosa, non riuscendo totalmente nel suo piano, dato che sul piano cottura c'era del latte riversato e per terra c'era qualcosa di bianco, forse farina.
- gli anni passano, vivi da solo ma continui a non saper cucinare Mariolino, mi sorprendo che tu sia ancora in vita e questa casa non sia sul giornale perché è stata incendiata da un pentolino pieno di latte intero- esclamò Leandra avvicinandosi all'amico e prendendo uno straccio per pulire il piano.
- menomale che ti sei svegliata, aspettavo con ansia il tuo rimprovero- disse Mario baciando sulla tempia l'amica per poi allontanarsi e buttarsi con poca grazia sul divano ad angolo della sala, per poi accendere la televisione.
- mi aspettavi soprattutto perché volevi che ti facessi la colazione? Sei il solito Mario, pigro, viziato e imbranato- disse la ragazza mentre controllava la dieta preparata dal medico della squadra per tutti i vari giocatori.
- seriamente il vostro medico vi da da mangiare i cereali nel latto con dentro le vitamine che dovreste incorporare? Ma che coglione è? Fai prima a mangiarti pane e marmellata con il burro allora. Ma chi cavolo ha dato il lavoro a questo?- esclamò Leandra stupita.
- beh sai, dopo il tuo "misterioso" addio- disse Mario facendo il gesto delle virgolette mentre pronunciava l'aggettivo qualificativo, - hanno fatto molta fatica a trovare un medico abbastanza adatto a noi, questo è il ventunesimo in tre anni-
- ebh, voi eravate abituati a una dieta diversa ogni due settimane, chi mai potrebbe preparare una dieta diversa per venti persone diverse, ogni due settimane- esclamò Lea mentre faceva i pancake, sicuramente uno dei cibi preferiti da Mario.
Dopo qualche minuto di silenzio, si sentì il telefono di Lea squillare.
Lei andò a vedere chi fosse ma subito dopo chiuse la chiamata.
- chi era? Manuel? Qualche tuo misterioso amante torinese?- chiese Mario alzandosi e dirigendosi il piano cottura, dove dei dorati pancake erano su un piatto, mentre uno stava tentando si bruciarsi dato che la ragazza non era ancora tornata.
- macché, quello stronzo non si fa neanche sentire, anzi fa chiamare Maria, io quella l'ammazzo con queste dita, anzi con le dita dei piedi- esclamò Lea tornando dalla camera.
- certo che Torino ti fa sempre più scurrile, che ha la mia Lellus?- chiese Mario accarezzando con le nocche la guancia di Lea, facendola immediatamente sorridere per quel gesto che fra di loro era pressoché frequente.
- non ho passato dei mesi facili Mario, mi conosci come sono sotto pressione- disse Lea, girandosi e prendendo i pancake per lui e per lei.
Si sedettero nel divano a mangiarli, mentre in televisione, una vecchia sitcom anni ottanta stava mostrando tutti i suoi episodi.
- mi ricordo quando stavi preparando la tesi di laurea, non avevi praticamente più un orario, stavi tutto il giorno a scrivere su quel fottuto Mac, che spero tu abbia buttato, se no te lo getto giù. Non eri neanche venuta a vedere i concerti insieme a me, non ti riconoscevo Lellus- disse Mario ridendo.
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skyfall;; P.D
FanfictionLeandra non riusciva a non pensare a lui. Era perennemente nella sua testa, anche nelle più piccole cose della vita. Lei pensava a lui sempre nonostante tutto, anche se non dovesse farlo, per rispetto per qualcuno a cui voleva molto bene. Paulo no...
